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Avventura

Il Regno della piccola Pulce

Pubblicato il 26/10/2019

Favola per bambini.

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C’era una volta un regno in cui le giornate trascorrevano tranquille, scandite dai rintocchi di un grande orologio situato in una torre nel centro della capitale.

Qui viveva la piccola Pulce: lunghi capelli rossi raccolti da un nastro bianco, viso pieno di lentiggini che arrossiva quando qualcuno le faceva un complimento.

Amava cercare rifugi segreti dove trasformarsi in quello che la sua fantasia le suggeriva. Lì poteva essere sé stessa, senza pericolo di sbagliare.

Un giorno Pulce si ritrovò sotto una pioggia improvvisa e dovette cercare un riparo. Finì in una specie di tana formata da un vecchio tronco rovesciato. Un rumore la colse di sorpresa. Accanto a lei, tutto inzuppato, un gattino impaurito. Le si avvicinò e le tese la zampetta come a stringerle la mano. La pioggia cessò, Pulce decise di tenere con sé quel gattino dalle zampette bianche e lo chiamò Napi. Un giorno Pulce arrivò davanti a una vecchia casa abbandonata circondata da salici piangenti.

Sistemarla divenne una missione. Ogni giorno tornava per mettere ordine e renderla accogliente. Costruì anche un recinto intorno alla casa, lo fece molto alto, cosicché da fuori fosse impossibile persino scorgere la casa.

Passarono gli anni e Pulce andò a vivere in quella piccola casa.

Un giorno d’inverno Napi non tornò a casa. Pulce uscì a cercarla, la chiamò e andò in tutti i posti in cui solitamente giocava, ma non la trovò.

Di quella dolce gattina nessuna traccia. Temendo che fosse stata rapita o che fosse ferita, decise di andare a cercarla affrontando il mondo esterno. Non c’erano rifugi da trovare, bensì luoghi da esplorare. Una mattina, mentre il sole stava sorgendo, sentì qualcosa toccarle la spalla. Aprì gli occhi e vide una strana creatura. Era una rarissima fata dei boschi, una creatura allegra, giocosa, con ali di farfalla luminose. Indossava abiti fatti di foglie, aveva capelli che cambiavano colore a seconda delle stagioni. Ecco perché molte volte non si vedono e si confondono con la corteccia degli alberi su cui vivono.

La vita di queste fate è profondamente legata agli alberi, ne sono guardiane e se un albero soffre o muore anche loro ne risentono. Volano libere tra i boschi, ma la sera devono rientrare per trascorrere la notte sulla cima di un albero e recuperare le energie.

Pulce non aveva mai conosciuto una fata prima d'ora, ma parlare con lei era divertente. Lily riusciva a farla sorridere e a vedere le cose con nuovi occhi. A volte prendeva Pulce per mano e la faceva volare in alto fino a toccare il cielo.

A Pulce mancava sempre la sua Napi, così un giorno Lily decise di accompagnarla alla sua ricerca. Le consegnò una piccola sacca fatta di corteccia essiccata che conteneva otto tipi di foglie, una per ciascun tipo di albero del bosco da cui proveniva.

Lungo il cammino incontrarono molte persone, alcune così da cortesi da ospitarle. Pulce aveva imparato da Lily l’importanza di ascoltare anche chi vedeva diverso o estraneo.

Passarono giorni, settimane. Le ali di Lily divennero sempre più fragili e meno luminose.

Le due amiche arrivarono in un piccolo villaggio ai piedi delle montagne e Pulce ebbe un sussulto al cuore: in lontananza aveva visto Napi! Era rinchiusa in una gabbia in cima a una torre. Lily provò a volare verso la gabbia, ma le sue ali erano troppo deboli. Provò e riprovò, ma non riuscì. Chiese a Pulce di stendere le foglie contenute nella sacca affinché assorbissero l’umidità della notte. La mattina, appena sveglia, si nutrì della rugiada delle otto foglie, recuperò le forze e riuscì a liberare Napi.

A nulla servirono i tentativi della malvagia anziana che l’aveva rapita per esibirla ai passanti e raccimolare qualche moneta.

Finalmente Pulce e Napi si abbracciarono.

S'incamminarono felici sulla via del ritorno, ma Lily era troppo debole, si era privata di tutte le energie per salvare Napi.

Pulce allora s'incamminò verso il villaggio più vicino per chiedere aiuto. Incontrò un vecchio saggio che le chiese di seguirlo in un laboratorio pieno di ampolle, vapori e profumi. Il saggio iniziò a mischiare tutte le ampolle, accese fuochi e scaldò contenitori di vetro. Vi versò la miscela colorata ottenuta dalle ampolle e ne trasse otto pozioni, di otto colori diversi. Le colarono in stampi di legno a forma di foglie e poi aspettarono tutta la notte. La mattina seguente, le foglie erano pronte, brillanti e profumate.

La piccola Pulce ringraziò il saggio e corse da Lily che bevve tutte le pozioni. Dopo poche ore le ali di Lily tornarono a brillare e finalmente ripresero il viaggio.

Pulce eliminò il recinto e piantò nuovi alberi vicino alla casa per Lily. Non era più necessario nascondersi dal mondo circostante, bastava guardarlo da un nuovo punto di vista.

Questo era stato il dono più bello di Lily: le aveva aperto il cuore.

Si narra che talvolta, di notte, una strana creatura dalle brillanti ali si aggiri sulle chiome degli alberi vicini alla torre dell’orologio, quasi a vegliare sull’intera città.

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Pennina bianca ha votato il racconto

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Davide Marchese ha votato il racconto

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Etis ha votato il racconto

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Violeta ha votato il racconto

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Barbara ha votato il racconto

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Graograman ha votato il racconto

Scrittore

Ti muovi bene. Grazie per avermi fatto ricordare le fiabe, così ne ho scritte ;-) Segnala il commento

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Franco 58 ha votato il racconto

Esordiente
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DONATO ROSSO ha votato il racconto

Esordiente

Sei brava a raccontare, la scrittura è veloce e emozionante. Aspetto un nuovo racconto fantastico.Segnala il commento

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palu ha votato il racconto

Esordiente

Bella: una fiaba, più che una favola. Cercherei di evidenziare il motivo che porta Pulce a chiudere fuori il mondo esternoSegnala il commento

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Il Verte ha votato il racconto

Esordiente

Adoro le favole e questa fa sognare.Segnala il commento

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di Vaguzzina

Esordiente