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Young Adult

IL RUOLO CHE SEI

Di Roberto Borneo - Editato da myself
Pubblicato il 26/03/2020

"Il mondo intero è un palcoscenico" e la platea, che è la gente che incontriamo tutti i giorni, raramente si sforza di chiedersi chi ci sia dietro l'attore sul palco. E' difficile uscire dal ruolo di una vita, ma Josy vuole dimostrare finalmente chi è davvero. Siamo in un bar e non in un teatro.

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Il bar pullulava di gente, alle 11 della domenica mattina era sempre così, ma i clienti di un solo tavolo, quello proprio di fronte al ragazzo addetto ai cornetti, erano responsabili della metà di quell’infinito accavallarsi di voci e risate.

«Cosa ordinate ragazze?»

Una voce, sicuramente non femminile, bofonchiò.

«Ragazzi, va meglio?» Si corresse

«Ora sì» disse soddisfatto Josy.

«Per me un cornetto alla nutella, dì ad Andrea di non esagerare.»

«Perché? Lo conosci?»

«Bè, è il mio ragazzo» Emma sorrise e come lei tutte le altre ragazze, strumento perfetto mascherare l’invidia.

Dopo aver chiesto a tutte le ragazze, il cameriere arrivò da Josy, seduto proprio affianco ad Emma. «E tu?»

«Anche a me cornetto, dì ad Andrea di non fare sconti però.»

«Contaci bello.»

Prima che sparisse dietro il bancone, però, Josy gli chiese un’ultima cosa: «Per caso puoi far mettere nel cornetto delle scagliette di arancia? Mi piacciono e se devo essere sincero mi vergognavo un po' a dirtelo prima.»

«Sì, credo si possano mettere» aveva rivalutato quella sua simpatia.

«Josy cosa gli hai chiesto?» Chiese Angela.

«Da dove ha comprato quelle scarpe.»

«Quelle schifezze lì?»

«Dovrò pur sapere che negozio di scarpe scartare dalla lista» improvvisò magistralmente.

«Sei un grande Jo, ma lo sai che prima che arrivassi tu qui non si sentiva ronzare una mosca. Erano tutte così prese a fissare il ragazzo di Emma preparare i cornetti che per poco neanche ti salutavano quando sei arrivato.» Emma accennò un sorriso ad Angela e le altre ragazze la seguirono con non meno assenza di spontaneità.

«Bè, adesso ci sono io qua, guardate me allora» controbatté Josy con l’innata spontaneità che lo contraddistingueva. Sorrise anche lui, ma questa volta le ragazze non fecero neppure finta di essere divertite.

Angela guardò le altre e parlò a nome del gruppo: «vedi qualche altro ragazzo a questo tavolo, Josy?»

«A parte te con quel vocione che ti ritrovi? … Comunque no.»

«E sai perché?»

«Emma mi ha chiesto di venire qui, dovrebbe saperlo lei... o tu, dato che stai parlando tu per loro».

«Siamo tutti d’accordo col dire che senza di te in classe non è lo stesso e siamo anche d’accordo col dire che senza gli altri ragazzi della classe è la stessissima cosa invece: per questo sei qui. Sai far ridere le persone, e se rido anch’io alle tue battute, fai sicuramente ridere le persone, in questo hai talento.»

«Ma?»

«Ma finisce qui. Amico… grande amico, niente di più. Tu e Andrea siete molto diversi. Non sei così maturo, non sei così… insomma non sei Andrea, ecco.»

«Non so perché quando parla, Angela sembra che stia per emanare una condanna a morte, ma quello che volevo fare era invitare i miei amici a conoscere il mio ragazzo, ed essendo tu il mio unico amico… maschio potrebbe essere un po' imbarazzante.» La voce di Emma suonava alle orecchie di Josy come una dolce sinfonia, una dolce sinfonia che si trasformava nella messa da requiem per la morte delle sue speranze di conquistarla.

«A quanto pare lo è, è stato zitto per più di trenta secondi!» Ritornò all'arrembaggio Angela.

«I cornetti sono già arrivati!» Josy ritrovò improvvisamente l’entusiasmo.

Ognuno ricevette il suo, ma due dei dieci cornetti furono scambiati: Josy diede il suo ad Emma e prese quello della ragazza, senza che se ne accorgesse. Dopo aver fatto ciò, si voltò, in direzione di Andrea, e lo guardò adoperare i cornetti mentre rifletteva sul suo piano. Aveva segretamente desiderato Emma fin dall’inizio delle superiori, ma l’unica cosa che era riuscita ad accomunarli era stata l’allergia per l’arancia. Lui con sé portava sempre un medicinale per un eventuale imprevisto, ma quello che avrebbe scatenato era tutto fuorché un imprevisto: la dimostrazione che venendole in soccorso lui era una persona più matura di quanto avrebbero mai pensato.
Emma guardò i due cornetti e non c’era dubbio che in quello davanti a Josy ci fosse meno nutella. Il gusto era lo stesso, Josy era di spalle e sicuramente non gli avrebbe fatto differenza. Così scambiò i cornetti.

«Bon appétit» disse mordendo il cornetto al gusto di vendetta Josy. La vendetta, che praticamente era stata servita calda e su un piatto di plastica, non il massimo, gli parve dolce, ma sapeva che ben presto avrebbe dovuto scontrarsi con le pene dell’Inferno. Quello che non sapeva è che quelle si sarebbero ripercosse su di lui.

Dolore. Ancora dolore. Buio.

«Finalmente ti sei svegliato.»

Josy batté le palpebre e capì che non era un sogno. Era davvero sdraiato sulle ginocchia di Andrea.

Non riuscì a pensare al piano, né a nient’altro, disse solo col tono dell’attore di un dramma: «Oh, mio eroe!»

Assistette all'ennesima risata che aveva provocato senza la sua genuina spensieratezza. Guardò le ragazze e si ricordò qual era il ruolo a cui era stato rilegato, giullare di corte, o meglio di classe. Alzò la testa sconsolato e ciò che trovò fu il collo di Andrea che si era sporto verso Emma per baciarla. Nel frattempo lui era caduto e gli altri continuavano a ridere.

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Commenti degli utenti

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Federico D. Fellini ha votato il racconto

Scrittore

Uno spaccato di vita contemporanea che si legge con piacere.Segnala il commento

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Readinglover ha votato il racconto

Esordiente
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Debora P. ha votato il racconto

Esordiente
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Elena Savino ha votato il racconto

Esordiente
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Helena ha votato il racconto

Esordiente
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Violeta ha votato il racconto

Esordiente
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Matilde di Folco Portinari ha votato il racconto

Esordiente
Editor

Che tristezza... Io non lo trovo macchinoso, il finale, anzi. I personaggi, per quanto stereotipati, sono quelli in cui tutti ci siamo imbattuti (o ritrovati) prima o poi nella vita. Segnala il commento

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Barbara ha votato il racconto

Esordiente
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Franco 58 ha votato il racconto

Esordiente

Scritto discretamente, però la cunclusione mi sembra un po' macchinosa. Manca di freschezza: è tutto calcolato, ponderato, incastrato al millimetro, ma non c'è spazio per l'immaginazione del lettore. Almeno per me. Segnala il commento

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Tella ha votato il racconto

Scrittore
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Davide Marchese ha votato il racconto

Scrittore
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Sofia Nebez ha votato il racconto

Esordiente
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di Roberto Borneo

Esordiente