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Noir

Il Signore dà, il Signore toglie

Pubblicato il 30/10/2018

Dio in persona lo elesse suo ritratto vivente.

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Charlie Chaplin pranzò in una tavola calda di Hollywood. Intorno fotografi, assistenti, e ammiratori. Tra il chiasso e i flash si fece largo una cadenza maccheronica che elencò le portate fumanti. Charlie spense di fretta la sigaretta nel posacenere. Prese in mano le posate e alzò lo sguardo: la sua copia perfetta. Quel cameriere con la camicia bianca ingiallita dalle cucine d'America fu ciò che di più simile a lui avesse mai visto.

Vincenzo Pelliccione. Sbarcato dall’Italia coi pidocchi, come tanti della sua età. Dio in persona lo fece suo ritratto vivente. Chaplin lo volle con sé nella villa di West Hollywood. Creò un essere a sua immagine. Si sentì il padre eterno. Vestito da Charlot, Vincenzo fu identico. La sua controfigura in tutti i film. La gente iniziò a fermarlo per strada. Charlie lo sostituì a sé stesso. Il ragazzo subì il carisma di un mentore, un confidente, un maestro. Le sue tasche furono riempite di dollari. I suoi cassetti di profumi e dive del cinema. Chaplin gli regalò una vestaglia di seta viola come la sua, con le iniziali “V.P.”. Poi una decappottabile rossa identica a quella che aveva lui.

Charlie si annoiò presto di Vincenzo. Cominciò ad umiliarlo davanti a tutti. Lo costrinse a comportamenti intollerabili. Dopo una notte di bagordi, la stella mancò all’appello per le riprese di uno dei suoi film. La produzione decise di utilizzare il sosia. Quando Chaplin arrivò agli Studios s’imbestialì. Mandò all’aria il set e si rinchiuse nella sua villa a bere senza sosta. Ubriaco, accusò il giovane di volergli rubare l’identità. Con una pistola si fece restituire i regali e gli ordinò di andarsene. L’italiano fuggì a bordo della sua cabrio rossa.

Acciecato dalla furia, Charlie si buttò addosso la vestaglia siglata “V.P.” e guidò verso Chinatown. Pagò per una stanza e due ragazze cinesi. I tre si addormentarono nel letto sfiniti dal sesso e dalla droga. In trance, Charlie sognò di essere senza volto. Davanti al suo letto una donna anziana con un’ascia, forse sua madre. Chaplin vide una pistola sul comodino e sparò. Il colpo lo riportò fuori dal sogno. Ai piedi del giaciglio una delle due cinesi con un buco in testa. L’altra iniziò ad urlare. Macchiato di sangue, si alzò. Gli partì un altro sparo. Si coprì il volto e corse via. Dimenticò la vestaglia viola. A casa, nascose l’auto dentro a un fienile. Interrò la pistola. Bruciò i vestiti.

Una delle cinesi fece un identikit con un’immagine del L.A. Times recante Charlot. Il cliente era l’uomo più famoso della terra. La polizia si presentò nella villa di West Hollywood. Fuori i fotografi e la stampa. Chaplin raccontò la verità: quella notte si scontrò con Vincenzo. Lo cacciò di casa. L’italiano corse via con addosso solo la vestaglia marcata “V.P.”. Il giovane guidò fino a Chinatown. La cabrio che fu vista sfrecciare fu infatti quella che gli regalò Charlie.

Ora Vincenzo tossisce avanti e indietro per le sue cucine d’America. Come un Dio, Chaplin gli diede una vita e, a sua discrezione, gliela tolse. Le entrate della tavola calda sono bloccate da quattro sbirri in borghese. Uno dei piatti che ha in mano Vincenzo cade per terra e si frantuma in mille pezzi, come le sue fragili illusioni. É innocente, ma è il ritratto vivente di Charlie Chaplin. Il Signore dà, il Signore toglie, sia benedetto il Signore!

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Violeta ha votato il racconto

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Maurizio Ferriteno ha votato il racconto

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Franco 58 ha votato il racconto

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....bello. Bella idea, bella scrittura....Segnala il commento

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Grazia Ferro ha votato il racconto

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Tella ha votato il racconto

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Ondina ha votato il racconto

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Molto originale Segnala il commento

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Paolo Sbolgi ha votato il racconto

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Hollyy ha votato il racconto

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L’idea è meravigliosa!Segnala il commento

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Gef Coco ha votato il racconto

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Danilo ha votato il racconto

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Lorenzo V ha votato il racconto

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Molto interessante.Segnala il commento

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gionadiporto ha votato il racconto

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Dalcapa ha votato il racconto

Scrittore

Bello e originale. Stile un po' distaccato ma efficace.Segnala il commento

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DONATO ROSSO ha votato il racconto

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Divertente.Segnala il commento

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isa ha votato il racconto

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di Filippo Mazzotti

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