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Narrativa

Il Vecchio Fedro Pt.2

Pubblicato il 04/05/2017

Denni si occupa di deep cleaning, tra tappeti persiani impregnati di vomito e Jaguar schizzate di sperma gli capitano anche appartamenti di defunti da ripulire. Una sera convince il suo amico Gus a dargli una mano con la casa del vecchio Fedro.

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- Guarda questa Gus! mi dice Denni sventolando per aria una videocassetta.

- Non è per rovinarti la festa, ma proprio non ho voglia di vedere le vecchie videocassette porno di un morto.

- Non credo sia un porno, penso che sia roba sua.

Mi passa la cassetta, l’afferro, guardo. Sulla custodia c’è una signorina a gambe divaricate, è sdraiata su un tavolo da ping pong con una pallina in primo piano che dalle gambe vola dritto dritto dentro un bicchiere. Bisogna riconoscerle una certa abilità sportiva, ma dubito che sia uno di quei tutorial su come diventare professionisti del ping pong in due settimane. Me la rigiro tra le mani, prendo tempo. So che l’attesa fa sbroccare Denni.

-Su! Dai! Aprila!

Quando fa così è veramente difficile rimanere seri, se non scoppio a ridere ogni volta che si agita per sciocchezze del genere è solo perché so quanto è difficile per lui gestire lo stress. Dirvi che Denni è un tipo agitato non gli renderebbe giustizia, quel ragazzo non sa proprio controllarsi. È tutto un tremolio continuo con gli occhi che gli schizzano a destra e a sinistra a velocità supersonica, ricorda un roditore sotto anfetamine. Lui ci prova a mantenere la calma ma è più forte di lui. In fila alle poste, in auto, persino davanti al gioco a premi del venerdì su canale 7, Denni sbotta. Inizia a digrignare nervosamente i denti e le sue mani si agitano in tutte le direzioni come in un concerto di musica classica, tra una bracciata e l’altra gli esce un balbettio soffocato totalmente incomprensibile. È un amante dei film horror, il perché è ancora tutto da comprendere visto che per uno spettatore esterno sembrano essere una vera tortura per lui. Gli attimi di suspense in cui la protagonista bionda mette la mano sulla maniglia e lentamente apre la porta dietro cui si nasconde il suo assassino, sono un supplizio per Denni. Se ne sta li tremolante sul divano e con gli occhi fissi, fa quasi pena. Ma poi arriva la mia parte preferita, si alza di scatto e con entrambe le mani puntate verso la televisione inizia a farfugliare «Vaiii, o-o la apri o te ne vaii, d-deciditi! FORZA!». Intendiamoci, non è balbuziente, è solo che non sa gestire l’attesa. Lo manda in bestia.

Apro la custodia e vedo che dentro c’è un videocassetta apparentemente anonima, tutta nera, con solo un pezzetto di carta attaccato con lo scotch. Sopra ci sono scritti dei numeri a penna che sembrano indicare una data: 12-10-04. La esamino per un attimo in cerca di qualche indizio in più, ma non c’è nient’altro, così la infilo nel lettore VHS dell’enorme televisore. Spero solo che non ci siano le vecchie palle grinzose di Fedro qui sopra, o Fedro che si fa inchiappettare da un travestito abbronzato o qualsiasi altro atto sessuale che coinvolge il vecchio che stava marcendo nell’altra stanza.

La televisione si accende con quel classico brusio di tecnologia da pattumiera, lo schermo diventa blu e illumina tutta la stanza. Dopo alcuni secondi parte il video. Si vedono delle foglie secche che svolazzano sul cemento, l’inquadratura è tutta mossa e la camera continua a puntare a terra. L’inquadratura si alza e si allarga su un gruppo di bambini che giocano su uno scivolo. Ora i volti dei bambini sono in primo piano, tutti sfocati dallo zoom. Stanno facendo la conta per chi deve scendere per primo, poi uno dietro l’altro, vanno giù per lo scivolo gridando con tutta la forza che hanno. L’inquadratura passa in rassegna tutti i bambini, uno ad uno, fino a fermarsi su due che vanno sull’altalena. L’inquadratura si stringe e si fa sempre più vicina ai due bambini che si dondolano, fino ad inquadrare solo la pancia, poi solo più il pube. Si sento i respiri profondi chi sta filmando, l’inquadratura ondeggia e i respiri si fanno sempre più affannati. Ora in video non si capisce più nulla, è tutto mosso, si sentono solo più gemiti in sottofondo.

Levo la cassetta dal lettore.

- Ecco spiegato come mai hanno chiamato te e non sono venuti di persona a pulire questo buco.

- Forza butta quello schifo, abbiamo un vecchio da scrostare dal pavimento.

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Franco 58 ha votato il racconto

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Ti dirò che non apprezzo molto il genere quasi porno-un pò platter semi horror, ma ho apprezzato il tuo stile, coinvolgente e scorrevole....Segnala il commento

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Tella ha votato il racconto

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Danilo ha votato il racconto

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Ti Maddog ha votato il racconto

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Jean per Jean ha votato il racconto

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rebecca raineri ha votato il racconto

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Anonimo ha votato il racconto

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Michele Pagliara ha votato il racconto

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Umami ha votato il racconto

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di Erri Collener

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