Small cover.png?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccountZoom cover

Narrativa

In pensieri, parole, opere e omissioni

Pubblicato il 02/10/2021

Che poi alla fine della lettura uno può chiedere: E quindi? E quindi niente.

258 Visualizzazioni
42 Voti



"Ha detto così? Il macellaio ti ha chiesto che birra volevi?"

L’uomo sta controllando lenze e mulinelli, poi apre la scatola delle esche per verificare la vitalità delle arenicole. Lo fa con grande attenzione, e sembra dimenticare di avere posto una domanda, che infatti resta lì sospesa come un galleggiante sulle onde.

La donna ricomincia:

"Il macellaio sembrava altissimo, forse era in piedi su una pedana, e portava una mascherina verde bosco. Mi ha incartato le sei salsicce che avevo chiesto, poi con la lama del coltello ha indicato diversi punti sul pezzo di costato, per capire di che dimensioni volessi la bistecca".

Si ferma, aspetta. L’uomo conosce questi silenzi: alza gli occhi dai suoi attrezzi, posa lo sguardo in giro nella stanza - è piccola la casa, due stanze in mezzo alla macchia, proprio l’ideale per una vacanza rilassante -, passa in rassegna ogni oggetto, sembra che stia facendo l’inventario di un negozio di caccia e pesca. Dice:

"E allora?"

"Allora. Ha tagliato la carne, l’ha pesata, ha detto - Un chilo, va bene? - Poi si è fermato, mi ha guardata dritta negli occhi e io ho sentito distintamente la domanda - Come la vuoi la birra?"

Di nuovo silenzio. Sospensione.

"E tu?"

"E io sono entrata in confusione, lo capisci, avevo un formicaio nel cervello per lo sforzo di trovare una spiegazione. E l’ho trovata, l’unica possibile: ho pensato che avessi vinto un premio, che in quel posto lì chi compra una bistecca da un chilo vince una birra".

"Stai scherzando".

"Che ti devo dire, mi è sembrato plausibile. Anche giusto, in un certo senso. E lui stava lì a fissarmi".

Lo dice sorridendo, come una bambina che abbia davvero vinto un premio.

"Certo, e a quel punto ti aspettavi anche un invito, che so, un appuntamento, perché quello continuava a guardarti al di sopra della mascherina verde bosco".

L’uomo chiude la cerniera del portacanne, avvicina alla porta la cassettina degli ami e la borsa frigo delle esche. Poi torna al centro della stanza, lì dove si accumulano le parole.

"E comunque ho sentito una voce alle mie spalle: Scegli tu quella che ti pare - diceva una giovane donna al marito. Era lui che le aveva chiesto della birra, hai capito? Erano dietro di me, non c’entrava niente il macellaio! Ci ho messo qualche secondo per rendermi conto, è stato tremendo".

La donna ride con le lacrime adesso. Ogni frammento, ogni secondo di quell’esperienza le sembra irresistibilmente comico, qualcosa che la farà ridere finché vivrà. Ride con la risata asmatica delle troppe sigarette. E ora c’è l’uomo che finalmente la guarda negli occhi. Uno sguardo come un abbraccio, mentre le dice piano, senza stupore: Ma in che mondo vivi. Ma che strano mondo è il tuo - dice, e quell’aggettivo, strano, la donna lo sa che vuol dire fantasioso, però le sembra di avvertire una nota d’ammirazione velata di tristezza. Forse vuol dire irraggiungibile, pensa, e allora fa un salto ad abbracciare il suo uomo e continua a ridergli addosso, gli bagna di lacrime la pelle dentro la piega del collo. Pochi minuti ancora, poi lo guarda allontanarsi nella notte senza luna. Un buio pesto, là fuori.

La donna s’infila nel letto. Il materasso è duro e scricchiola, ma per una decina di giorni ci si potrà adattare. Si mette su un fianco, le gambe raccolte a contenere una sensazione di freddo, le orecchie tese a cercare i rumori dell’esterno. Cerca e non trova. Neanche il rumore del mare arriva, e sì che è vicino. Ma c’è bonaccia sotto il cielo nero. La bonaccia le fa paura, come in certi passaggi di Moby Dick, e non è proprio il caso che ci pensi adesso.

Sente un rumore. Non viene da fuori, è vicino. Cos’è. Sembra un respiro, anzi mezzo respiro - manca di uno dei due atti, è come se ci fosse solo l’espirazione, qualcosa come Mmmmm, o Fffffffff, profonda o rauca. Si chiede se sia la casa che respira. Le sembra di averne già sentito, o letto forse, di case che respirano. Questa sospira, una emissione lunga. La donna si lascia andare, si accorda al suono: inspira in silenzio e lascia uscire l’aria rumorosamente. Sa che vorrà parlare all’uomo di questa cosa, non potrà farne a meno, e lui le offrirà una spiegazione semplice, razionale. Forse dirà che è il frigo.

Si alza, va scalza ad aprire lo sportello: la luce bianca invade la stanza. Fastidiosa, incongrua. Richiude subito, il frigorifero non emette alcun suono, questo è certo. Torna a sdraiarsi nel letto e si rimette in ascolto. Forse, si ritrova a pensare, sarebbe meglio non parlarne. Ci sono cose di cui non è bene dire, per non creare solchi con gli altri, che dopo è faticoso costruire ponti. Come quella storia dei lampioni: qualche volta ha provato a raccontarla, ma ha capito che si creavano fratture tra sé e gli altri. La storia era cominciata già alla loro prima uscita, lo ricorda bene: era buio, e camminando nel viale accadeva che i lampioni si spegnessero. Senza motivo, così, man mano che ci passavano sotto. C’erano volute altre passeggiate per averne la certezza, eppure le era stato chiaro fin dall’inizio: il ragazzo assorbiva energia, ne aveva bisogno per conservare le proprie funzioni - il metabolismo, i pensieri, e il resto. Ma quelli erano tempi in cui facevano l’amore cinque volte al giorno, e molte più volte lui l’abbracciava, e ancora di più la guardava - e ci vuole energia per guardare davvero una persona, fissare gli occhi su di lei piuttosto che su ogni oggetto intorno.

La donna sa che questo è un momento delicato, potrebbe facilmente scivolare nell’autocompiacimento, che poi fa presto a diventare autocommiserazione. E infatti la sente arrivare l’onda di pena per sé. Per ricacciarla indietro, si concentra sul rumore.

Forse non è la casa. Si è sbagliata, di notte i pensieri si confondono: non ha mai sentito dire che le case respirino, è la terra che sospira. E la terra qui è polvere rossa di ferro, è macchia d’alberi e d’arbusti fitti, radici ancorate alle rocce, tutt’uno con esse. L’isola si solleva la notte, nel respiro delle piante - ecco il rumore. La donna di nuovo si accorda al respiro: lentamente inizia a sentirsi a posto col mondo, quasi felice.

Quando l’uomo rientra si muove cauto nella stanza, non accende neanche la luce mentre cerca un appoggio per tutta quella teoria di pesca. Si corica, e il letto ondeggia. La donna è avvolta dal profumo di mare.

"Com’è andata? - chiede alle onde.

"Poca roba - rispondono quelle, miste all’odore acre di tabacco e di stanchezza.

"Lo senti questo rumore?"

"Quale".

Non è una domanda, piuttosto un suono ansioso. Se ne avesse le forze le porrebbe la vera domanda - Cosa diavolo vai a inventarti adesso? Quali altre mascherine verdi e birre da macellaio tirerai fuori?

Lei dice Ascolta!, dice, e intanto pensa Non capisci, non vedi?, ti sto tendendo una corda, un ponte tibetano. Attraversalo, avvicinati. Prova.

"Non sento niente di particolae".

La voce è impastata, l’ultima sillaba è scivolata via nel sonno.

La donna ora sente l’odore della stanchezza prevalere su tutti gli altri. Pensa che il passato non smette mai di esistere. Che si sente forte per avere assorbito il respiro della terra - forse invincibile. Una doppia fila di lampioni accesi che va da lì alla fine del mondo, ecco come si sente. Un esubero di energia che vorrebbe trasmettere a lui, e dovrebbe farlo, perché non è giusto che vada sprecato, o peggio ancora prenda direzioni sbagliate, estranee al loro essere lì. Che lei non è mica perfetta.

"Aspetta. Ecco: questo rumore. Come un respiro.

"È il frigo, il rumore del motore - dice l’uomo, cercando con fatica di scandire le parole. Poi si gira su un fianco, con un movimento ampio e definitivo che provoca un forte ondeggiamento del materasso.

La donna si abbandona al moto ondoso soffocando una risata sotto le lenzuola, mentre la luce del giorno già serpeggia per la stanza.


Logo
7761 battute
Condividi

Ti è piaciuto questo racconto? Registrati e votalo!

Vota il racconto
Totale dei voti dei lettori (42 voti)
Esordiente
30
Scrittore
12
Autore
0
Scuola
0
Belleville
0

Commenti degli utenti

Large on the road.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

omALE ha votato il racconto

Esordiente

Il suo raccontino mi ha fatto ripensare a un racconto breve di V.Woolf dove partendo da una banale macchia sul muro all'inizio non si capisce bene cosa sia...al genio padrone della penna basta poco una insignificante macchia per l'abile scrittrice è una incredibile fonte di ispirazioneper per coinvolgere e stupire il lettore E lei Signora Silvia ci sa fare con la pennaSegnala il commento

Large default

caio bongiorno ha votato il racconto

Esordiente

Abbiamo un mondo dentro che la sensibilità o la solitudine spesso ampliano oltremodo; si riempie di cose e persone, di relazioni nuove. Un pianeta parallelo. Reclama autonomia, diventa autoreferenziale, in relazione discordante con la realtà esterna, in continuo adattamento, nella costante ricerca di una coesistenza, di un dialogo con essa. A questo mondo non sono consoni i luoghi dove le parole si accumulano.Segnala il commento

Large 20210427 022249.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Violeta ha votato il racconto

Esordiente
Large img 20210421 183135.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Laura Camposeo ha votato il racconto

Esordiente
Editor
Large 675e5471 05e0 4107 8ba7 e542a5b70562.jpeg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

MMarianella ha votato il racconto

Scrittore

Credo che porsi quella domanda fatidica, finale, concluso lo scritto, fosse proprio il tuo scopo. Ma nei pensieri non ci deve sempre essere un "e quindi" a volte ci basta semplicemente parlare. "E quindi niente". Quanto hai ragione. Segnala il commento

Picture?width=200&height=200&s=200&type=square&redirect=true

Bugiarda ha votato il racconto

Esordiente

Pensieri, sogni, desideri, stramberie nella testa di una donna, che potrei essere io. Questo racconto è uno specchioSegnala il commento

Large img 20210203 wa0000.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Annacod ha votato il racconto

Esordiente

L'uomo conosce questi silenzi....secondo me i silenzi parlano e i silenzi di quest'uomo e questa donna sono scanditi dal tempo e dallo spazio di questa scena nella quale ci hai proiettato. Come sempre complimenti Segnala il commento

Large io  solo viso.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

carlomariavadim ha votato il racconto

Esordiente

E quindi?... Lo considero un incipit molto bello... perciò prepara il continuo, Silvia. Merita tanto!Segnala il commento

Large default

Cimino ha votato il racconto

Esordiente

Bello. Non dico altroSegnala il commento

Large dsc05022.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Chiara Pesenti ha votato il racconto

Esordiente

Quindi...bello anche questo!Segnala il commento

Picture?width=200&height=200&s=200&type=square&redirect=true

Bruno Gais ha votato il racconto

Esordiente

Poi torna al centro della stanza, lì dove si accumulano le parole. Bello, è un estratto di intimità e pensieri, un guardarsi allo specchio sotto forma di racconto, guardarsi e fare quadro, perché non siamo in pace mai, ma alla fine meglio così.Segnala il commento

Large img 20210812 101200.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Anacleto ha votato il racconto

Esordiente
Large img 2813.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Katzanzakis ha votato il racconto

Scrittore

Lì dove si accumulano le parole. Ma che meraviglia di racconto!Segnala il commento

Large fb img 1455357798620.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Hollyy ha votato il racconto

Esordiente

Il macellaio ti ha chiesto per davvero:” Che birra vuoi?”, perché tu vuoi indietro per davvero quel ragazzo che camminava spegnendo i lampioni. Tutti vogliamo indietro i noi ragazzi. Segnala il commento

Large img 20210428 111521.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Rosnikant ha votato il racconto

Scrittore

È proprio quel chiedersi alla fine... e quindi... che non è una domanda ma un continuare, un ondulare nella tua storia affinché ciascun lettore possa abbandonarsi e seguire il proprio verso. C'è un mirabile passaggio, dal normale al percettibile, dal sensoriale al metafisico, la presentificazione dell'assente, come direbbe Umberto Eco, ciò che contraddistingue le capacità dell'animo umano. Grande Silvia, davvero complimenti! Segnala il commento

Large 76e0ca22 4ac9 4d31 b240 d8aa491b4df9.jpeg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Giampiero Pancini ha votato il racconto

Scrittore

Silvia hai scritto un racconto bellissimo. Leggevo e mi veniva il sorriso di fronte a frasi e costruzioni bellissime, all’odore delle sensazioni, all’animo e al corpo di questa donna che si fa domande ed è in grado di vivere in contatto con il mondo. La frase: poi torna al centro della stanza, lì dove le parole si accumulano, da sola vale il racconto. Ma se dico questo lo sminuisco. Quindi dico: davvero un pezzo notevole. Brava. Segnala il commento

Large la stradina.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Antonio M. ha votato il racconto

Esordiente
Large thumbnail.jpeg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Frato ha votato il racconto

Esordiente

Credo che aggiungere parole a quelle che hai già detto tu, sia superfluo. E' un'atmosgfera bellissima, ma mi fermo, con un inchino, qui.Ciao, Frato.Segnala il commento

Large ca04ca8a 66b4 434e 8acd 0fdd3095f1aa.jpeg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Laura Chiapuzzi ha votato il racconto

Scrittore

Concordo con Verte, è un racconto sensoriale ed è anche profondamente femminile. Ho notato, ad esempio, che dell’uomo sono descritte con dovizia di particolari le azioni, della donna invece le sensazioni. Questo divario a mio avviso è la forza del racconto, che forse contiene anche qualcosina di autobiografico:) PiaciutissimoSegnala il commento

Large profilo lunare.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Palummella ha votato il racconto

Esordiente
Large 20190901 154005.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Il Verte ha votato il racconto

Scrittore

Tutto molto bello, ma da quando la donna s'infila nel letto, beh cambia marcia, cambia verso e dimensione. Che bello quando la donna si accorda al respiro, a quel respiro rumore. Tocchi i sensi, anzi li sfiori, per svegliarliSegnala il commento

Large default

I'an Well ha votato il racconto

Esordiente
Large img 20190420 144156149.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Mong ha votato il racconto

Esordiente

Dico solo: grande Silvia. Mi è piaciuto molto, c'è un mondo tra questi due, ognuno ha il suo mondo e insieme ne creano un altro. Mirabile la precisione delle descrizioni e insieme l'indeterminatezza, come ha detto qualcuno. Sono due personaggi che hanno già una vita propria. Perché non raccontare altre storie di questi due? O l'hai già fatto e me lo sono perso? Segnala il commento

Large 195c7c5a e533 438e 9500 78317f6489ab.jpeg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

blu ha votato il racconto

Esordiente

dice tanto Silvia, sempre issima⭐️Segnala il commento

Large default

Maiolo Mario ha votato il racconto

Esordiente
Large 20201204 181343.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Franco 58 ha votato il racconto

Esordiente

Una narrazione "matura", suggerisce Cristina: aggiungerei anche sempre più "consapevole"dei propri mezzi, ma in "levare", cosa nient'affatto scontata, secondo me. Tu riesci sempre a "coltivare" l'attenzione e la leggerezza, senza mai abbandonare la profondità della tua ricerca narrativa, in senso "formale" e "sostanziale".Segnala il commento

Large ezzz 101133975 10219956522376982 9067593985345716224 o.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Ezio Falcomer ha votato il racconto

Scrittore

Dinamiche dell'inquietudine che assume varie valenze, dal terrifico al piacevole. E la mancanza di sintonia nella coppia, ognuno percepisce cose differenti.Segnala il commento

Large default

Anonimo ha votato il racconto

Esordiente
Editor

Ottimo. Poteva avere mille sviluppi. Anche noir. È stare nel qui e ora e sentire le risonanze. In ritardo. “You are only coming through in waves” mi ha fatto pensare a questa frase di comfortably numb. È uni stile maturo, curato, senza ingenuità per raccordare. Si sente come ci possa essere estraneità tra mondo e individuo. Tra individuii. E però scorre. Mi ha fatto oensare anche a certe atmosfere da Tarkowski. In particolare lo specchio e stalker. Ripeto io ci ho visto un aspetto noir. Come se la casa vivesse di suo una qualche vita che ci sfugge. Segnala il commento

Large 6e508332 9f32 4969 8a51 ea7be91f3fba.jpeg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Ondine ha votato il racconto

Esordiente

In questo racconto - bellissimo secondo me - mi sono immedesimata e forse anche ti ho immaginata. É un omaggio al ‘nostro mondo’ fatto di rumori banali che diventano speciali e poetici di frase estrapolate per renderle una storia e di questo mondo che ci portiamo la notte prima di dormire sotto le nostre coperte mentre altri mondi ci guardano ormai rassegnati ma sono certa anche un po’ affascinati e noi rassicurate. Profonda analisi di sdoppiamento. BravissimaSegnala il commento

Large img 20180626 wa0139.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

FilippoDiLella ha votato il racconto

Esordiente

Mi piace. Ecco, dovrò rileggere una terza volta, ma al momento trovo che i due potrebbero essere uno e che quel uno possieda una dimensione temporale indeterminata; una coppia di lungo corso? Mi piace anche che non abbiano nomi, che possano essere chiunque e soprattutto che sappiano -ancora- ridere. Lo rileggerò. A prestoSegnala il commento

Picture?width=200&height=200&s=200&type=square&redirect=true

Bruno Magnolfi ha votato il racconto

Esordiente

BelloSegnala il commento

Large dante.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Andrea Trofino ha votato il racconto

Esordiente
Large drouk12176 rectangle.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

[K] ha votato il racconto

Esordiente

L'aspetto che più mi ha colpito e piaciuto è l'atmosfera di indeterminatezza. Non si può stabilire se la donna dialoghi in proprio, ad alta voce, interiormente o con il marito presente in carne ed ossa o con l'onda del materasso; se sia più presente nella forma di un ricordo, immagine ideale o sia scomparso dietro il suo sguardo razionale e poco accogliente, che non ama l'onda instabile del ponte tibetano o il possibile senso di vertigine che seguirebbe.Segnala il commento

Large img 20211006 081248 654.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Roberta ha votato il racconto

Scrittore

lo so, lo so che non si devono confondere la narrativa e l'autobiografia, però stavolta ho visto te, il tuo sorriso. che bello ridere, che bello ridere piangendo, magari con uno sguardo che t'abbraccia. è la fotografia di uno sguardo sulla vita, anzi di due sguardi, che si incontrano e si riconoscono e ben si accomodano insieme. che bella quella cosa dei lampioni. ma anche l'isola che respira. e quindi niente. è tutto qui. Segnala il commento

Large foto del 15 09 21 alle 09.22  3.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

palu ha votato il racconto

Esordiente

Davvero molto bello. Vi ho colto come due atti, con due soggetti, solo apparentemente distinti. Da un canto la simbiosi di due individui (che non è definita, credo volutamente, sono: la donna e l'uomo) dove i pensieri sono letti prima ancora di diventare parole, il che ne offre una ben chiara connotazione. Dall'altro, una vista di una delle due individualità che sfiora il surreale, giocata su un pretesto, ma che genera quasi apprensione; singolarità che poi torna a fondersi nel finale. Grazie molte per la lettura, PaoloSegnala il commento

Large ea21f666 ad06 4f66 9dc1 8399176a7da4.jpeg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

doktor ha votato il racconto

Scrittore

Molto bello. Il presente storico crea un clima di sospensione e aiuta a mettere il luce il processo interiore della donna che, in apparenza, contrasta con quello del compagno: ma la mia sensazione è che si completino a vicenda. Ognuno dei due è la metà dello stesso mondo visto da due lati. E infatti, come dici, "niente", è semplicemente il mondo, la vita nel suo dispiegarsi. E di che è fatto il mondo? Di pensieri parole opere ed omissioni. Non so se sono riuscito a rendere l'idea, è un testo per nulla scontato e pieno di seducenti ombre. Bravissima, ma occorre dirlo?Segnala il commento

Large 54039c1a 4171 42af 944a d20052ca79b6.jpeg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Imago ha votato il racconto

Esordiente
Large whatsapp image 2020 06 15 at 11.57.46.jpeg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Adriana Giotti ha votato il racconto

Scrittore

A una prima lettura potrebbe apparire come la semplice contrapposizione tra il sentimento e la ragione, da un lato il pensiero, dall'altro le opere, le omissioni contro gli eccessi che regolano le relazioni umane. In realtà nei tuoi testi non si avverte mai la contrapposizione degli elementi, ma il loro intrecciarsi, condizionarsi, regolarsi a vicenda. C'è molto di più: il brano è espressione della dualità di ogni essere umano, è comprenderlo e raccontarlo nella sua integrità. Grande prova di scrittura.Segnala il commento

Large img 20200606 wa0004.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Loretta 68 ha votato il racconto

Esordiente

Grande Silvia!Segnala il commento

Large img 20210609 134726.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Tella ha votato il racconto

Scrittore

Bello Segnala il commento

Large whatsapp image 2020 04 21 at 11.29.59.jpeg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

. ha votato il racconto

Esordiente
Large dada.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Davide Marchese ha votato il racconto

Scrittore

Quindi...sulla bilancia il sentire delle due metà della luna fa sì che si generi il mistero della marea, dei sentimenti, dell'amore, della serenità... altro che niente!!! Complimenti Silvia!!! Ciaoooooooo!!!!Segnala il commento

Large whatsapp image 2020 03 19 at 18.06.27.jpeg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

di Silvia Lenzini

Scrittore
Bellevilletypee logo typee typee
Lascuola logo typee
Bellevillework logo typee
Bellevillenews logo typee