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Poesia

In sottofondo (due)

Pubblicato il 02/04/2022

Alle fronde dei salici, per voto/ anche le nostre cetre erano appese/ oscillavano lievi al triste vento […] S. Quasimodo

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A volte, guardando il cielo

penso al paradiso e mi chiedo,

da quale parte sarà collocato?

Diceva, mia madre - c'è, ma non si vede-

- e gli angeli? -

- uguale- rispondeva.

Ma ora c'è un traffico tremendo di aerei

troppo rumore, troppo disturbo

e forse il paradiso si è trasferito

che so, in qualche isola vergine

o in un'altra galassia

o nel caveau più inaccessibile che esista

o addirittura l'hanno chiuso

e ci hanno messo un cartello sopra

con la scritta:

" CHIUSO PER RISTRUTTURAZIONE"

e nessuno sa dire quando riaprirà.

Mia madre lo diceva anche dell'inferno

- c'è, ma non si vede -

e io lo immaginavo giù in fondo

vicino al centro della terra

così che il fuoco restasse circoscritto

e i dannati non potessero uscire.

Ma qualcosa qui è andato storto

perché l'inferno adesso è ovunque 

le anime si sono tutte mischiate

e non si sa più chi sono i buoni

e chi sono i cattivi.

C'è perfino qualche buon diavolo

che prova a spegnere il fuoco

con mezzi di fortuna

una coperta, un secchio d'acqua

un estintore scarico

ma c'è pure qualcuno che ci soffia,

su questo fuoco.

Intanto io sto qui, 

e continuo a guardare il cielo 

e vorrei dire, anzi, gridare:

" Madre!"

l'inferno si vede eccome

invece finisco di fumare l'ultima sigaretta

poi prendo la penna

e scrivo.


IL GIOVANE FOTOGRAFO ASTOR


È meglio che il mio corpo resti qui

nel caso venga la morte a reclamarlo

ma lascio andare libero il pensiero

lo lascio arrampicare fra le cime

dove l'eco aggancia la mia voce

e il mio grido rimbalza

rimbalza

rimbalza...

Venivo qui a fare fotografie

ancora prima che nascesse il sole,

Petros era bella, perfetta nell'alba

e io scattavo, scattavo

e credevo che quello fosse il sole di tutti.


Ho fatto appena in tempo a salutare

 mia madre

e ad affidarle la reflex

che adesso sulla spalla ho un altro peso

e i miei occhi faticano a distinguere...


forse c'è troppa esposizione 

il mio sguardo è fisso su una focale alterata.

Oh, potessi almeno cambiare l'obiettivo

e lavorare un po' sulla prospettiva

ma come faccio

senza il mio grandangolo?




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Hollyy ha votato il racconto

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Mi piace la prima parte, Avrei terminato così.Segnala il commento

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Marco Verteramo ha votato il racconto

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Eh, il grandangolo, già. E' che spesso si è portati a guardare attraverso il buco della serratura, quindi solo porzioni ai nostri occhi, e solo pochi illuminati hanno la forza di aprire la porta, e vedere. Molto bella, un dolore disilluso, mai sguaiatoSegnala il commento

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Ezio Falcomer ha votato il racconto

Scrittore

Hai ragione. L'inferno è ovunque,Segnala il commento

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Sofia Nebez ha votato il racconto

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Marco Favaloro ha votato il racconto

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Ondine ha votato il racconto

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Una doppia esposizione la nostra voglia di speranza e l’inevitabile. Ma la bellezza che sappiamo vedere nessuno la ruberà. Sentita e profonda Segnala il commento

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Antonio M. ha votato il racconto

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Adriana Giotti ha votato il racconto

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Sì, non basta "giocare" con le parole: bisogna dar loro il peso e la forza del pensiero che solo una mente saggia e salda può dare.Segnala il commento

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Roberta ha votato il racconto

Scrittore

detti in questo modo semplice, sembrano pensieri tanto ovvi, che com'è che non li pensano tutti? sembra il disegno di un bambino, dritto dritto, di dettagli necessari.Segnala il commento

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Italo ha votato il racconto

Scrittore

Due molto belle, intense significative. E il paradiso dove sarà? oltre il nostro dolore, in altre dimensioni, colme di armonie, di pietà di compassione. L'inferno è qui nel cervello degli umani.Segnala il commento

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blu ha votato il racconto

Esordiente

sono versi che gridano, attraverso i tuoi tratteggi eleganti Segnala il commento

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Messina Giuseppe ha votato il racconto

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Io il paradiso l'ho sperimentato ed anche l'aiuto continuo degli Angeli. Il problema dell'uomo odierno, è che pecca troppo e crea muri di separazione con la Divina Volontà, dove diviene impossibile, poi trovare e vedere Dio e gli Angeli, ma se tutti farebbero ciò che dice Gesù sul suo Vangelo di vita, ogni muro di peccato sarà distrutto molto più che di quello di Berlino Segnala il commento

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Silvia Lenzini ha votato il racconto

Scrittore

Ci vuole capacità per scrivere versi, ma prima ancora occorre un animo elegante. Tu ce li hai entrambi, cara Laura, e lo dimostri ancora una volta con questa poesia dal soggetto ostico, dove sarebbe stato così facile cadere nel già detto, nel banale. Invece scegli questo taglio originale. Si può pensare che il fotografo sia il tuo alter ego? Che la sua ricerca della verità sul campo corrisponda alle tue stesse domande?Segnala il commento

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Davide Marchese ha votato il racconto

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La poesia è un dovere morale. Un dovere nei confronti di sé stessi e degli altri. Questo tuo "sottofondo" mi piace pensarlo come quando si prepara il manto di un nuovo e rigenerato giardino... è un fertilizzante per l'anima, le idee, i rapporti...l'intelligenza... complimenti Laura. Segnala il commento

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Katzanzakis ha votato il racconto

Scrittore

Un tempo c'era l'esposimetro e quelli bravi riuscivano a ritrovare la luce perfetta, almeno per come la propria sensibilità la sentiva, poi è arrivata la funzione auto e tutte le foto sembrano perfette uguali, ma in realtà è un inganno programmato da altri. Insomma, a un certo punto abbiamo smesso di incidere sul nostro destino. E ogni tanto ne cogliamo la fatica.Segnala il commento

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Giampiero Pancini ha votato il racconto

Scrittore

Ci trovo un dolore sordo e composto, imponente e trattenuto. E la speranza data da quegli uomini di buona volontà che provano a spegnere le guerre con una coperta. Molto bello.Segnala il commento

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di Laura Chiapuzzi

Scrittore
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