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Poesia

Infelicità Cronica

Pubblicato il 15/05/2017

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La fila d'innanzi al cofano è così lunga che non vedi la fine.

Nel mentre la radio suona una musica che non si fa ascoltare.

Cadono a milioni gocce fredde di una pioggia monotona, perché è così che funziona e il maltempo s'intona all'abito del prete che dice amen alla bara nella fossa.

Non sei tu che riposi orizzontale sopra bocche fameliche di vermi; là sotto giace madre speranza e suo marito giubilo, un tempo sposi amorevoli ma poi distratti, a tratti, e lontani da non vederli col binocolo.

Visione di morte, tua morte, non ti dona quel sollievo dissetante per l'anima, e poi se muori sei solo spento, alla fine niente.

La vita ti si scrolla di dosso senza colpi di spalla, semplicemente continuando prima, dopo, ed oltre, in quel dì che appartiene solo a chi ci sarà.

Spenta la radio, presa la sigaretta, rivolti i pensieri nebulosi al panorama di palazzi, ombrelli e di pozzanghere lucide a specchio.

Il mondo là fuori non è partecipe del tuo dolore, il cammino delle genti è distratto, senza meta.

Poi d'un tratto, là dove finisce una strada e inizia la campagna, si fa largo un arcobaleno che s'innalza.

Incompleto come te si staglia contro un cielo gonfio di rancore bagnato.

Lì c'è speranza pensi tu.

Lì è dove poeti e muse si completano.

Senti quanto batte il cuore; batte d'improvviso per un'idea da tramutare in scrittura.

Quando sei consapevole di ciò che vuoi fare l'anima non accetta compromessi.

E' allora che desiderio e dovere convivono, combattono e muoiono in te.

Sei campo di battaglia, terra di scontri, e consapevole o no, devi accettare questo sgradevole dono.

Forse puoi plasmare questa oscurità, agguantarla fra le dita e stringere forte.

Stretta in mano l'amalgama si assottiglia, prende forma.

Stringi più forte, di più!

La senti che si dibatte, che non ha scampo.

Apri gli occhi e guarda.

La fila si muove, la pioggia è passata.

Una ragazza sorride e chiude l'ombrello.

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