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Horror

Inpsteria

Pubblicato il 06/01/2021

Ringrazio Laura per gli spunti e il confronto proficuo. Sua l'idea di costruire la storia a ritroso. Genere limitrofo horror - fiaba nera. Buona Epifania!

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Quando giunse il suo turno di essere sgozzato Ilario Battiston ritrovò il gusto acido del sangue, l'odore di merda e urina e la pace interiore che lo avevano abbandonato negli ultimi anni. Pensò che tutto era andato come doveva, tranne per quello sfregio al viso che si era procurato nella concitazione del primo omicidio. Ma d'altronde era da ritenersi un peccato d'inesperienza.

Quella prima volta si era schermito: "Scusa amico, questioni di affari". Gli occhi terrorizzati del vecchio mentre gli passava il coltello sulla gola se li trovava ancora nei sogni insieme a un confuso senso di benessere. La stessa onda di pace che era scivolata sul corpo inanimato della sua vittima avvolgendola in un manto rosso. Era rimasto a lungo a contemplarla col sangue che gli gocciolava dallo zigomo.

Ora gli dispiaceva perdere il proprio assegno a favore di un burocrate dallo sguardo spento.

"Non è più come una volta", sospirò mentre l'impiegato lo legava al letto. "Sa, allora il procedimento era selvaggio. Nel farlo tremavo di paura e desiderio. E la divaricazione del collo era un sabba di piacere".

"Secondo il comma 24 della legge 428 del 12 Marzo 20-- do seguito al processo di fine vita...", recitò il boia per tutta risposta.


Ilario non riusciva a riconoscersi nella nuova normalità che non rendeva giustizia a quei primi tempi di furore.

Superata la timidezza del neofita, era stato in lui come se una diga si fosse rotta. Ne scaturì un'impetuosa emorragia. Attendeva gli anziani di ritorno dall'osteria o dalle bocce. Talvolta li attirava con una scusa in un angolo poco illuminato, più spesso piombava loro addosso appena aperta la porta di casa, poi entrava e si lavorava la moglie, la badante o la cameriera.

Inizialmente non fece attenzione al censo, era ebbro dell'orgasmo che gli procurava la caccia. Col tempo prese a verificare con più scrupolo le finanze delle prede. Si vedeva come un paladino contro la disuguaglianza.

"Ilario Battiston, la colonna avanzata di un nuovo ordine nazionale!", lo presentò tra gli applausi il presidente del consiglio ad una delle cene in cui s'ingozzavano i ministri. Vi era stato invitato come ospite d'onore.

"La sperequazione dei beni in favore degli anziani di questo paese è un'ingiustizia nei confronti di chi si farà carico dei debiti da loro accumulati", disse Ilario umilmente. "Io mi limito a dare il mio piccolo contributo al cambiamento. È giusto eliminare la zavorra e garantire alla generazione più giovane un futuro migliore".

Tralasciò di chiarire di essere lui stesso il maggiore beneficiario della carneficina. D'altronde era un vantaggio assolutamente in regola con le norme vigenti e i ministri le conoscevano bene quelle norme. Norme, per inciso, cui essi stessi si attenevano scrupolosamente.


< Con effetto immediato è stata approvata l’attesa riforma pensionistica. A decorrere dal mese di novembre chi avrà maturati i requisiti attenderà che cessino le erogazioni di due assegni per lo sblocco del proprio trattamento. >

Era stato così che pochi anni prima aveva appreso la notizia della riforma. Il messaggio gli era giunto accompagnato da visioni di spiagge bianche lambite da acque trasparenti, profumo di brioche scaldata e la carezza di una brezza leggera sulla pelle, come reso possibile dai nuovi mezzi di realtà aumentata. Non riusciva a scordare il senso di straniamento che ne era seguito. Fu il terreno su cui maturò il suo istinto predatore.


Dopo le prime esperienze, prese a selezionare con cura le vittime progettando modalità sempre differenti per raggiungere il suo scopo.

Ironicamente la prima scelta cadde sul parlamentare Griglia, promotore del disegno di legge che aveva dato origine a tutto. Si era ormai ritirato dalla politica.

Avvicinò Griglia al salone del libro di Torino con la scusa di un autografo. L'incisione che gli praticò fulmineo usando la finta stilografica che portava appresso fu così precisa da meritare numerosi replay nei maggiori network nazionali. Osservando il collo del cadavere dopo che ebbe smesso di sanguinare e fu ripulito, si notò che, nel punto in cui erano stati tranciati gli strati di pelle squarciando la carotide, poteva essere riconosciuta la scritta: Ilario Battiston. La sua firma, appunto.


Fu poi la volta dell'ex ministro Braciere.

Sotto la sua legislatura la legge Griglia era stata modificata ammettendo la traslazione dell'assegno verso l'esecutore materiale in seguito a un atto di eutanasia. Chi aveva praticato la dolce morte sul precedente percipiente era portatore di un evidente legame emotivo con il suicida per procura e veniva riconosciuto come il naturale destinatario del beneficio pensionistico.

L'anziano ministro godeva di un corposo vitalizio. Lo intercettò intrufolandosi travestito da viados in una delle sue orge a tema biblico.

"Salve Oloferne, sono la tua Giuditta!", fece Ilario Battiston appena gli fu di fronte, lasciandosi scivolare alle caviglie il vestito di seta e seducendolo con la lingerie di pizzo semitrasparente. Braciere perse letteralmente la testa.


Dopo l'approvazione della legge Braciere non c'era voluto molto perché il TAR su causa di un automobilista, riconoscesse lo stesso conducente come destinatario degli assegni pensionistici di due anziani investiti sulle strisce pedonali, sull'ipotesi di un'estensione dell'eutanasia a tutti i soggetti potenzialmente interessati, per espressa comunicazione di volontà degli stessi o per evidente incompatibilità con una dignitosa permanenza in vita.

Il giudice Carboni, promulgatore della sentenza era ormai settantenne e si trovava alle Terme di Abano quando venne incuriosito da uno strano pesce con la pinna dorsale particolarmente aguzza che nuotava nell'acqua dolce forse attratto dal tepore delle piscine. Incautamente si avvicinò per osservare meglio.

Doveva trattarsi di una specie particolarmente feroce, dal momento che ci volle più di un mese per veder scomparire i riflessi color rosso rubino che spezzavano la bianca monotonia dei vapori sulfurei.


Dalla sentenza Carboni passò un mese prima che una nota esplicativa elencasse nel dettaglio le casistiche rese possibili dalla sentenza. Oltre all'incidente stradale, vennero ammesse tutte le modalità in cui si potesse rilevare un'incapacità di intendere e di volere, o per maggior chiarezza, "un distacco tra la capacità intellettiva e la motilità corporale", come recitava il testo di legge. Non ci volle molto perché si ammettesse una lettura letterale di tale distacco comprendendo nella fattispecie la separazione fisica della testa dal resto del corpo.

Fu in quel contesto che lo stesso Ilario, in piena conformità alla legge, tagliò la gola alla prima vittima e poco dopo alla seconda per poi correre alla sede dell'INPS a reclamare il diritto di un assegno per due cessati, da erogare alla maturazione dei requisiti.


La sua azione diede vita a una irrefrenabile caccia all'anziano per accaparrarsi quanti più benefici possibili. Fu la fortuna delle pompe funebri, dell'INPS e delle finanze pubbliche che videro alleggerite le uscite ordinarie di parecchi miliardi.

Il successo fu così ampio che presto iniziò l'iter di approvazione di un sistema organico di gestione. Dopo un periodo di transizione in cui lo stesso Ilario e altri omologhi lavorarono per conto del governo, l'intera gestione venne passata ad uno specifico ente pubblico: il servizio per la "Semplificazione Previdenziale".

L'impiegato Zanutto Andrea era stato inviato dall'ente nell'abitazione di Ilario per condurre l'esecuzione secondo tutti i canoni di legge vigenti.

"È sicuro che io sia legato bene? Devono essere due giri e nodo scorsoio". Ironizzò Battiston.

"Si certo, ora verifico".

"Non pensa che sia assurda la mia esecuzione, dopo i servizi che ho reso allo stato?"

"Capisco la sua obiezione, signore. Ma d'altra parte lei oggi percepisce l'equivalente di 2735 assegni pensionistici. La sua dipartita porterà alle casse dell'INPS un risparmio di quasi 5 milioni al mese, circa 60 milioni annui che su un orizzonte di 25 anni sono 1 miliardo e mezzo di euro. Ne vale la pena."

"Calcolo apparentemente ineccepibile. Ma c'è un errore".

"Non mi sembra proprio. Quale?"

"Che io non sono d'accordo".

"Come lei sa la legge non prevede appello e..."

"La legge no", disse Ilario. "Ma vede, neanche mio figlio è d'accordo. Teme di perdere il lusso in cui vive".

"Questo è irrilevante!"

"Dipende. Alessandro!"

Il figlio uscì da sotto il letto e, prima che l'impiegato Zanutto potesse replicare ancora, si ritrovò impossibilitato a parlare per via di un danno irreparabile al condotto di comunicazione dei polmoni col cavo orale.

Il corpo morente del boia fu scosso da forti convulsioni. L'intestino e la vescica si liberarono del contenuto mentre fiotti di sangue schizzavano ovunque, fin sulla bocca di Ilario. Con grande serenità Battiston si leccò le labbra.


Venti minuti dopo centinaia di ragazzi sporchi di sangue si ritrovarono in piazza trascinando per i capelli le teste degli impiegati della "Semplificazione Previdenziale". Altre teste mozzate a poliziotti, soldati o semplici funzionari rotolavano ovunque.

Nell'orgia generale si udì un solo grido a imporre ordine, quello di Alessandro:

"Tenete salda la testa sulle spalle".

Fu così che iniziò la rivoluzione.

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Laura Camposeo ha votato il racconto

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Frato ha votato il racconto

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Agghiacciante, ma non così fantascientifico come sembra. Molto ben raccontato. Ciao, un saluto Frato.Segnala il commento

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Jean per Jean ha votato il racconto

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Christina Carol ha votato il racconto

Esordiente

È un racconto contro l’eutanasia e il capitalismo. Sono anch’io contro l’eutanasia. Non ho però una visione così pessimistica del mondo né del genere umano. Stilisticamente non amo lo splatter ma è questione di gusto personale. Segnala il commento

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Hollyy ha votato il racconto

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Vi ho abbandonato per un po’...ma vi leggo. Qualcosina da sistemare, ma la storia è buona!Segnala il commento

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Il Verte ha votato il racconto

Scrittore

Mi è piaciuto molto, anche come idea e costruzione Horror come l'inpsSegnala il commento

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Susanna Bertocco ha votato il racconto

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Rosnikant ha votato il racconto

Scrittore

Ti sei cimentato in un genere forte con una potenza espressiva unica e un sottofondo filosofico e ironico che da al racconto un respiro ampio. Complimenti! Un plauso anche a Laura, sempre eccelsa! Segnala il commento

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Ezio Falcomer ha votato il racconto

Scrittore

Bellissimo un crescendo perfetto. Voto 10Segnala il commento

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Violeta ha votato il racconto

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Messina Giuseppe ha votato il racconto

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blu ha votato il racconto

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Ondine ha votato il racconto

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Amid Solo ha votato il racconto

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Roberta ha votato il racconto

Scrittore

splatter e divertente. a un certo punto ero un po' confusa ma poi tutto si è ricomposto. mi immaginavo Giuseppe Battiston (colpa mia, eh, non tua) come protagonista, ma mi sa che non può essere. Segnala il commento

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Anonimo ha votato il racconto

Scrittore

Inpsteria collettiva.Segnala il commento

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Silvia Lenzini ha votato il racconto

Scrittore

Io l'ho trovato più umoristico che horror, sarà per i riferimenti tutt'altro che casuali. Segnala il commento

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Sofia Nebez ha votato il racconto

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Adriana Giotti ha votato il racconto

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"Limitrofo horror"? Scherzi! Questo è horror a 360°.Segnala il commento

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baccaja ha votato il racconto

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Franco 58 ha votato il racconto

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Lilith ha votato il racconto

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Barbara ha votato il racconto

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Tella ha votato il racconto

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Helena ha votato il racconto

Esordiente
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Davide Marchese ha votato il racconto

Scrittore

Quando pubblichi sprigioni elettricità. Un racconto che meriterebbe un posto in una bella antologia della suspense... e complimenti a Laura! Sei un must su questa piattaforma, certo non sfigureresti anche al di fuori! Ciaoooo!!!Segnala il commento

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Lorenzo V ha votato il racconto

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Urbano Briganti ha votato il racconto

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Laura Chiapuzzi ha votato il racconto

Scrittore

Tra il divertente e il sanguinario, con qualche effetto splatter. Echi di un King in forma smagliante dopo le feste, o di un Tarantino vicino al pensionamento. Scherzi a parte, è un soggetto originale e ben strutturato ma il merito della stesura va tutto a te. Il mio è stato solo un piccolo contributo e ti ringrazio per avermi dato la possibilità di cimentarmi in un genere che si discosta dal mio standard. È stato un piacere lavorare con te.Segnala il commento

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di Graograman

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