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Soggetti per il cinema/teatro

Interludio. Malevič gioca a Tetris con Josef Albers – un'Odissea

Pubblicato il 18/03/2020

Ariminum Circus. Stagione 2: "Where is Where" – Ogni giovedì, solo su Typee! Interludio. Attenzione: la lettura di questo pezzo è riservata a un pubblico adulto. Contiene linguaggio osceno e scene di sesso esplicito. Non è adatto a lettori di età inferiore ai 18 anni. Insomma, siete avvisati.

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Esterno giorno.

Malevič foggia una scultura con la sabbia della Spiaggia Iperurania – un quadrato nero in una culla da neonato. Josef Albers, accanto a lui, lo aiuta con secchiello, paletta e altri giocattoli da mare. Entrambi indossano lunghe camicie bianche in Marwoolus, un composto di lana e polvere ricavata dai metalli di portinerie silenziose, dai legni di portoni scuri, dai marmi di amplissimi androni invasi dalla luce. L’essenza di Ariminum.

Più distante, ma in avvicinamento, Miró fa jogging sulla spiaggia, con cuffiette alle orecchie e un iPhone in mano, nella sua classica divisa da postino vangogghiano.


Malevič: «A volte mi sento come se il mondo fosse un videogame, in cui è possibile mettere insieme diversi pezzi colorati in una matrice per crearlo e ricrearlo. Una realtà virtuale, un racconto mitico, un luogo dove nulla è vero, ma tutto è possibile. Un’Odissea – quella di Omero, di Joyce o di Kubrick, non fa differenza».

Miró (mentre passa correndo davanti a Malevič e Josef Albers, per poi sparire dietro a una duna): «Ehi Google, raccontami una barzelletta e poi dimmi una cosa seria su Ulisse».

Google (la voce esce da uno degli altoparlanti della Publiphono distribuiti su tutto il lungomare di Ariminum): «Ok, ecco una barzelletta su Ulisse. Nel mondo dei morti incontra Tiresia che gli dice: “Allora, Odisseo, che cosa vuoi?”. E il vecchio saggio: “Che tu mi dica il mio futuro!”. E lui: “Io odisserò, tu odisserai, egli odisserà...”. 

Ed ecco la cosa seria. Ulisse è una figura centrale nella cultura occidentale, come centinaia di artisti hanno riconosciuto nel corso del tempo: da Omero a De Chirico, da Dante a Rodin. Ma a furia di essere osservata, la Verità di Ulisse ci sfugge come in un gioco di specchi deformanti, o in un esperimento di Heisenberg. End of file».


Josef Albers (scoccando un’occhiata malevola all’altoparlante da cui è uscita la voce di Google, rivolto al compagno): «Hai visto ancora quel film, Matrix?».

Malevič: «No, fratello, penso al gioco elettronico, sai, Tetris».

Josef Albers: «Conosco bene Pac-Man (il mio preferito) e Space Invaders, ma Tetris…».

Malevič: «Guarda (dalla tasca dei pantaloni tira fuori una Playstation). In Tetris giochi con pezzi colorati detti Tetramini, forme geometriche quadrangolari composte da quattro blocchi ciascuno».

Josef Albers: «Quadrati colorati: questo è importante!».

Malevič: «Certo Josef, i quadrati sono la nostra salvezza, la nostra eternità. Poiché l’esperienza del reale non è del tutto illusoria; ogni essere è eterno, il variare dell’esperienza è il comparire e lo scomparire degli eterni triangoli e quadrati di cui è composto, specie quelli bianchi e più ancora quelli neri, embrioni di possibilità infinite, come le risposte che può dare Google…».

Google: «Possibilità infinite, ok! Cerco su Sinonimi e Contrari di Treccani online. Ecco: “Ogni sorta d’inganni: come quelli orditi dalla mente colorata del figlio di Laerte, l’abilissimo Odisseo, che crebbe tra il popolo di Itaca, ricca di rocce aguzze come i pensieri del figlio prediletto. Un uomo meno possente degli altri guerrieri achei, ma capace di pronunciare discorsi con parole che nascondono la Verità; o che servono per proteggerla affinché, a tempo debito, possa fruttificare? Per questo Omero le paragona ai fiocchi di neve che d’inverno coprono i campi dell’isola. End of file».


Josef Albers (sbuffando): «Google avrà anche una grande Intelligenza Artificiale, ma quanto a Intelligenza Sociale… si impiccia sempre a sproposito. Mi stavi dicendo dei Tetramini…».

Malevič: «Ebbene, in una sequenza casuale i Tetramini cadono nel campo di gioco: un pozzo verticale di forma rettangolare, chiamato “il Bene”, “la Matrice” o “l’Apeiron”. L’obiettivo è manipolare i Tetramini, muovendoli e ruotandoli di novanta gradi, per creare una linea orizzontale di dieci blocchi senza lacune. A quel punto la linea scompare. Quando un certo numero di linee viene cancellato, il gioco entra in un nuovo livello, che richiede sempre maggiori abilità e astuzie».

Google: «Astuzie, ok! Ulisse è l’”eroe dalle molte astuzie”, secondo la definizione di Omero riportata su Wikipedia. Alla voce Odisseo, interpretazioni leggo: “Un demagogo, un ingannatore, una persona fedele o una pronta a tradire? O forse una Imago Christi, come, in pieno Medioevo, molti credettero, sulla scia di Onorio di Autun? Tra le sue avventure, la prima ad essere raffigurata sulla ceramica è stata quella in cui ficca un palo nell'occhio di Polifemo. Che descrive l’essenza di Ulisse: il coraggio e la tendenza ad accecare gli interlocutori con mezzi fisici o parole mendaci. Il Ciclope lamenta infatti che “Nessuno m’uccide d’inganno e non con la forza”. Un Nessuno che è anche Uno (Odisseo), e centomila – ovvero tutti quanti noi, ciascuno esule e straniero anche a casa propria, persino coi propri cari. End of file».


Josef Albers (urlando): «Diamine, Google, ma vuoi stare un po’ zitto? (continua a parlare a voce più bassa) Dunque, sebbene l’ordine dei quadrati resti lo stesso in tutte le situazioni – in proporzione e collocazione – questi stessi gruppi o singoli si collegano e si separano in modi diversi».

Malevič: «Sì. Anche se, livello dopo livello, la velocità aumenta, tutti i Tetramini sono sempre in grado di eliminare singole e doppie linee. Quelli a forma di J e L possono cancellarne tre in un colpo. T, S e Z possono muoversi in spazi ristretti con doppie cancellazioni. Il Tetramino I ha la capacità di rimuovere quattro linee: questo movimento è definito un “tetris”. Vi sono poi altre regole che variano a seconda delle condizioni di rotazione e di compensazione del gioco nelle sue diverse versioni».

Google: «Ok, ho capito: Odissea, versioni. Riporto da Wikiart: “Percorrendo la storia dell’arte occidentale, ci si rende conto che l’Ulisse omerico è fra i personaggi che hanno influenzato maggiormente l’elaborazione artistica successiva. Mutano gli stili, le estetiche, ma resta l’esemplarità di un modus operandi in grado di affrontare ogni genere di situazione.

Fra quelle più celebri: la pazzia inscenata da Ulisse al fine di non partire per la guerra; lo smascheramento di Achille, travestito da donna, a Sciro; il ricorso al cavallo di Troia; l’incontro con Tiresia nell’Oltretomba – raffigurato in un dipinto eseguito da Polignoto di Taso nella cosiddetta Lesche degli Cnidi a Delfi intorno al 460 a.C. e lodato da Pausania: un colloquio che ritorna in un quadro di Johann Heinrich Füssli del 1803. Volete sentire una barzelletta su questo?».

Josef Albers (scaglia la paletta contro l’altoparlante): «L’hai appena raccontata, idiota! E faceva schifo!».

Malevič: «Ignoralo».

Josef Albers: «Scusa, ma mi dà sui nervi… Quindi, dicevi, ogni versione di Tetris prevede mosse differenti».

Malevič: «Ma in tutti i casi ci sono movimenti che producono grandi tensioni, altri tensioni più piccole e infine lo stato chiamato movimento dinamico – che non puoi vedere, ma solo sentire là dove il cuore batte più forte».

Google: «Dove batte più forte il cuore di Ulisse? Ok, cerco la risposta su YouTube».

Josef Albers: «Basta, Cristo Santo! Per blaterare è buono ogni pretesto!».

Google: «Pretesto, ok! Nei poemi omerici concubine e mogli rivestono una funzione ornamentale o di pretesto per scene erotiche riprese anche dal cinema contemporaneo. Ecco una playlist (2002 Odissea nello schizzo) da Pornhub. Centoventisette ricorrenze, ovvero scene tagliate da altrettanti film hardcore. Cinque (più una) le principali.

All’inizio dell’Odissea, Ulisse è a Ogigia, sfruttato da Calipso alla stregua di un giocattolo sessuale: dopo sette anni è allo stremo, le voglie della ninfomane sono troppo anche per le tempre più resistenti. Così quando Calipso propone al già spompato Ulisse l’immortalità, per indurlo a restare con lei, l’uomo, terrorizzato dall’idea di precipitare nell’inferno di un eterno Kamasutra, fugge a gambe levate (scena ripresa dal film: Mettimelo Qui Quo Qua, 302K visualizzazioni, categoria Belle fighe).

Poi incontra Circe. Questa “dea tremenda con voce umana”, figlia del Giorno e della Notte, ha l’aspetto della tenutaria di un bordello che intrattiene i clienti in un piano bar. Con lei Ulisse deve venire a patti, andare di concerto (da: Lei suona il piano e lui la tromba, 505K visualizzazioni, categoria Mature).

All’antica sapienza della divina Circe, si contrappone l’ingenuità da Marilyn Monroe della giovanissima Nausicaa “riconosciuta come una bellezza da tutti quelli che la conoscevano”: al primo sguardo si innamora del naufrago che il mare ha gettato sull’isola. Lo accoglie, lo istruisce sulla condotta sessuale da adottare alla reggia con i sovrani suoi genitori, amanti delle orge (da: A qualcuno piace lungo, 1234K visualizzazioni, categoria Teenager).

Arrivato ad Itaca, viene accolto dalla vecchia serva Euriclea, che gli pratica il body massage prescritto dall’uso ospitale, sfiorandogli con i seni avizziti e le mani rugose "ferite, cicatrici e prostata" senza smettere, scrive Omero, "prima d’averlo tutto palpato, il mio re!" (da: Le calde notti di Nonna Papera, 101K visualizzazioni, categoria Giovani e vecchi).

Penelope, infine. Lei e Ulisse sono fatti l’uno per l’altra: sanno ingannare, ordire imbrogli (tessere tele…), mascherare i loro sentimenti e i loro corpi con costumi fetish. Insieme sconfiggono gli invasori di Itaca (da: L'invasione degli ultraporchi, 611K visualizzazioni, categoria Gangband).

Tante amanti, dunque per Ulisse, dopo la caduta di Troia. Qual è il segreto di questo successo? Rivelatore è l’episodio delle Sirene, le donne-pesce di cui riesce a sentire il canto senza subire danni. Ascoltale religiosamente, ci insegna Ulisse – o fingi di farlo: e le avrai in pugno (da: Ascolta, si fa una sega, 333K visualizzazioni, categoria Masturbazione). End of file».


Josef Albers: «Io lo uccido, giuro».

Malevič: «Ignoralo, ti ho detto».

Josef Albers: «Mi fa perdere la testa… Piuttosto, quanto dura una partita?».

Malevič: «In teoria, termina quando la pila di Tetramini raggiunge la cima del pozzo e nessun nuovo Tetramino può entrare. E infatti in alcune versioni il game over arriva dopo un certo numero di livelli o linee. Ma altre, ha scritto Italo Calvino, sono come storie che non hanno mai termine, o che si ripetono, diverse eppure identiche, per sempre, nelle vittorie e nelle sconfitte».

Google: «Sconfitte di Ulisse, ok! (Josef Albers afferra una piccola ascia di plastica e si avvicina al palo in cima al quale è collocato l’altoparlante da cui esce la voce di Google. Ha lo sguardo folle di Jack Nicholson in Shining) L’Ulisse sconfitto si afferma a partire dal Novecento, con il disegno su carta realizzato da Giorgio de Chirico. L’eroe è raffigurato all’interno di una casa borghese: una stanza con una poltrona, una sedia coi braccioli, un quadro appeso alla parete, un bastone: Ulisse è ai remi di una piccola barca in legno. Naviga in una pozzanghera sul pavimento, che ricorda il lago di lacrime dove rischia di affogare Alice nel tentativo di raggiungere la porticina che la condurrà al Paese delle meraviglie. E anche dietro di lui c’è una porta aperta, segno del suo perpetuo oscillare fra nostalgia di casa e desiderio di ripartenza. Anche in questo, è fatto della stessa sostanza dell’eroina carrolliana. Entrambi per sempre inattuali – contemporanei di Omero quanto di Shakespeare e di Bill Viola. End of…».

(Josef Albers finisce di accanirsi sul palo solo quando lo taglia del tutto e riesce a farlo cadere. L’altoparlante si frantuma in mille pezzi. Google smette di parlare).


Malevič: «Lo hai distrutto! Peccato, proprio quando finalmente aveva detto una cosa interessante. Inattuale… è lo stesso aggettivo che userei per descrivere Tetris».

Josef Albers (gettando l’ascia e asciugandosi il sudore con una manica della camicia): «Affascinante! Come dire che Tetris è un patrimonio ideale di tutta l’umanità!».

Malevič: «Pochi titoli sono state riscritti, interpretati, riletti come Tetris. È una struttura al tempo stesso elegante e complessa, archetipica e moderna. Tetris è una sorta di totem senza tempo della cultura digitale di massa. E, come tutti gli archetipi, è fonte senza fine di esaltazioni e denigrazioni. Uno dei pochi giochi per i quali si accostano le definizioni di capolavoro e mare di noia».

Josef Albers: «Non è stato Paulo Coelho a sentenziare: “Non c’è nulla, lì dentro”?».

Malevič: «Già. Cancellando di colpo la bellezza ostica delle peregrinazioni di generazioni di appassionati su ogni piattaforma possibile, addirittura sulle calcolatrici o sull’iPod, dall’Amiga al Game Boy (con 35 milioni di copie vendute dal 1989!), dall’Apple II fino alla PlayStation 4. Console fisse, portatili, gadget, pc, cellulari, smartphone. Tanto da trasformare Tetris nel videogioco per antonomasia».

Josef Albers: «Un po’ come Pac-Man!».

Malevič: «Molto di più! Tutti hanno giocato a Tetris negli anni Ottanta. Ancora oggi, in metropolitana, c'è chi canticchia “la musica di Tetris” – Korobeiniki. E tutti puzzle game successivi gli sono debitori».

Josef Albers: «Ma cosa ribattere a una Virginia Woolf quando sostiene di essere stata interdetta, annoiata, irritata e disillusa da Tetris? Ricordo che in una lettera la scrittrice annota: “Il gioco è prolisso. È torbido. È pretenzioso. Chi lo gioca si smarrisce, diventa stravagante, chiassoso, smanioso”. Secondo alcune fonti, proprio l’impossibilità di separarsi dalla consolle e dal gioco che tanto disprezzava a parole abbia scatenato la tragica decisione di porre termine alla propria vita».

Malevič: «Fa parte della guerra fra tecnoentusiasti e neoluddisti. Il buco nero in cui è precipitata l'umanità da quando la IA Hal 9000 per la prima volta ha sconfitto giocatori umani, anche se in seguito è stata disattivata. 

Da una parte gli epigoni di T.S. Eliot, per il quale Tetris è “l’espressione più importante dell’era presente”; dall’altra, i followers di Dante, che condannò il creatore del videogioco alla permanenza eterna nei gironi infernali più profondi con le parole: “Fatti non foste per vivere come hikikomori!”».

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Howl ha votato il racconto

Scrittore
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Hai una fantasia devastante. Segnala il commento

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. ha votato il racconto

Esordiente

Un autore che merita il successo vero. Perfezione assoluta, non per tutti i palati, non per tutti i lettori, ma, oso dire, solo per i palati più raffinati. Uno stile e un racconto (romanzo in più puntate che seguiamo con piacere), che va gustato lentamente, certamente una sola lettura non basta. E appena avrò più tempo mi ci soffermerò adeguatamente con la dovuta e sacrale attenzione e concentrazione che merita. Plauso assoluto al magistrale AutoreSegnala il commento

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Graograman ha votato il racconto

Scrittore

Divertente, ben scritto, culturalmente profondo. Ma da te ormai mi aspetto ancora di più: supera questo dialogo a 2 con tesi.Segnala il commento

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Matilde di Folco Portinari ha votato il racconto

Esordiente
Editor

Originale e brillante. A tratti forse si perde troppo via, ma mi è piaciutoSegnala il commento

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Marco Verteramo ha votato il racconto

Scrittore

Fantasia, estro etc non possono sfamare menti se non si concretizzano in adeguati flussi di inchiostro come questoSegnala il commento

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Ondine ha votato il racconto

Esordiente
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Anonimo ha votato il racconto

Esordiente

Che Ulisse fosse stato un marpione non è stato ancora accertato. Ma la tua scrittura se non scorda Ulisse avrà successo!Segnala il commento

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Paolo Sbolgi ha votato il racconto

Scrittore

Ti sei superato: genialità, fantasia, ironia, divagazioni, incontri impossibili. Bella la tua versione di Ulisse Segnala il commento

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gdrogo92 ha votato il racconto

Esordiente
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Jacopo C. ha votato il racconto

Esordiente

Gran post, gran fantasia, grande tutto. E poi la battuta sul futuro di Odisseo è da oscar. Sempre più bravo. Stile: unico!Segnala il commento

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Anonimo ha votato il racconto

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esteban espiga ha votato il racconto

Scrittore
Editor

sulla qualità di stile e narrativa già sai. andiamo oltre: fa ridere. molto. in modo intelligente. molto. end of file. (e posa quell'ascia).Segnala il commento

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Roberta Roberta ha votato il racconto

Esordiente

Imperdibili giochi di ruolo assegnati ai personaggi della storia, contemporanea e non. End of file.Segnala il commento

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mariorima ha votato il racconto

Esordiente

Bella, possiedi una fantasia speciale,complimenti.Segnala il commento

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Laura Chiapuzzi ha votato il racconto

Scrittore

Ho sempre pensato che sotto le gesta di Ulisse ci fosse del torbido! Stavolta c’è anche un lato divertente, alla barzelletta di google sono saltata sulla sedia:))Segnala il commento

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blu ha votato il racconto

Esordiente
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Isa.M ha votato il racconto

Esordiente

Che i giretti di Ulisse non fossero lindi e puri... ce lo si era immaginato. Una versione così dettagliata, per non dire sconfinata, delle sue malefatte... è stata davvero piacevole da leggere! Segnala il commento

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Anonimo ha votato il racconto

Scrittore

Bella la chiusa :-)Segnala il commento

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Ezio Falcomer ha votato il racconto

Scrittore

Sublime. Una miniera di motivi di riflessione. Tutto polarizzato fra inganno-manipolazione e noia-nulla suicidio. Direi da 10Segnala il commento

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Violeta ha votato il racconto

Esordiente
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Tella ha votato il racconto

Scrittore

Sempre più genialeSegnala il commento

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Davide Marchese ha votato il racconto

Scrittore

Resto sinceramente affascinato da tanto splendore che fa della citazione un espediente alla creatività. Complimenti!!!Segnala il commento

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RoCarver ha votato il racconto

Scrittore
Editor

L'Odissea in versione porno, mi stupisci sempre di più! Ma la mia parte preferita è quella su Virginia Woolf che gioca a Tetris, geniale! Hai una fantasia sconfinata. Segnala il commento

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Sofia Nebez ha votato il racconto

Esordiente
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Franco 58 ha votato il racconto

Esordiente

Ci sono caduto: ho davvero pensato che avessi provato a "narrare" un po' di sesso esplicito. Ma sei troppo implicito, per riuscirci. Segnala il commento

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Barbara ha votato il racconto

Esordiente
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Lorenzo V ha votato il racconto

Scrittore
Editor

Molto carino, belle immagini Segnala il commento

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di Federico D. Fellini

Scrittore
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