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Noir

Interno 6

Pubblicato il 12/11/2019

Studi antropologici.

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Ci pensavo già da un po'.

Qual è lo scopo del matrimonio?

Senza saperlo, i miei vicini erano i soggetti A e B dello studio che conducevo da mesi. Certo, non un vero studio: non appuntavo niente, era tutto nella testa.

A volte il fatto che mi svegliassero mi faceva arrabbiare tanto da farmi lasciare il letto alle sette di mattina; altre volte guardavo il soffitto e li ascoltavo. Con un po' di attenzione riuscivo a immaginarli, oltre il muro della mia camera. Non era così difficile: gli appartamenti erano tutti uguali, solo ruotati per occupare i lati del condominio. Capivo tutto perché attaccata alla mia stanza c'era la loro cucina; ed era proprio in cucina che avveniva la magia.

La colazione iniziava con un fetta di pane e una tazza di vaffanculo. Una tazza scura, piena; non a metà, o a tre quarti, no: bella piena, fino all'orlo. Per questo bastava una piccola scossa del gomito per farla strabordare. Solo che da quella tazza non gocciolava caffè, sul pavimento, ma vaffanculo. Vaffanculo e odio. L'odio più puro che abbia mai sentito, in questo palazzo.

Però erano divertenti. Il modo in cui iniziavano era simpatico, il più delle volte. Le discussioni nascevano dal niente e finivano per abbracciare vent'anni di matrimonio (in realtà non lo so, ma venti mi sembra il numero più adatto per tutti quegli insulti).

Una delle più belle che ricordo era iniziata più o meno così:

«Dov'è la macchina?»

«L'ho messa nel box perché stava piovendo sporco. Scusa, è in riserva, ieri non ho fatto in tempo.»

«Ma va', tranquilla, tanto...»

Lo sferragliare dentro il lavandino si era fermato.

«Tanto...?»

Ero riuscita a vederla, mentre si girava per guardarlo. Era seduto, con la tazza in mano. Quella tazza lì, che stava ribollendo tipo vulcano.

«No, dico... tanto non mi costa niente.»

«Lo so che non costa niente! Ti ho detto che non ho fatto in tempo!»

E aveva ripreso a lavare i piatti. Meno delicata di prima, però. Sembrava più il suono che si sente passando davanti a un ferramenta.

«Oh! Ma sei scema?»

Ed eccolo lì. Il rivolo scuro e denso che rigava la tazza.

«Ma sarai scemo tu, eccheppalle.»

«Ma se non ho detto un cazzo!»

«E' il tono!»

«Che tono?»

«Il tono che usi!»

«Sei cretina per caso?»

La conversazione era diventata monotona, quindi mi ero appisolata. Per poco, fortunatamente; forse per un quarto d'ora.

«Vaffanculo, capito? Mi hai rotto le palle, esci e vaffanculo!»

«Ma esci e vaffanculo tu!»

«Sei tu che devi andare a lavoro, coglione.»

«Ah, lo vedi che ci arrivi? Chi è che va a lavoro qui? Tu o io? E quella stanca sei tu? A te non ti si devono rompere i coglioni ma a me sì?»

«Che stronzo! Vaffanculo, prenditi i soldi di merda e vattene va', che è meglio.»

«E invece no, perché anche la casa è mia!»

«Figlio di... levati dalle palle! Fuori!»

A giudicare dal rumore e dalla sforzo nella voce lo aveva spinto. Poi una breve sequenza:

“Fuori! No!; Fuori! No!; Fuoriii!”

E poi il silenzio. O quasi.

Che si sia arreso? Che in un impeto di tristezza l'abbia baciata per fare pace?

Ma perché avrebbe emesso quel gridolino, solo per un bacio?

Incuriosita da quel pianto sommesso che arrivava dal terrazzo, mi ero alzata e avevo raggiunto la fine del mio balcone, che si univa al loro.

Ah, ecco perché aveva gridato. Chi non lo avrebbe fatto cadendo dal quarto piano? Lei dall'altra parte mi guardava con gli occhi sbarrati.

Ce ne sono tante altre, eh, di queste conversazioni mattutine, ma secondo me questa è la più bella.

Tra l'altro, per la cronaca: mesi di studio buttati nel cesso.

Me lo chiedo ancora, quale sia lo scopo del matrimonio. Loro però mi hanno fornito dati a sufficienza per continuare sui nuovi soggetti.

Si sono appena trasferiti, sembrano carini.

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blu ha votato il racconto

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Martina Bad ha votato il racconto

Esordiente

"La colazione iniziava con un fetta di pane e una tazza di vaffanculo." Ho letto anche Interno7 e mi sembra di riconoscere molto limpido il tuo stile. Qui però è un pochino meno a fuoco, alcuni passaggi potrebbero essere più affilati, su altri si potrebbe volare più rapidamente ma nel complesso mi sembra buono. Segnala il commento

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SteCo15 ha votato il racconto

Scrittore

Bello cinico con umorismo... noir! :)Segnala il commento

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Lorenzo V ha votato il racconto

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Davide Marchese ha votato il racconto

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Violeta ha votato il racconto

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Franco 58 ha votato il racconto

Esordiente

L'inizio è moscio: didascalico,quasi banale:poi ti getti nella mischia, e risolvi bene il racconto. Però ci voleva più cattiveria...Segnala il commento

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di Agorn

Esordiente
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