leggere e scrivere online
Small cover.png?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccountZoom cover

ConcorsiConcorso letterario "Inchiostro su tela"

Intonaco

Pubblicato il 28/08/2017

Lassù, proprio sopra al Bistrò, all'angolo tra via Roma e viale Matteotti, un paio di occhi lampeggiano sul garbuglio di vite che popola la strada.

82 Visualizzazioni
17 Voti

“Adesso noi vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; allora vedremo faccia a faccia”

Paolo di Tarso


Dall’angolo tra via Roma e viale Matteotti, proprio sopra al Bistrò, la visuale sulla strada è magnifica. Davvero, non potevo chiedere di meglio ai miei superiori. Alcuni dei miei colleghi preferiscono musei dalle ombre purpuree, piazze cintate da colonnati di marmo o cattedrali, ma io, in tutta sincerità, non scambierei il mio incrocio con nessun altro posto al mondo. Certo, a volte qualche ubriacone alza il pugno verso di me stringendo la sua bottiglia di calvados e bestemmia, ma, per il resto, nessuno dalla strada sembra curarsi della mia presenza. Così, me ne sto quassù a osservare la vita che scorre sotto di me in silenzio. Indisturbato.

Dall'alto ci si accorge che via Roma si getta come un affluente nel viale Matteotti dando vita ad una T, e perdonatemi il pressapochismo urbanistico con cui mi esprimo, ma sembra proprio che in quell'intersezione si formi una risacca che, senza aver l'ambizione di essere una piazzetta, costringe i passanti provenienti dalle due vie a mischiarsi, come acqua dolce con l'acqua salata, così che la gente, se scorge all'orizzonte il profilo insulare di un conoscente, rallenta il passo e sventola la mano per salutare, oppure getta l'ancora per concedersi una chiacchierata. A volte capita che i venti della fortuna spingano un veliero sulle sponde di un continente inesplorato, e non è raro che, all'angolo tra via Roma e viale Matteotti, qualcuno finisca per scontrarsi con qualcun altro che va di corsa proprio come lui, e che da questi ruzzoloni nasca uno scusi, no scusi lei, mi permetta di aiutarla, si figuri, posso offrirle un caffè? Ogni vita che rocambolescamente s’intreccia con un'altra porta la promessa di un legame profondo, come un grande amore o un omicidio, ma conserva l'ebrezza di camminare sul filo sottile che divide i volti a noi cari da tutti quelli che scivoleranno nell'oblio. Mio Dio, se penso a tutti i volti che ho dimenticato in questi secoli, mi vengono le vertigini.

Ed è proprio da questi incroci di traiettorie orditi sui marciapiedi, destini che vanno a sbattere contro altri destini, passi che inciampano su altri passi, che traggo il più squisito dei miei piaceri. Perché sapete, forse l'ho già detto, ma io osservo. Proprio l'altro giorno mi è capitata sotto gli occhi una scena che mi avrebbe fatto strillare, se solo la mia bocca potesse emettere suoni: una bambina rischiava di venire decapitata. Così, su due piedi, proprio in mezzo alla strada. Correva nel suo abitino di lana, i riccioli imbacuccati sotto un berretto, all'inseguimento di una pallina rossa tra il frusciare di sottovesti e pantaloni. In quel mentre sopraggiungeva un panettiere, di quelli con la farina fin tra le sopracciglia, trasportando una pesante trave di legno verso il suo forno. All'improvviso un pargolo squittì e il panettiere si girò di scatto. La trave dipinse un arco di centottanta gradi a una velocità tale che, credetemi, avrebbe staccato di netto la testa della bambina, se non fosse che, un istante prima dell'impatto, quella si chinò per terra e afferrò raggiante la sua pallina, scampandola. Ogni voce di pupo mi ricorda il mio Carlo, pensò il panettiere proseguendo per la sua strada, ignaro di possibili bambine decollate.

Chi è a conoscenza di questa terribile tragedia che poteva essere, ma fortunatamente non è stata? Io, perché io osservo. Non sto nemmeno a contarle le volte che il cuoco del Bistrò è uscito alle 16.25 per fumarsi una sigaretta, passeggiando fino all'angolo con i pugni serrati, per poi tornare indietro e gettare il mozzicone nel tombino esattamente alle 16.30, mentre la ragazza con i capelli fulvi esce dal liceo e si getta tra le braccia del suo ballerino che la saluta con un casquet. Se non osservassi, se non tendessi ogni fibra del mio essere d'intonaco nell'osservazione, non saprei quanto il cuoco sia innamorato della ragazza con i capelli fulvi e quanto desideri uccidere lei e il ballerino, un attimo dopo aver fumato un'ultima sigaretta, un attimo prima di spararsi un colpo alla tempia.

Ma ho paura che il mio paradiso voyeuristico non possa durare per sempre. Da qualche tempo sento lo strato di calcina che si scrosta sulla mia faccia con maggiore rapidità. Già l'aureola mi ha dato l’addio da qualche lustro e venerdì il sopracciglio sinistro mi è caduto sul marciapiede come zucchero a velo. Senza sosta il vento sbrindella minuscoli frammenti di me che diventano polvere, prima di trasformarsi in strada anch'essi. Con il passare dei giorni, incomincio a vedere sempre di meno. I contorni si fanno sfocati, la strada sbiadisce di fronte a me, e io rischio di perdermi il via vai quotidiano di cuochi innamorati di liceali innamorate di ballerini e bambine che rischiano di farsi decapitare da panettieri. Ogni giorno un ammucchio scoordinato di vite si prostra al mio cospetto nella sua nudità, laggiù, sulla strada, ma io faccio sempre più fatica a godermelo. Che sarebbe la mia eternità senza di loro?

Prima di indossare il saio e mettermi a mondare i lebbrosi, anch’io combinavo una marachella dietro l'altra, proprio come tutti i ragazzi della mia età. Eppure non temevo l’ira paterna o i contrappassi che mi aspettavano all’inferno. Ero terrorizzato dall'opinione che i morti si sarebbero fatti di me. Appena rubavo una trottola a un amichetto o infilavo una gattapelosa nelle vesti di una fanciulla, pensavo a tutti i morti e ai santi e ai papi e a Gesù in persona che, assisi nella luce abbagliante del paradiso, mi osservavano increspando la bocca, come se avessi tradito la loro fiducia. Non c'è nascondiglio di fronte all'occhio dei morti. Soltanto ora che anch'io sono asceso alla santità, posso capire quanto i miei sospetti fossero fondati. Davvero, non c'è altra consolazione nella morte, nella beata santità della morte, se non il vedere, vedere totalmente, senza per altro doversi sporcare i sandali nei polverosi affanni della vita.

Spero proprio che il Comune si sbrighi a inviare qualcuno con scala e pennello prima che il tempo mi trasformi in una parete sbiadita. Forse dovrei apparire in sogno all'Assessore alla Cultura, sotto forma di drago, e ringhiargli di stanziare dei fondi per sistemare l’affresco del santone sopra al Bistrò. I secoli mi hanno consumato e un restauro come si deve (pigmenti brillanti, smalti dorati, uno strato di vernice che mi protegga da pioggia, grandine e altre noie atmosferiche) mi pare un’ottima idea. Dopotutto, in vita ne ho fatti abbastanza di digiuni e penitenze, sermoni e parabole, miracoli e guarigioni per conquistarmi un bel posto in prima fila, all'angolo tra via Roma e viale Matteotti, con una visuale magnifica per il resto dell'eternità. E non ho alcuna intenzione di perdermi lo spettacolo per colpa di un Comune negligente nella manutenzione delle icone di culto. In verità in verità vi dico: non v’è in cielo o in terra miglior copione, né intrecci più intriganti di quelli scritti sulla strada.

Logo
6998 battute
Condividi

Ti è piaciuto questo racconto? Registrati e votalo!

Vota il racconto
Totale dei voti dei lettori (17 voti)
Esordiente
16
Scrittore
1
Autore
0
Scuola
0
Belleville
0

Commenti degli utenti

Picture?width=200&height=200&s=200&d=mm

Ines Mateos Miranda ha votato il racconto

Esordiente
Picture?width=200&height=200&s=200&d=mm

Daniela Popoiu ha votato il racconto

Esordiente
Large default

Kab ha votato il racconto

Esordiente
Large default

Chiara P ha votato il racconto

Esordiente
Large forrestgump.png?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Jean per Jean ha votato il racconto

Scrittore
Large 217245 108064892611657 1678963 n.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Michele Pagliara ha votato il racconto

Scrittore
Picture?width=200&height=200&s=200&d=mm

Giovanni Luca Molinari ha votato il racconto

Esordiente
Editor
Large default

Elettronica ha votato il racconto

Esordiente
Large img 20170602 wa0005.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Danilo ha votato il racconto

Esordiente
Large default

Al-Bondigas ha votato il racconto

Esordiente
Large profile.jpeg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Chiara Fontana ha votato il racconto

Esordiente
Large default

alice51090 ha votato il racconto

Esordiente
Large default

Frelseren ha votato il racconto

Esordiente
Picture?width=200&height=200&s=200&d=mm

rabolas ha votato il racconto

Esordiente
Large default

Tella ha votato il racconto

Esordiente
Large img icoti.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Ti Maddog ha votato il racconto

Scrittore
Large fb img 1455357798620.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Hollyy ha votato il racconto

Esordiente
Large fb img 1503406435958.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

di Marco Vinz Pinnavaia

Esordiente