Sono uscito a fare un giro.

Prima ho girato a sinistra, costeggiando via Parini, poi a destra e ho preso via Pascoli, dopo ho rigirato ancora a destra, in via Foscolo, dove abitavo prima di stare qui, dove sto adesso e l'ho percorsa fino in fondo - è una via molto breve, sarà lunga 70/80 metri, sì e no - infine ho imboccato una curva a 90 gradi, (sempre a destra) immettendomi in una breve tratto di strada che collega via Foscolo a via Parini, perpendicolarmente, ho camminato ancora per 15/20 metri, finché ho girato nuovamente a destra, in via Parini, raggiungendo l'hotel Parini, da dove ero partito, poco prima.

Devo confessarvi che non ho mai capito  come si chiama, quel breve  tratto perpendicolare che unisce -  come il lato breve di una U maiuscola - via Parini a via Foscolo, che invece sono parallele. Probabilmente non ha alcun nome, quel tratto, anche perché non ci sono porte o portoni, né numeri civici, ma soltanto i muri perimetrali delle case stesse, qualche finestra al primo piano, nonché una recinzione metallica alta una paio di metri, che delimita un orto abbandonato da anni, del quale hanno preso possesso erbe e rampicanti, cresciuti a dismisura, qualche arbusto di rosmarino inselvatichito, alcuni cespugli di menta e una pianta di alloro, che ha allargato i propri rami a dismisura, alzandosi, fino a oltrepassare la recinzione; ma la pianta più bella, è una vite, che continua a crescere indisturbata da anni,  avvolgendo la baracca degli attrezzi, con la sua coperta di pampani verdissimi, dai quali spuntano ancora i tralci secchi degli anni passati.

Però credo che continui a chiamarsi via Foscolo, quel tratto di strada,  perché entrambe le vie sono a senso unico, nel senso che anche per andare in via Parini con la macchina, devo giocoforza arrivare da via Pascoli, imboccare via Foscolo sulla sinistra - perché anche via Pascoli è a senso unico - percorrerla tutta,  girare poi a destra,  nel tratto innominato, fare altri 15/20 metri, e poi girare ancora a destra, imboccando via Parini, dove abito adesso, al 2.

Saranno 200 metri, all'incirca, un percorso rettangolare circondato da villette a palazzine basse, su quattro lati, all'interno del quale si sviluppa un altro rettangolo, circondato dal primo, formato da due file di villette e palazzine, con relativi giardinetti e cortili. Un rettangolo, insomma, contenuto all'interno di un altro rettangolo, che lo incornicia, assolutamente perfetto, per girarci intorno, come piace fare a me.

Finito il primo giro, sono tornato in camera, a riflettere, finché, ancora non sazio e pago, ho sentito l'insopprimibile esigenza di ripetere lo stesso giro ma nel senso opposto, per esaurire tutte le istanze della mia ricognizione precedente, ancora inesitate.  Altri cinque minuti, per verificare la consistenza delle mie intenzioni, e poi sono ripartito, ma girando a destra, stavolta, perché a piedi si può anche  fare.  Ho dunque percorso il tratto finale di via Parini, e ho girato a sinistra, finché ho raggiunto via Foscolo, attraversando quel tratto senza porte nè portoni, ho rigirato ancora a sinistra e sono arrivato al civico 4 di via Foscolo, dove mi sono fermato, davanti a un cancelletto,  per guardare verso via Parini, sfruttando il varco creato dai cortili e dai giardinetti che separano le case su entrambe le strade, e ho visto chiaramente il balcone della mia casa nuova, al primo piano di via Parini, al 2, dove abito adesso. 

Poi ho percorso gli ultimi metri di via Foscolo, ho girato ancora a sinistra, in via Pascoli e poi ancora a sinistra, in via Parini, raggiungendo il 2, ho aperto il portoncino dell'Hotel Parini, sono salito in camera, ho chiuso la porta e sono uscito sul balcone, da dove ho guardato nuovamente attraverso i cortiletti,  che separano le case verso via Foscolo, a diritto, incontrando con lo sguardo proprio il cancelletto, davanti al quale, pochi minuti prima, mi ero fermato a guardare il balconcino dal quale sto guardando adesso, verso lo stesso cancelletto, dietro al quale, poco fa, stavo guardando in direzione di questo balcone, sul quale mi trovo in questo momento con lo sguardo sempre rivolto su via Foscolo, a quel medesimo  cancelletto, oltre il quale, non più di due o tre minuti fa, stavo guardando il balcone di fronte a me, in via Parini, a 20 metri di distanza, al primo piano, esattamente lo stesso sul quale mi trovo adesso, pertinente alla stanza che occupo, da sette mesi a questa parte, da dove sto continuando a guardare verso quel benedetto cancelletto, di Via Foscolo... tanto che mi pare di vedermi ancora, a questo punto, laggiù, con lo sguardo rivolto verso di me, che mi sto guardando, a mia volta, e allora decido di salutarmi, di salutare quel me lì, e ora che guardo bene, vedo che anche lui mi sta salutando,  con il braccio alzato, e ho voglia di salutarlo ancora, quello lì, quella parte di me che è rimasta laggiù, ad aspettare che arrivassi quassù, per incontrarci, in qualche maniera, a modo nostro.