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Romance

Jay e Daisy

Di Federico D. Fellini - Scritto da Esordiente
Pubblicato il 31/10/2019

Amarcord, la scena del ballo: una cover (dedicata a chi mi ha chiesto dove è diretto il nugolo di volatili visto dal Roc nel precedente racconto)

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Il nugolo di volatili si alzò dal peschereccio, sfrecciò sul litorale e con un volo a planare si diresse verso le cime merlate del Grand Hotel di Ariminum. Sintesi architettonica di Istanbul, Baghdad, Roma, Hollywood e di tutte le fantasie di opulenza sorte nella storia dell’umanità, l'edificio offriva uno spettacolo grandioso. I muri immacolati; i mobili francesi stile impero color tabacco; i divani beige, grandi come barche; la guida fiammeggiante che saliva curvando sulla gradinata di marmo verso lo sfolgorio di vetrate policrome; le finestre liberty che aprivano scorci di cielo fra i sempreverdi del parco… Ma quando Jay era entrato nella hall non aveva indugiato sui dettagli dell’arredamento: era stato rapito dalla ragazza seduta su uno sgabello nero molto alto – come il Brucaliffo di Alice sul suo fungo. A differenza del Bruco, aveva la testa china su un iPad Pro; simile a quello, invece del narghilè, con la mano destra reggeva una sigaretta fumante.

La donna sull’alto sgabello. Valeva la pena di osservarla. Avvolta nella luce pulviscolare che sgorgava da una bifora, sembrava una pin-up anni Sessanta ritratta da Paul Signac per la copertina della versione erotica di un romanzo di P.K. Dick. Era una di quelle bellezze che portano guai.

Si potrebbe obiettare che tutte le donne portano guai, ovunque. Soprattutto nei luoghi dedicati all’attività ginnica, sostiene con ottime ragioni Quintiliano. Bisognerebbe tenerlo a mente anche nelle occasioni in cui l’attenzione si focalizza su alcuni fattori di rischio. Nel caso specifico, due: le gambe della ragazza. Tempestate di tatuaggi etnici, si accavallavano sotto una minigonna inguinale. Erano gambe così espressive che Jay si rivolse a loro per sapere dove fosse il Capitano.

«Hai il torcicollo?» lo apostrofò lei, dalla vetta del trono su cui era assisa.

Lui diresse lo sguardo sopra il banco che aveva l’onere atlantico di farle appoggiare i gomiti.

La ragazza lo rimirava  con uno sguardo verdeazzurro tanto splendente che sembrava piena d’occhi all’intorno e di dentro. Aveva anche un bel seno a goccia, sul quale riposava un ciondolo con il nome, Daisy. Jay si schiarì la gola e riformulò la richiesta. «Cerco il Capitano. Sai dove posso trovarlo?».

«Tu chi saresti?».

«Mi chiamo Jay. Jay Arthur Cab».

«Cab. Sei un taxista?».

«Ah, ah, ah». Troppo tardi Jay si accorse che non era una battuta. «No, non sono un taxista. Vorrei parlare con il Capitano. Sai dove posso trovarlo?».

Chissà per quale motivo la ragazza trovava tanto difficile rispondere a quella domanda. Si augurò che la terza volta sarebbe stata quella buona, prima che la conversazione si avvolgesse nelle spire di un andamento ciclico, proprio come accade ad Alice quando il Bruco le chiede: «E tu chi sei?».

Daisy prese un dépliant da una pila accanto a un busto di Bruto con l’espressione terrorizzata di chi ha visto uno spettro. Il foglietto riproduceva la mappa della palestra e riportava una frase in antico ariminense: Omnia gym divisa est in partes tres. Glielo porse. Quindi lo liquidò con  uno sbrigativo: «Da quella parte».

Jay si avviò verso l’interno. Imboccò la rampa di scale a chiocciola che conduceva alla catacomba sottostante: un dedalo di saune, spogliatoi, vasche per l’idromassaggio, camere attrezzate con strumenti dall’aspetto allarmante.  Ogni creazione è infinita produzione di infiniti: questa Verità gli si presentò con cartesiana evidenza quando si rese conto di essere tornato al punto di partenza,  senza aver trovato traccia del Capitano. Jay non avrebbe saputo dire per quanti minuti – ore? – aveva vagato attraverso quegli spazi, vasti come l’immaginazione divina. La ricerca rischiava di trasformarsi in un loop senza fine. Pazienza: tanto, era andato lì solo per un saluto e una vodka. Avrebbe ritrovato l’amico – con il Roc, Maestro, il piccolo Ed, il Pescivendolo e tutti gli altri – più tardi, alla Fortezza Bastiani. Inoltre, dopo aver visto la ragazza, non era in vena di misticismo. Fece dietro front e tornò da lei.

Quella stessa sera, sui gradini all’ingresso del Grand Hotel, Jay e Daisy ballarono per ore, connessi alla vita segreta del parco, immersi nel sogno perenne e indifferente di alberi e piante. Le conifere cantavano. I bossi si scambiavano melodie. I semi prendevano decisioni sulle chiavi da usare. Il Wood Wide Web delle radici dettava lo spartito, dava il via agli assoli, controllava il tempo e lo spazio. Il ritmo della jam session era quello del pulsare delle onde sulla battigia, che arrivava attutito dai banchi di mucillagine. Un algo-ritmo.

Un fascio di luce invernale, sfiorandoli, non arrivava a violare la superficie liquida della piscina triangolare all’entrata dell’albergo, con quelle bordeggianti aiuole di crisantemi dai petali arricciati e neri che a Tim, il Custode, rammentavano i peli pubici di una falsa bionda.

«Se non fosse per la nebbia, potresti vedere la tua nave al di là della baia» disse Jay. «C’è sempre una luce verde che brilla di notte in fondo al pontile».

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Frato ha votato il racconto

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Stiven Zaka ha votato il racconto

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Messina Giuseppe ha votato il racconto

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settembre ha votato il racconto

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omALE ha votato il racconto

Esordiente

Continuero' a leggerti mi eri sfuggito,ma ora ho imparato la stradaSegnala il commento

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StefanoS ha votato il racconto

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Malcolm Lowry con Alice, ma scrittura tanta. Bella avventura, continua?Segnala il commento

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Clarissa Kirk ha votato il racconto

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PBT ha votato il racconto

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Anonimo ha votato il racconto

Esordiente

Un racconto affascinante come una poesia. Il passo che mi è piaciuto di più: "Immersi nel sogno perenne e indifferente di alberi e piante. Le conifere cantavano. I bossi si scambiavano melodie. I semi prendevano decisioni sulle chiavi da usare. Il Wood Wide Web delle radici dettava lo spartito, dava il via agli assoli, controllava il tempo e lo spazio. Il ritmo della jam session era quello del pulsare delle onde sulla battigia, che arrivava attutito dai banchi di mucillagine. Un algo-ritmo.". Complimenti!Segnala il commento

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Mauro Serra ha votato il racconto

Esordiente

"Solo la mano che cancella può scrivere il vero" diceva Eckart oppure se preferisci Conrad "Si scrive soltanto una metà del libro, dell'altra metà si deve occupare il lettore" Togliere, togliere; limitarsi ad accendere il fiammifero e lasciare che il fuoco della fantasia avanzi da sé nella testa del lettore.Segnala il commento

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Roberta ha votato il racconto

Scrittore
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Massimo Tosatto ha votato il racconto

Esordiente

Bella l'idea ma da sfrondare e da rendere più felliniano. troppi aggettivi, fanno venire voglia di saltare qualche riga per arrivare al dunque. Segnala il commento

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Adriana Giotti ha votato il racconto

Scrittore

Non ho mai letto nulla di simile in vita mia, e il tuo stile non potrebbe essere più diverso dal mio, eppure non riesco a fermarmi, mi piace leggerti.Segnala il commento

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mifrari ha votato il racconto

Esordiente

"«Se non fosse per la nebbia, potresti vedere la tua nave al di là della baia» disse Jay. " A chi si rivolge Jay, a se stesso? Uno dei brani più belli.Jay cerca il capitano e non lo trova. Si perde nel labirinto della GymSegnala il commento

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gdrogo92 ha votato il racconto

Esordiente
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Sofia Nebez ha votato il racconto

Esordiente
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nadelwrites ha votato il racconto

Scrittore
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Tommaso Bolognesi ha votato il racconto

Esordiente

Jay e Daisy ballarono per ore, connessi alla vita segreta del parco. Segnala il commento

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Otorongo ha votato il racconto

Esordiente
Editor

Stilisticamente perfetto , bella anche la descrizione dei personaggi , che nuotano però in un acquario limitato e sempre uguale .Segnala il commento

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orfeo58 ha votato il racconto

Esordiente
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Antonio M. ha votato il racconto

Esordiente
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Silvia dall'Acqua ha votato il racconto

Esordiente

Intrigante e ben costruito l’incontro è il dialogo con Daisy. Poi, forse per limiti di spazio, il resto è solo abbozzato. Ottimo 👏 Segnala il commento

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Roberta Roberta ha votato il racconto

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Ezio Falcomer ha votato il racconto

Scrittore

Un'orchestrazione ipnotica e sapiente di dettagli narrativi che diventano unico fiume.Segnala il commento

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SteCo15 ha votato il racconto

Scrittore

Opulento. Tante citazioni che penalizzano la trama. Sfronda un po' ed è Top!Segnala il commento

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Laura Chiapuzzi ha votato il racconto

Scrittore

Fascinoso. L'algo-ritmo è fantasticoSegnala il commento

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Grissinotunatuna ha votato il racconto

Esordiente

Guarda, non so che voto dare; nel senso: sei forse ciò che di più lontano può esserci dalla mia idea di scrittura ma ti faccio i complimentiSegnala il commento

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Pier Giuseppe Politi ha votato il racconto

Esordiente
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Paolo Sbolgi ha votato il racconto

Scrittore

Caleidoscopico nel susseguirsi di immagini, il racconto decolla per le capacità narrativeSegnala il commento

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Giuseppe Buono ha votato il racconto

Esordiente
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Ondine ha votato il racconto

Esordiente

PiaciutoSegnala il commento

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Rosnikant ha votato il racconto

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Graograman ha votato il racconto

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Heimito ha votato il racconto

Esordiente

Scrittura fine. A mio parere il finale si perde un goccio, ma lo stile e le immagini sono molto buone.Segnala il commento

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esteban espiga ha votato il racconto

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non fosse per i riferimenti sparsi alla modernità, starebbe bene in un'antologia di racconti anni 30 in stile "Grandi Firme". bravo.Segnala il commento

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Tella ha votato il racconto

Scrittore
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palu ha votato il racconto

Esordiente

Assai ricca la cornice, non ho colto, però, ciò a mio avviso era il centrale: la conquista di Daisy che così intrigantemente hai presentatoSegnala il commento

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Violeta ha votato il racconto

Esordiente
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Anonimo ha votato il racconto

Scrittore

Onnicomprensivo, erotico, distraente, sensuale. Continua.Segnala il commento

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Anonimo ha votato il racconto

Scrittore

Complimenti, mi è piaciuto molto. Ginnastica mentale :-)Segnala il commento

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Il Verte ha votato il racconto

Scrittore

Si tanta carne sul fuoco che ho apprezzato moltissimo. Davvero un bel leggereSegnala il commento

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Davide Marchese ha votato il racconto

Scrittore

Mi hai fatto sognare... Segnala il commento

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Barbara ha votato il racconto

Esordiente
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Franco 58 ha votato il racconto

Esordiente

Spunti interessanti: ma c'è troppo materiale, troppi colori, troppe forme. Ma forse, sono io Ad avere una capacità di visione limitata..Segnala il commento

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di Federico D. Fellini

Scrittore
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