leggere e scrivere online
Small cover.png?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccountZoom cover

ConcorsiIL TITOLO E ALTRI RACCONTI

JOGGING

Pubblicato il 26/05/2018

Un breve racconto un'assurdità di una fine

9 Visualizzazioni
2 Voti

JOGGING

Era scura ... nera, forse blu ... scura. No, il modello non lo so, nemmeno la marca, non li distinguo, non li conosco ... era un'auto scura ... piccola, media ...aveva quattro porte, mi sembra ... non sono sicuro. Erano in due ....il conducente aveva i capelli lunghi, scuri, il braccio fuori dal finestrino ... portava un orologio al polso, non ho visto se da uomo o da donna ... l'auto è sfrecciata veloce, troppo ... i particolari idem. Perché tutte queste domande? Per ricordare? Che senso ha ... ricordare?

Annuso il vento, il movimento appena percettibile dell'aria. Ha mille odori raccolti chissà dove l'erba tagliata, il polline delle api, le mele mature . Li catalogo in un angolo della mente, appena rientro ti chiederò quali profumi hanno imbrattato le tue narici.

Ondeggiano al di là della linea che delimita la carreggiata. Si lasciano scompigliare, si fidano, si sentono liberi. È appena un respiro, nemmeno un soffio, senza rumore, si lasciano cullare, si lasciano spogliare.

Ondeggiano. Chinano il capo, abbandonano scorie, che il vento le porti lontano, irraggiungibili, nessuna traccia, niente.

Ondeggiano, sembra che danzino, la musica è lo sbattere d'ali delle libellule, ma noi abbiamo tappi di cera e pezze scucite da abiti logori, non possiamo sentire e neppure vedere. Immaginiamo. Angeli salvifici e demoni tentatori, opponiamo resistenza, indecisi in quale direzione lasciarsi ondeggiare.

I pensieri corrono insieme a me nella prima luce del mattino. A volte sono straordinariamente avanti e faccio fatica a stargli dietro, altre enormemente indietro, devo rallentare, fermarmi, oggi siamo fianco a fianco, ridiamo, il fiato corto, endorfina nei muscoli, lo sguardo proiettato alla fine dell'interminabile rettilineo, illusoriamente ai piedi delle montagne, dove la strada si biforca: a destra il tragitto odierno, il più breve per tornare a casa.

I primi ad essere colpiti sono stati i pensieri: li ho sentiti sbriciolarsi nella mente, essere proiettati con violenza fuori, lontano .. oltre. Un fotogramma dopo l'impatto al fianco, i piedi che non toccano il suolo, l'urlo di dolore che esplode dentro.

Era scura ... nera ... forse blu ... scura. Le ruote brucavano l'asfalto ... troppo asfalto in troppo poco tempo ... hanno continuato a brucarlo.

Nell'aria assurda ed immobile

volteggia un corvo, gracchia sguaiato coprendo ogni altro rumore. 

Logo
2377 battute
Condividi

Ti è piaciuto questo racconto? Registrati e votalo!

Vota il racconto
Totale dei voti dei lettori (2 voti)
Esordiente
2
Scrittore
0
Autore
0
Scuola
0
Belleville
0

Commenti degli utenti

Large default

Marco Fabbrini ha votato il racconto

Esordiente
Picture?width=200&height=200&s=200&d=mm

Michelangelo67 ha votato il racconto

Esordiente
Large default

di mzanotto050

Esordiente