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Narrativa

Ketamina

Pubblicato il 23/09/2020

Un abbozzo, quando ogni cosa che ha senso è decadimento (Ripubblicato, ho corretto un paio di errori di battitura)

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L'altro mi passa la cannuccia. Gli si dilatano le pupille, come animali di notte, mentre io dilato le chiappe e mi piego giù giù verso dove non so. Ho in mano un piccolo aspira polvere. Una cannuccia lunga forse un pollice, che come uno starnuto al contrario, è l'imbuto per quella piccola densa bianca polvere, pronta ad espellere in me tutto il suo potere.

Tiro. Uno, due e tre. Schiamazzi mi circordano, all'improvviso: "eh chi l'avrebbe detto", "bravo, bravo" "brooooo"

Mi siedo, mi alzo, mi rialzo. La bandiera dell'unione sovietica mi si erge sopra, enorme ed inevitabile, in questo quartiere di città, indeed molto british. L'indice della mano sinistra mi si muove, lo guardo e lui rimbalza e rimpiazza l'anulare della destra, si scambiano e aaaah bellaaaaa! Le mani sono opposti che si attraggono e mi ritrovo ad applaudire come una foca, mentre il prossimo eroe espone l'ano nella cerimonia della nuova assunzione.

Parte la musica. Techno, acid, trance, psychotrance, bum bum bum. Una signora con l'ombrello balla sulla strada. Io: fame chimica! Mangio, poi balliamo ancora un po´. Sono stanco vado in bagno. Il piscio parte dal pene e vola come un saetta lumisosa, composta di cristalli chiari, accompagnata da grugniti dolci, di uomini venuti a vuotare tutti i propri rifiuti, e di questo godere.

L'altro, proprio al gabinetto accanto, ma solo per questioni di spazio, no homo, mi dice qualcosa, penso sulla sua dimensione, perché ride, a crepapelle. Ride proprio bene. Io invece penso a LindaLulu su LiveJasmin e di quanti crediti ho per lo show stasera. E che show! Si spoglia, ha il coso rosa nella figa e noi tutti la facciamo venire. Ogni click è una vibrazione, e lei urla, urla di piacere e sento il mio nome, perchè sono fatto, generoso e clicko, clicko più di tutti. Noi tutti, poveretti cristiani, agguantati da queste dee pagane, simulacri di un piacere, un desiderio che non possiamo esprimere, non possiamo, non dobbiamo, no! no!, e poi tutti a ripulire il seme prima che qualcuno entri a vedere. E che vergogna. Ma io mi sento grosso, con una maschera nuova, da casanova.

Corro a perdifiato. Mi sono perso e ritrovato, adesso sono a casa di qualcun altro. "Dobbiamo riconquistare la sovranità nazionale, perché altrimenti non possiamo controllare il flusso migratorio, le forze europee hanno piani di rimpiazzarci tutti quanti con immigrati da paesi meno sviluppati" "La tradizione britannica è una fondata sulla tradizione, sulla common law, sulla sovranità nazionale; se guardi al nostro sistema non è congruente con le istituzioni europee; non hanno capacità correttive! Guarda ai livelli di empasse che hanno le nazioni del continente, con formazioni politiche inossidabili in certi territori... da noi ogni seggio è sempre a rischio!" "Se poi consideri la burocrazie delle grandi organizzazioni, dove si passano le carte e nessuno risolve niente..."

Chiudo gli occhi e angeli mi sorvolano, come danzanti, ballerini sugli archi della mia mente. Con gli occhi sbarrati vedo un cubo che si divide e moltiplica, si spezza e riampre, mi prende ed avvolge, e volo e lascio il suolo, divento il cubo e dopo poco esplodo, ogni atomo del mio corpo come disperso lungo l'onda di luce che piega, riempie e corre attraverso l'universo. Sono ovunque.

Andiamo al curry. Chicken ticca masala per me, grazie, come, no grazie non troppo piccante. Affondo i denti nel cibo e subito lo divoro, conscio solo del breve momento di gusto che affonda nel mio palato. Ogni momento che passa sono o cipolla o curry o un chicken cresciuto troppo in fretta. Il pasto è religioso e siamo tutti, profondamente e sinceramente e insistemente, silenziosi e rispettosi.

""Youtube censura, questa è un dato di fatto", poi qualcuno ride, tanto, troppo, a quel video, che non ha visto nessun altro, che per gli altri è totalmente fuori contesto, e cosa, come potete non capire, ma cazzo, non sapete chi è lui? E lei? E questa cosa che è successa qua?

No!, no!, no!

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Scuola

La sequenza di ripetizioni, allitterazioni e l’incedere a tratti faticoso e quasi trap non mi ha convinto del tutto: intendiamoci, non che non si possa fare un racconto così (o perlomeno se accettiamo che se ne può fare musica non vedo perché non se ne potrebbe fare un racconto), ma il ritmo mi pare sbalestrato da immagini («come animali di notte»), filotti di aggettivi (c’è proprio bisogno di segnalare la brama con «piccola densa bianca polvere» in un testo così scarno? Oppure «saetta lumisosa» [sic], «cristalli chiari», «grugniti dolci» tutti uno in fila all’altro), superfetazioni. C’è un sacco di confusione poi: la bandiera dell’Urss in un quartiere molto british perché la citazione ti piaceva e hai seguito per associazione il filo dei pensieri, e così via nel rincorrere l’allucinazione. Mi sembra, in definitiva, un pastrocchio che aveva altre ambizioni. Per dire, hai bisogno del titolo per dirci cosa si è fatto il protagonista: non che sia scorretto in sé (il titolo è parte di un racconto e se ci dialoga ancora meglio) ma qui si vede proprio un mettere le mani avanti di fronte al lettore, come a dire "Attenzione, tutto quello che stai per leggere deriva dall’assunzione di ecc". Solo che il lettore è ragionevole attendersi non si sia fatto di ketamina e fatica a seguire.Segnala il commento

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Ti Maddog ha votato il racconto

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Federico D. Fellini ha votato il racconto

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Silvia Lenzini ha votato il racconto

Scrittore

Ho apprezzato molto questo pezzo, duro e moderno. E ben scritto.Segnala il commento

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Violeta ha votato il racconto

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Urbano Briganti ha votato il racconto

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di Alessandro Massa

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