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Narrativa

L'abbrivio

Pubblicato il 08/05/2019

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25 Voti

Una crisalide cisposa, sospesa tra le spire dei rovi delle rose, emanava calore, un calore che sembrò improvvisamente crescere fino a una significativa, inquietante intensità e le rese impossibile distinguere con chiarezza la sagoma del marito in piedi con la schiena appoggiata all’albero di prugne. Lo guardò e fu accecata dal sole. La luce violenta la trapassava, sorpresa dal tracciare così bene la compostezza del suo portamento muscoloso in quella bruciante luminosità che, ai suoi occhi, l’avvolgeva in una nebbia calda e delirante. Si sentì smuovere il ventre come una leggera vertigine che spingeva verso il basso. Non voleva ammetterlo a se stessa: quell’uomo, ormai, era solo un ricordo, un lascito remoto della sua vita passata.


«Niente male come incipit ma… » mi fissò in mezzo agli occhi con quel fare stupido che sconcerta «… troppo personale, sarebbe opportuno meno aggettivi, più intimità, come dire, più contatto, ma tu mi capisci benissimo!»

«Guarda che puoi dirlo chiaramente che fa schifo, non mi offendo, sono mesi che riapro il file, aggiorno la bozza, la punteggiatura, cambio l’ordine alle parole e niente, sempre uguale, la stessa inconcludenza, non mi riesce di meglio, non sono una scrittrice però…»


Le avevano detto di lasciarsi andare alle passioni e così fece. Dopo quel periodo di furente malattia in cui aveva in parte elaborato l’accaduto e, grazie ai farmaci, era riuscita a temperare l’insonnia, si lasciò sedurre dalle piante, quelle che lui curava così vivamente e che le aveva consegnato intrise di qualcosa di suo, qualcosa che tornava negli odori, nei movimenti impercettibili che si ripetevano ciclicamente ad ogni mutamento di stagione. Quella mattina la raggiunse l’avvocato, la berlina nera frenò sul piazzale sollevando una polvere fastidiosa intorno alle ruote che stridevano. Davanti al caffè fumante nelle tazze le disse che c’erano novità importanti sull’inchiesta, che avevano ritrovato il corpo del marito, che finalmente la scientifica avrebbe ultimato le indagini. Ora non dovevano lasciarci sfuggire la cosa di mano, questa volta non si poteva mollare, la posta in palio era troppo alta. Lei lo lasciò finire, sapeva per filo e per segno ciò che sarebbe accaduto. Per quanto avessero provato a occultarne le tracce, il cadavere era venuto fuori: lui era troppo abile, troppo intelligente per essere annientato anche se sapeva che dietro c’era un’organizzazione potente, fuggire per sempre sarebbe stato impossibile. L’avvocato la invitò ad andare all’obitorio per il riconoscimento. L’avrebbe fatto il giorno dopo. Sorseggiò il caffè e scostò le tendine della finestra. Una nuvola aveva coperto il sole.


«Il solito polpettone giallo tendente al nero, ben condito di passione e spionaggio. Ne abbiamo le scatole piene, niente di personale, credimi, ma non posso farci molto, lo passo al comitato di editing e poi vediamo, ma non ti fissare, per quanto sia scritto bene, non penso che il capo lo passi!»

«Ci credo, ma, ascolta, è tutto vero, niente di romanzato, è molto meglio di un’inchiesta, qualcosa che scotta davvero, lì dentro ci sono le verità che nessuno ha voluto ascoltare, nemmeno il magistrato. Ti prego, non permettere che venga archiviato. Con un po’ di fortuna e con la tua competenza riusciremo a farne un best seller. Glielo devo. Promettimelo!»

«Ok, ok, tregua, ora lasciami lavorare altrimenti mi spellano vivo…» non lo salutai, gli lasciai la sfumatura del rossetto sulla guancia. Senza di lui, da tempo, avrei gettato la spugna.


Il riconoscimento si svolse con la nonchalance di un salto in macelleria. Non era lì la sua passione, lì c’era solo carne congelata. Ne riconobbe subito i tratti senza lasciarsi ingannare dal puzzo di morte, lui gliel’aveva preannunciato e l’aveva preparata a quel momento. Era pronta a guardarlo senza farsi sopraffare dall’emozione, doveva rispettare i suoi diktat, permettere alla sua volontà di possederla. Ritornò a casa. Prese a tracciare le linee della vicenda seguendo passo passo le feritoie, quelle crepe a margine dove si infila la verità per non finire preda della banale mollezza delle indagini. "Non farti ingannare, le aveva detto, io non sarò veramente morto fintanto che tu custodirai la password. Ripassa a memoria le cadenze, non scriverle, mandale a mente. Quando sarà il momento, le tirerai fuori." Stanca di navigare, cominciò a scrivere, non una sola riga fuori posto, tutto s’incastrava: sedici numeri, avrebbe lasciato lo spazio vuoto per la sequenza. La combinazione statistica era talmente elevata che nessun elaboratore avrebbe individuato la serie corretta. Non sarebbe rimasta delusa, stavolta, a lui aveva arreso il corpo. Ritornò in giardino: un’entità di sementi e concimi la attendeva. Aprì il rubinetto dell’irrigatore e la terra s’impregnò in un’esalazione di vapori. Si sentì pervasa dal benessere come non mai. Contro una dedizione esaurientemente provata, l’abbrivio era riuscito. Il suo uomo riposava, ormeggiato lì, nell’essenza delle piante, per sempre. 

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Redazione Belleville ha votato il racconto

Scuola

La struttura è forse troppo complicata, ma ardita. La componente noir è riuscita e il racconto mantiene una buona tensione narrativa.Segnala il commento

Commenti degli utenti

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SteCo15 ha votato il racconto

Esordiente

La storia è intrigante, ma la trovo confusa in alcuni punti. E, limite mio, non credo di aver capito il finale.Segnala il commento

Photo

Gloria Macaluso ha votato il racconto

Esordiente

Un incontro quotidiano che mescola stile e imprevisti!Segnala il commento

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Paolo Fiorito ha votato il racconto

Scrittore
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Lorenzo V ha votato il racconto

Esordiente
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Roberto Ballardini ha votato il racconto

Esordiente

Sembra un mix di varie essenze. Ed è scritto molto bene.Segnala il commento

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Laura Chiapuzzi ha votato il racconto

Esordiente

L'ho riletto più volte, prima di riuscire a dargli un senso. Non so se ci sono riuscita, c'è qualcosa che mi sfugge...Segnala il commento

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DONATO ROSSO ha votato il racconto

Esordiente
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Chiara Filippi ha votato il racconto

Esordiente

Complesso (e struggente), ma di quella complessità intrigante. D'accordo con Isa, meriterebbe un romanzo.Segnala il commento

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Giata ha votato il racconto

Esordiente
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Candy ha votato il racconto

Esordiente

Una storia nella storia in 5000 battute non deve essere stato facile. :) Segnala il commento

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Franco 58 ha votato il racconto

Esordiente

Ho apprezzato la trama, e l'idea, ma non sono riuscito a seguire la tua "narrazione"....mi è parsa come "disarticolata"....bel finaleSegnala il commento

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isa ha votato il racconto

Esordiente

Mi è piaciuto molto. Hai una bella voce narrante, abile e disincantata. Trama che meriterebbe forse un romanzoSegnala il commento

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Etis ha votato il racconto

Esordiente
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Caucasica ha votato il racconto

Esordiente

Il primo corsivo è stato un bel colpo! Bella idea.Segnala il commento

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Zeta Reader ha votato il racconto

Scrittore
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Linea O Linda ha votato il racconto

Esordiente
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gionadiporto ha votato il racconto

Scrittore
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Ondine ha votato il racconto

Esordiente
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Paolo Sbolgi ha votato il racconto

Esordiente

Mi è piaciuto molto il romanzo nel racconto e la storia su due livelli narrativi Segnala il commento

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Poetryp ha votato il racconto

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Violeta ha votato il racconto

Esordiente
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Tella ha votato il racconto

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Lisa Ma ha votato il racconto

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Hollyy ha votato il racconto

Esordiente

Sinceramente ho provato a rileggerlo senza il corsivo, e mi piace di più. ;)Segnala il commento

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di Rosnikant

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