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Narrativa

L' Adolescente

Di vita e passione - Editato da Maddalena Frangioni
Pubblicato il 10/01/2018

La vita si sa è fatta di regole cui spesso facciamo buon viso anche se insopportabili. Più si cresce più aumentano i vincoli da rispettare. Ma c'è un periodo in cui tutti noi possiamo gioire vivendo in libertà senza toppe costrizioni: l'Adolescenza.

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L’Adolescente tornata da scuola entrò in casa e andò direttamente in camera sua senza salutare né la madre né il fratello che erano ancora seduti a tavola nonostante le due fossero passate da un pezzo.

La madre alzò un momento la voce verso la figlia dall’aria distratta per farsi sentire e affermare la propria autorità, il fratello più piccolo ebbe un moto di riso e fu rimbrottato dalla madre pensando che la stesse prendendo in giro. L’adolescente sempre accigliata e scorbutica cercava di evitare i familiari facendo finta di essere invisibile, isolandosi nella sua cameretta, che sebbene angusta le offriva il dolce riparo che cercava.

Superato l’ingresso e il salotto l’Adolescente ogni volta che rientrava da scuola si dirigeva verso l’ultima stanza e si chiudeva con una mandata per impedire a chiunque d’entrare. Era così svelta nella manovra che la madre non riusciva mai a raggiungerla e doveva aspettare quasi fino a sera per vederla, quando lasciava la sua postazione in preda ai morsi della fame e si affacciava sull’uscio per carpire il profumo di qualche buona pietanza che sperava in fretta di ingurgitare per poi tornare nella sua “isola” come fosse in ostaggio.

Vi erano giorni in cui la tensione era al massimo e c’era quasi il rischio che la madre si mettesse a urlare causando un grande sconquasso tanto da temere che l’adolescente uscisse irritata dal suo nascondiglio e sparisse sbattendo la porta senza dire dove andava, lasciando tutti nella disperazione per qualche ora.

Una sera la madre al rientro aveva bussato alla porta della cameretta e, non avendo ricevuto né un grido, né una risposta, aveva capito che l’Adolescente non era in casa. Aveva subito pensato al peggio e si era spaventata. Erano seguiti momenti terribili, sudori freddi, telefonate convulse. Per tutta la notte la madre era rimasta alla finestra a scrutare la strada. Quando l’Adolescente a mezzanotte era rientrata la madre si era fatta il segno della croce convinta che le preghiere avessero fatto effetto. L’Adolescente nel vedere sua madre tanto agitata si era lasciata andare a un riso irrefrenabile, non voleva offenderla, ma non riusciva a capire la sua ansia. Non era stata forse anche lei adolescente? Poi si era ritirata in camera sua come faceva di solito.

La madre in silenzio l’aveva guardata. Ricordava bene quando da piccola l’aveva lavata, vestita, imboccata.

Non poteva non volerle bene. 

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