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Narrativa

L'albicocco

Pubblicato il 16/05/2019

La breve introduzione è tratta dal testo per il teatro " l'uomo dal fiore in bocca " di Luigi Pirandello.

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< ...Ma ci sono di questi giorni certe buone albicocche...come le mangia lei? Con tutta la buccia, è vero? Si spaccano a metà... si premono con due dita per il lungo...come due labbra socchiuse...Ah, che delizia! >



Durante un temporale che pareva arrivato per scuotere le coscienze e punire i peccati del mondo, l'albicocco cadde. Si racconta che tentò eroicamente di resistere alla furia degli elementi e che non andò giù in un solo colpo secco, violento, piuttosto si appoggiò mollemente a terra, come a volersi prendere ancora un pò di tempo prima si soccombere. L'effetto del rovesciamento  fece sì che il grosso della chioma si concentrasse al suolo, in un unico fascio di rami e fogliame ammucchiati gli uni sugli altri e che solo alcuni rami, quelli che prima spiovevano in basso, dopo la caduta svettassero verso il cielo, simili a braccia elevate in preghiera.

Lo trovò così, quando il sole ormai si era ripreso il suo posto, attratta dall'insolita luce che entrava dalla vetrata del soggiorno e dal fatto che poteva vedere il balcone dei Pelagatta, con tutta la famiglia affacciata fuori.

Lo zio Piero, che dopo il pensionamento si era improvvisato giardiniere ed esperto di botanica, corse subito a vederlo e dopo un'attenta ispezione dichiarò che non c'era più niente da fare e gli diede l'estrema unzione.

- Domani torno con la motosega - 

L'albicocco era un albero dalla doppia personalità.  Il tronco, tozzo e nodoso si divideva in due grandi ramificazioni, che forse per una questione di innesto erano come due entità distinte. Lei le aveva soprannominate  Yin e Yang, il giorno e la notte, le due contrapposizioni che congiunte formano la totalità. Yang produceva albicocche grandi e vellutate dalla buccia tendente più al giallo che all'arancione e dalla polpa dolcissima. Yin, invece era la parte in ombra, quella tardiva. I frutti erano piccoli ovali di un arancione più intenso e maturavano dopo la prima decade di luglio. Entrambi erano sorprendentemente  generosi tanto che l'annata del '99 entrò  nella leggenda per la quantità di frutti che riuscì a raccogliere. Quell'estate ne godettero tutti, parenti, amici e amici degli amici. Persino i Pelagatta che qualche volta si erano lamentati del fatto che le sue fronde togliessero luce alla loro veranda.       Prima di  fiorire, a metà Marzo, i piccoli boccioli stretti ai rami erano di un colore fra l'amaranto e il carminio, ma quando si aprivano completamente ne veniva una rosea dolcezza inconcepibile che lei cercava di raccogliere tutta negli occhi per ricordarla a lungo.

    

...Quando rimase sola gli si avvicinò piano, poggiando le mani sul tronco rugoso e le parve di sentirlo respirare. Le radici così esposte sembravano nervi scoperti ma erano ben ancorate al terreno.  Intuì  che c'era ancora della potenzialità in quel gigante disteso, e che poteva esserci ancora vita...


La motosega dello zio Piero non si abbattè così radicalmente sul povero albicocco. Si limitò a privarlo dei rami irrimediabilmente persi, permettendo agli altri di continuare a svettare verso il cielo.                         Visse ancora per diversi anni, prima di cominciare a dare qualche segno di stanchezza. Un paio di estati fa, quando era ormai quasi del tutto secco, in un atto di estrema generosità le regalò un'ultima cesta di meravigliose, profumatissime, indimenticabili albicocche.



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isa ha votato il racconto

Esordiente

Yin e Yang, i Pelagatta, i boccioli ancora chiusi, il profumo, i colori. Il vecchio albero che vive ancora un po' Che carino il tuo raccontoSegnala il commento

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gionadiporto ha votato il racconto

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Jean per Jean ha votato il racconto

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Paolo Fiorito ha votato il racconto

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Violeta ha votato il racconto

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Ondine ha votato il racconto

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Bello e succoso.Molto dolceSegnala il commento

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Etis ha votato il racconto

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Franco 58 ha votato il racconto

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ANNA STASIA ha votato il racconto

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Befana Profana ha votato il racconto

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Rosnikant ha votato il racconto

Esordiente

Storia dal sapore fruttato e fresco. Davvero molto dolce. Segnala il commento

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Paolo Sbolgi ha votato il racconto

Esordiente

Bella storia, raccontata con delicatezza, evoca il dolce sapore dell'albicoccaSegnala il commento

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di Laura Chiapuzzi

Esordiente