Small cover.png?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccountZoom cover

Narrativa

L'apparenza

Pubblicato il 09/03/2022

C'è un processo, una storia, un luogo e i protagonisti. Tutto è reale, tranne la pretesa di non farne parte. E tutto è simbolico, come nel tempo della transizione e dell'esodo. O dell'esilio.

201 Visualizzazioni
31 Voti


La guardia giurata spalanca la porta in uscita e dal collo taurino e mal rasato erompono un nome e l’ordine arrochito dal tedio di un rito che si ripete uguale da millenni: mi segua.

Il pubblico in attesa nel vasto corridoio obbedisce a un movimento simile alla fuga sincrona di un branco di sardine attaccate dagli squali.

Le teste girano a destra e a manca in cerca del chiamato. 

Da una delle panche si leva una donna. Nessuno l’ha notata, e persino la guardia l’osserva come fosse sbucata fuori da un muro.

È alta e veste un abito scuro che rende più austeri l’aspetto e i tratti del viso.

La guardia giurata spalanca la porta in entrata: un vortice di pulviscolo anima l’aula e la invade dell’aria malsana che stagna nel corridoio del tribunale. Un miscuglio di paure e sudori ghiacci si uniscono allo scricchiolio dei battenti che sbrecciano il muro. Minuscoli pezzetti di vernice e polvere cadono sul pavimento e s’attaccano alle suole degli imputati. I passi si fanno scivolosi e incerti, ma non per la signora. Lei avanza con sicurezza verso il banco degli imputati. Il suo ingresso tacita il pubblico in aula, accorso come a uno spettacolo di piazza.

Solo la guardia è immune da tanta bellezza: ha perso il senno e la sensibilità nella miriade di farse processuali, e ormai crede che nulla valga più di un buon sigaro e una bottiglia di whisky.

Dietro il banco, tre giudici osservano la donna e per un attimo scolora dai visi la sicumera di chi crede di amministrare la giustizia dalla parte dei giusti.

Non ci sono il pubblico ministero né il difensore: nessuno ad accusare o difendere la coscienza umana.

Confuso dall’inatteso ingresso, il cancelliere si avvicina alla donna: “Giuri di dire la verità tutta la ver....”. Si rende conto dell’errore, arrossisce anche sul palmo delle mani e tace.

Questo è il processo all’essere umano e l’imputata non ha l’obbligo di dire la verità e tantomeno di giurare. Mentire è un suo diritto, anzi, potrebbe persino rientrare tra le strategie difensive. Ma, se lo facesse, non sarebbe lei a subirne le conseguenze.

Il cancelliere siede e tace per tutta la durata del processo.

Il primo a prendere la parola è il giudice seduto al centro: un uomo anziano e tarchiato, che fissa la donna con un sorriso mellifluo stampato sulle labbra. Gli occhi sono due fessure tra palpebre enfiate. Non arriva con i piedi per terra e le sue scarpe sospese a una decina di centimetri dal pavimento, susciterebbero l’ilarità del pubblico, se non fosse uno degli uomini più temuti. Si volge verso la donna, la unge con uno sguardo che cola lascivia.

Lei lo ignora e fissa davanti a sé.

Il togato si agita sulla sedia. Nonostante incuta timore, le gambette che s’agitano a mezz’aria percuotono l’aula di risatine appena soffocate. L’uomo batte con rabbia il martelletto sul banco e il suono ligneo tacita gli astanti.

Il giudice si volta verso gli altri togati con l’aria di chi prepara l’attacco. 

Lo spazio è la sua ossessione: ciò che non può essere conquistato dai meriti deve essere ghermito con forza.

È così che perora l’inveterata causa umana, il potere che detta legge e devia il corso della giustizia.

Sul lato sinistro siede il secondo giudicante: ha l’aspetto livoroso di chi ha identificato l’artefice e la causa di tutti i suoi fallimenti.

Lo chiamano il “censore”, non perché punisca gli abusi, gli eccessi e le infrazioni, ma perché condanna chi ha ciò che a lui difetta.

Il tempo è la sua ossessione, giacché per quanto dicano sia galantuomo, a lui ha reso le stesse pene.

È così che perora la causa dei perdenti: è sempre colpa di qualcun altro, dunque la vendetta è sempre lecita.

Sul lato destro siede un giudice dall’aspetto dimesso: somiglia a un ventriloquo, o meglio, a una remora che s’attacca all’ospite. Non ha ambizioni né sogni, si accontenta di cibarsi di scarti e avanzi altrui.

L’inettitudine è il suo marchio e non perora altra causa che lasciare ad altri la fatica di scegliere.

Il silenzio in aula è assoluto.

Una voce deflagra:

“Declini le sue generalità.”






Logo
4007 battute
Condividi

Ti è piaciuto questo racconto? Registrati e votalo!

Vota il racconto
Totale dei voti dei lettori (31 voti)
Esordiente
21
Scrittore
10
Autore
0
Scuola
0
Belleville
0

Commenti degli utenti

Large default

Anonimo ha votato il racconto

Esordiente
Aatxajxbmwx0t vape40mgr7hl yzley y2gc2xcsl2a=s96 c?sz=200

Isabella Ross ha votato il racconto

Esordiente
Large 20200316 014434.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Sofia Nebez ha votato il racconto

Esordiente
Large 195c7c5a e533 438e 9500 78317f6489ab.jpeg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

blu ha votato il racconto

Esordiente

scritto con grande cura e anima che ti caratterizzano sempre. C’è attesa ⭐️Segnala il commento

Large 20201021 160429.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Cinzia m. ha votato il racconto

Esordiente
Large img 20210421 183135.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Laura Camposeo ha votato il racconto

Esordiente
Editor
Large default

Anonimo ha votato il racconto

Esordiente

il riferimento a Kafka è scontato. Però, in questo tuo processo nulla è messo in chiaro: nemmeno l'assurdo o l'irrazionalita. Sembra - mi è sembrato- un gioco a sfondo nichilista che in fondo conclude col dire che ogni giustizia è parziale o fittizia. Forse sarebbe stato meglio mettere a fuoco qualcosa di più determinato dell' essere umano in generale. Magari l'oppressione politica e sociale, ad esempio, la cui responsabilità ricade sulle classi proprietarie. Sono quelle, e non il generico essere umano, a dover essere processate e condannate. Segnala il commento

Large on the road.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

omALE ha votato il racconto

Esordiente

Una scrittura molto professionale anche il soggetto lo trovo interessante. complimentiSegnala il commento

Large img 2813.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Katzanzakis ha votato il racconto

Scrittore

In un mondo ingiusto la parodia della giustizia non può che apparire caricaturale. E forse davvero non ci rimane altro che agitare impotenti le nostre ridicole zampette da nani.Segnala il commento

Large img 2435.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Barbara ha votato il racconto

Esordiente
Large io.png?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Coscienza fantasma ha votato il racconto

Esordiente
Large img 20200910 155353.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Danilo Gori ha votato il racconto

Esordiente
Large 20190901 154005.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Marco Verteramo ha votato il racconto

Scrittore

Oltre a ciò che già ho avuto occasione di dirti, aggiungo: "è sempre colpa di qualcun altro". A questo si aggrappa il mediocre. Ho molto apprezzato il cammeo dedicato a De André (Un giudice). È stato un piacere immenso cara Adriana Segnala il commento

Large 76e0ca22 4ac9 4d31 b240 d8aa491b4df9.jpeg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Giampiero Pancini ha votato il racconto

Scrittore

Io arrivo tardi, forse gli altri hanno già detto tutto. Però non posso non dichiarare che mi piace come usi le parole, come descrivi per particolari, come interrompi le frasi per rendere meglio la drammaturgia del momento. E la drammaticità. Sento il silenzio di sottofondo nel tuo scritto, le grandi aule dove si amministra non il bene comune, ma utilizzano una imperfetta umanità. E adesso? Che succede? Grazie Adriana.Segnala il commento

Large ca04ca8a 66b4 434e 8acd 0fdd3095f1aa.jpeg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Laura Chiapuzzi ha votato il racconto

Scrittore

Cura del dettaglio, figure retoriche ben piazzate, descrizioni pressoché perfette. Ovviamente l’intento di questo testo non è quello di raccontarci lo svolgersi di un processo ma quello di presentare gli elementi che ne fanno parte, con tutti i “vizi “ dell’apparato giustizia, creando un’atmosfera d’attesa che forse deciderai di sciogliere in un eventuale seguito, che credo sarebbe gradito Segnala il commento

Large 20201204 181343.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Franco 58 ha votato il racconto

Esordiente

Efficace, con alcune belle immagini, ma certe descrizioni troppo minuziose mi hanno distratto dalla storia, a tratti. Forse era voluto, per sottolineare l'assurdità del linguaggio processuale, e di tutta l'atmosfera che ne deriva...Segnala il commento

Large 98f662d3 1d06 41c8 a9a2 b3d398111485.jpeg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Ondine ha votato il racconto

Esordiente

Stile molto ricercato per un quasi noir psicologico che si arrovella al di là delle maschere e delle mascherate e ci offre uno zoom asciutto e cinematografico.Segnala il commento

Large img 20220630 165112.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Jordan ha votato il racconto

Esordiente

I tribunali sono tutti kafkiani, tutti colpevoli ai loro occhi, sino a prova contraria, comunque descrizione realistica .....Segnala il commento

Large dante.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Andrea Trofino ha votato il racconto

Esordiente
Large img 20210609 134726.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Tella ha votato il racconto

Scrittore
Large amelie 1024x593.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Roberta ha votato il racconto

Scrittore

hai fatto qualcosa di molto difficile, che richiede idee salde e coerenza e senso di giustizia. ti confesso che lo stile mi ha in parte distratta dalla storia, ma forse è di un ricercato che si adatta a questa atmosfera nera e severa, non so. un tribunale diventa facilmente kafkiano, sì. però questo tuo mi sembra meno incentrato sul paradosso, sull'impersonalità della situazione, e più, al contrario, sulla personalità / caratteristiche di certe personalità; anche per questo lo trovo difficile da realizzare, per un rischio di eccessiva semplificazione o staticità - ma forse sto ragionando come se fosse l'incipit di un testo più ampio e poi forse mi sbaglio. in ogni caso buona scrittura, starò a vedere :)Segnala il commento

Large dada.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Davide Marchese ha votato il racconto

Scrittore

È agghiacciante. Scrivi con una resa cinematografica. Potrebbe essere la scena di un film grottesco degli anni 60/70. Ho pensato a fragolina j.shafner (non ricordo come si scriva correttamente...) comunque: uno di "polso e carattere"... davvero una bella scossa. Complimenti Adriana!Segnala il commento

Large capture%2b 2021 07 31 21 27 16 4.png?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Calamaio ha votato il racconto

Esordiente
Large thumbnail.jpeg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Frato ha votato il racconto

Esordiente

Ciao Adriana, La descrizione dell'ambiente è sublime: par di vederli questi giudici togati 'sui generis'. Lascia perplessi l'interpretazione. Ma credo sia il succo del racconto, cosicchè ognuno è lasciato libero di scegliere. Ciao, un caro saluto, Roberto.Segnala il commento

Aoh14gjaydde0xx0klmdn8xav1mkmg25dbcq0nyke6jl=s96 c?sz=200

Signor Fabiani ha votato il racconto

Esordiente
Editor

Tieni per buono solo il commento di Alessandro Massa, e precisamente le prime quattro righe, davvero apprezzabili per precisione tecnica. Non si capisce dove siamo, non si capisce chi è il Personaggio, non si capisce cosa sta succedendo. La serie “Contro l’ipocrisia” – di cui è già disponibile la prima puntata – potrà essere utile, a te e a gli altri, per capire come “settare” la scena. A livello di line-editing: "dal collo [...] erompono un nome e l'ordine arrochito". Dal collo? Ma sei sicura che dal collo esce - pardon, "erompe" - qualcosa? Ma non vedi come è artefatta - sul piano stilistico - l'idea che qualcosa possa "erompere" dal collo? E cosa vuol dire "ordine arrochito"? Semmai è la voce a esserlo. E poi: "simile alla fuga sincrona di un branco di sardine attaccate dagli squali". E chi le ha mai viste le sardine attaccate dagli squali? In che modo questa retorica rende più chiare le cose? Parole come "ligneo" e "enfiate" (e troppe altre ce ne sono) dimostrano quanto sei colta, ma fanno fermare nella lettura per interrogarsi sul loro significato: sono, insomma, un dannoso sfoggio di erudizione. E' assurdo, poi, che nessuno abbia notato la donna: per come la descrivi, è impossibile ignorarla. Saltando alla fine: "Il silenzio in aula è assoluto". Qual è la differenza, esattamente, tra "silenzio" e "silenzio assoluto"? Facci attenzione a queste cose, ché il più inesperto degli editor te le segnalerebbe di sicuro. Spero di esserti stato utile. Segnala il commento

Large ez27 277678995 10224295234402071 3440311918073166286 n.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Ezio Falcomer ha votato il racconto

Scrittore

Un'eccellente orchestrazione dell'attesa. Un dramma in un incipit. Tensione supremamente condotto. I particolari psicologici sono dei gong.Segnala il commento

Large 7b46ed85 4004 4f09 b544 86323d274390.jpeg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Silvia Lenzini ha votato il racconto

Scrittore

Veramente uno stile impressionante, che mischia con sapienza la sobrietà a un’eleganza quasi poetica. L’umanità giudicata dal punto di vista dei meschini, degli invidiosi, degli inetti: se lei dicesse la verità, da quel banco, uno tsunami li travolgerebbe.Segnala il commento

Large bbbbbb.png?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

. ha votato il racconto

Esordiente

Eloquente ed emblematico. Di grande attinenza con la realtà, sofferta, precaria, ineludibileSegnala il commento

Large 20220222 155255.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Alessandro D. Massa Larsen ha votato il racconto

Esordiente

All'inizio credevo fosse la Verità. Poi diventa l'Umanità. Non so chi è il giudice. Non so chi è la voce narrante, non so da dove vedere la storia: chi narra? chi vede? e dunque, chi giudica? La morale. Il giudizio. Onestamente sono stufo - stufo, stufo, stufo - di giudizi tagliati con l'aceto sull'umanità. Chiamatemi giovane. Lo sono e sono anche figlio dei fiori e sciocco. Se volete. Mi tremano le mani mentre digito. Io non penso l'Umanità sia peggio, di cosa? Delle bestie che sbranano e fornicano senza sapere perché? Di tsunami, della violenza, del Vuoto, del Nulla dell'universo?! L'Umanità Migliora. È più di quanto si possa dire di tutto il resto. Grazie del brano. Segnala il commento

Large 291786 273806129306614 239035103 nbis.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Dalcapa ha votato il racconto

Scrittore

Cavoli! Racconto davvero particolare scritto con uno stile ancora più particolare, molto elaborato, ma decisamente funzionale alla trama e all'atmosfera che sei riuscita a creare. Bello, bello, bello. Segnala il commento

Large io.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

carlomariavadim ha votato il racconto

Esordiente

Molto particolare e speciale. Quasi Kafkiano. Atmosfera perfetta. Bravissima!Segnala il commento

Large whatsapp image 2020 06 15 at 11.57.46.jpeg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

di Adriana Giotti

Scrittore
Underfooter typee
Underfooter lascuola
Underfooter news
Underfooter work