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Autobiografia

L'artista

Di Ernesto Sparvieri - Editato da Niccolò Mencucci
Pubblicato il 10/09/2019

"L'arte diventa inutile quando diventa utile." (cit.)

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9 Voti

Ti piace disegnare, dipingere, scolpire, creare e atteggiarti soprattuto da artista, da uomo di mondo e da spirito della Grande Arte. In fondo lo sei, anzi, sei un uomo di lusso, come direbbe il tuo Verga, che da buon siciliano vanti di aver letto tutto quanto e invece lo conosci per tre parole in testa, che dici di essere quell'uomo di lusso che Verga voleva raccontare nel suo ciclo romanzesco e che tu sei diventato grazie alle tue forze. Mica le mie. Mica quelle di una che è stata per pomeriggi interi a farti da modella per le tue corbellerie, i tuoi sketch preparatori, i tuoi busti lasciati a metà poi etichettati come non-finiti michelangioleschi (certo, pure Michelangelo, pure lui chiami a raccolta per la tua boria...potesse, ti troncherebbe di netto la giugulare col punteruolo); e le notti in cui ti dicevo di prendermi e farti tua almeno per quella notte, o, se non volevi far sesso, di portarmi anche a prendere un gelato, un "calippo", e non di startene a disegnare, a dipingere, a scolpire e a creare il suo comportamento da artista, da manichino in nero e fumoso come le tue sigarette fatte a mano con una perizia da tabacchiere, da parolajo di cultura Alta e di viveur con libri illeggibili, di cultura elitaria e snob tenuta con lo spago di qualche parola da registro alto, presa a caso dai Dizionari e le Enciclopedie che ti regalai anni fa. Ti vedevo le prime volte come una persona stupida e insignificante, che però ti volevo trasformare in qualcosa se non decente almeno qualcosa di buono, una merdina almeno tiepida; e invece ogni sera sei sempre a fare quei lavoretti insignificanti, quelle robette, e sempre con quel tuo vestiario da "artista", da gran signore, tutta tua pubblicità per vendere le tue chincaglierie da scuola di Belle Arti, quella in cui ci trovavamo ogni giorno durante le lezioni, e ogni volta con la tua barba tra le mie labbra (e non solo quei peli...) e le tue manine infantili tra le mie gambe - menomale che alle Belle Arti hanno sempre gente che ripulisce i bagni... -, quasi tutti i giorni senza mai perdere colpi. Perché poi i colpi li hai mancati, e sempre perché sei concentrato sulle tue robette, sulla tua arte! Ti ho voluto trasformare in un bellissimo artista, in qualcosa di più, e tu mi ripaghi così, con queste bastardate: notte a lavorare, io a leggere e tu sempre a dipingere, a fare sketch, a preparare modelli per i giorni dopo! Pure accompagnarti a quelle mostre con tutti i tuoi amici artistucoli, tutti insieme a glorificarsi con altri artistucoli e altri damerini dell'ultima ora, tra fotografi e mecenati in attesa del loro contributo economico, tra gente annoiata come me da cotanta arte vuota, tutta di pensiero, tutta di ragionamento e filosofia e mai qualche pennellata vera, forte, di sangue e merda! E tu a dire sempre che l'arte oggi deve essere veicolo di idee, di rappresentare il non-rappresentabile, di sviluppare un approccio diverso alla realtà soprattutto dopo lo sviluppo della fotografia bla bla bla, sempre le solite rogne da filosofia d'artistucolo, sempre le solite menate per vendere qualche ciofeca a qualche ritardato che pensa di conoscere l'arte e non sa distinguere un orinatoio da un'opera d'arte - e poi, come fa a chiamare arte un barattolo dove c'è la merda d'artista: ma come si fa! - tanto per farsi fregare come un imbecille. E poi ti lamenti se t'ho tradito per un altro artista! E poi mi vieni a dire che sono una puttana perché m'hai beccato nel letto con questo qui, più grosso, più bello e più artista di te! E l'artistucolo che è dentro di te si offende se poi gli si dice che con te è stata fatica sprecata e che non serve più che io con Enciclopedie e Dizionari cerchi di renderti migliore di quello che sei, dato che hai letto sempre nel tuo, ogni pagina del Dizionario o dell'Enciclopedia che hai letto l'hai interpretata al tuo modo, mai come ti ho sempre consigliato, come sempre ti ho detto che è, non quel "sembra per te": no! Non è "sembrare", è "è". Ti ho interpretato tutte quelle voci che tu ogni volta hai sbagliato, ogni volta mi dici l'esatto opposto di quello che intendi: e poi t'immagini se la tua arte è merda per me - e non "sembra", è proprio "è". Quindi se ora tu ti senti deluso perché la tua ora di gloria e fama con me è finita non devi dare la colpa a me, e non devi azzardarti a dirmi che come per gli altri ora cerco di plasmare quel povero Cristo nella maniera con cui con te non ci sono riuscito: no, sbagli, con lui ci riesco, con lui cerco di farlo un vero artista, un vero signore, non uno con le pezze al culo come te, che solo per aver una mostra si crede Dio sceso in terra o si sente iniziato! Io farò di questo qua un genio, e già sta iniziando a leggere i due Libroni, quelli che te non hai voluto ridarmi e allora sono dovuta entrare in casa e prenderli in maniera coatta. Non starà tutto il tempo a disegnare, dipingere, scolpire, creare e ad atteggiarsi da artistucolo. Sarà un artista, mentre tu ne sembrerai uno. Non "è", ma "sembra".

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Tella ha votato il racconto

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Barbara ha votato il racconto

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Etis ha votato il racconto

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gionadiporto ha votato il racconto

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Violeta ha votato il racconto

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Paul Olden ha votato il racconto

Scrittore
Editor

Il pezzo è un po’ sguaiato, c’e qualche imprecisione. Inoltre pure la voce narrante quanto a boria e presunzione non scherza. Segnala il commento

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Davide Marchese ha votato il racconto

Esordiente
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Franco 58 ha votato il racconto

Esordiente

Che dire: il tuo scrivere da l'impressione che tu voglia "parlare" di tutt'altro, ma tu continui a "mulinar parole", per non dover scrivereSegnala il commento

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Ti Maddog ha votato il racconto

Scrittore
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di Ernesto Sparvieri

Esordiente
Editor