Small cover.png?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccountZoom cover

Autobiografia

L'Esperanto

Pubblicato il 01/08/2020

Una giornata di lavoro particolare

10 Visualizzazioni
2 Voti

Ieri è stata una giornata particolare. Nella mia storia lavorativa ho parti di curriculum discretamente significative, tipo aver lavorato all’ O.N.U., che mi ha portato a sviluppare l’abilità di parlare inglese e quando ci sono attività a contatto con stranieri sono impegnato io.

Queste occasioni mi fanno particolarmente piacere, perché ho l’occasione di esercitare questa mia abilità e di imparare qualcosa di tecnico, ma io sono uno scrittore e non vi voglio parlare di me, ma dell’esperanto.

Il signore che è venuto è, per molti versi, particolare. È tedesco, ma ha un nome italiano, Bruno, e viene da un piccolo paese, al confine con la Francia.

La gente di confine di solito è bilingue e le persone che hanno a che fare con gente di lingua diversa acquisiscono una particolare attitudine nel comunicare.

Con me Bruno ha parlato inglese e, devo dire che lo parla in maniera corretta ma con gli altri ha parlato uno stupendo mix di spagnolo, italiano e lingua dei segni, che io ho battezzato l’esperanto.

Ho molto ammirato la comunicatività di Bruno, assurgendola ad intelligenza. Quella lingua sgrammaticata e che non esiste in nessun posto del mondo raramente ha generato un: “non ho capito”.

Un altro protagonista di questa storia è stato Saverio, un mio collega. A suo modo anche lui è bilingue e parla italiano e ostunese, il dialetto del suo paese.

Per farvi capire cosa sia l’ostunese vi posso dire che io, pur abitando a pochi chilometri, avevo ascoltato, pochi giorni prima, una conversazione tra lui e un altro collega della sua zona e, se non li avessi incontrati in fabbrica, ma per strada e non li conoscessi, avrei tranquillamente pensato che fossero stranieri, magari francesi.

Saverio, oltre me, è stato quello che ha comunicato meglio con Bruno. A parte l’indiscussa intelligenza del collega, di cui ero già a conoscenza, tutta la vicenda mi ha fatto ricordare un movimento di qualche anno fa che si è battuto per la costituzione di una lingua internazionale che non fosse la lingua di qualcuno, come l’inglese o il francese, ma mettesse tutti sullo stesso piano. L’esperanto appunto.

Dopo questa esperienza posso dire una cosa riguardo l’esperanto: SI PUò FARE (cit. Mel Brooks)

Logo
2193 battute
Condividi

Ti è piaciuto questo racconto? Registrati e votalo!

Vota il racconto
Totale dei voti dei lettori (2 voti)
Esordiente
1
Scrittore
1
Autore
0
Scuola
0
Belleville
0

Commenti degli utenti

Large 7798ce85dc1bfd3dfebf2bb32e6862b7 avatar 200x200.png?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Messina Giuseppe ha votato il racconto

Esordiente
Large default

Tella ha votato il racconto

Scrittore
Large ritratto.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

di Marco Corsa

Esordiente