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Narrativa

L'inerzia di Gemma

Pubblicato il 03/12/2019

Le inerzie esistenziali spiegate in poesia da Gemma Gorca.

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Negli anni di frequentazione del liceo classico, le lezioni di Fisica erano snobbate da tutti noi allievi.

E dire che avevamo un insegnante degno di regalare la sua conoscenza della materia a scuole ben più alte della nostra, forse anche all'università.

Tuttavia quel che ricordo di lui, con precisione, non sono le aride lezioni sul moto dei corpi o sul comportamento termodinamico dei sistemi, sul concetto di energia e sul principio che riguarda la sua conservazione, pur brillanti e degne di nota, ma il suo modo di umanizzare la materia, di spiegarla in funzione delle nostre esigenze.

E le nostre esigenze, almeno in quegli anni, erano rivolte alle materie umanistiche, alla filosofia, alla storia dell'umanità, alla poesia.

E allora sentite un po' cosa si inventò il professor Tonti, il quale aveva un cognome che pareva fosse stato inventato apposta per essere preso in giro. Un nome, insomma, da allievo, non certo da cultore della Scienza e men che meno da insegnante.

« Ragazzi, mi presento. Il cognome che vedete scritto alla lavagna è il mio. Ridete ora, se vi garba, per il tempo massimo di un minuto, ma vi garantisco che il significato di quella parola è inversamente proporzionale alle mie conoscenze delle leggi che regolano la Fisica »

Alla lavagna aveva scritto, a caratteri cubitali, come conviene ad una completa visuale, il suo nome e cognome: Alberto Tonti.

Fu talmente spiritoso da farci notare che la sillaba finale del nome, unita a quella iniziale del cognome, erano ancor più comiche: Totò.

Rise soltanto qualche cretina, e il nostro compagno più fesso, che si permise pure di chiedere: Totò chi?

Da quel giorno, avemmo modo di apprezzarlo davvero il professor Tonti. Sembrava un mago, quando spiegava, e riusciva a leggerci nel pensiero; almeno, nel mio certamente.

Ma la lezione che non potrò mai scordare, allo stesso modo che non si può dimenticare il primo amore, è quella sulle Inerzie.

Iniziò a dare alcune definizioni tecnico scientifiche, e a fare qualche esempio.

« Se aprite il vostro dizionario, alla voce inerzia troverete: In fisica classica, in particolare in meccanica, l'inerzia di un corpo è la proprietà che determina la resistenza alle variazioni dello stato di moto o di quiete ed è quantificata dalla sua massa, cioè dalla quantità di materia »

Era una definizione troppo arida per noi amanti del classico, inteso in senso totale, e il professor Tonti lo sapeva.

E allora che si inventò, quale fu la spiegazione che lo fece diventare un grande ai miei e agli altrui occhi?

La prese lunga per qualche minuto, spiegando che non solo la massa aveva una sua inerzia, ma che esisteva anche una inerzia elettrica, ostile alle variazioni di corrente, e un'inerzia termica, riluttante a modificare la temperatura di un corpo.

Per spiegare quest'ultima inerzia fece l'esempio del mare, la cui grande capacità termica gli permette di prolungare il livello della propria temperatura estiva per molti mesi dopo che è sopraggiunto l'autunno, e anche l'inverno.

Poi la bomba. Tirò un lungo respiro e disse:

« Ma a voi amanti delle materie umanistiche voglio parlare, come introduzione, dell'inerzia esistenziale. E l'esistenza è fatta di amore. Senza amore siamo dei morti viventi »

Poi continuò, mentre noi restavamo a bocca aperta:

...abbiamo parlato di masse, tipiche dei corpi inanimati. Già, ma se i corpi sono animati, e caldi, come quelli di due amanti, come si potrebbe parlare di inerzia?

Ecco allora che traggo lo spunto per presentarvi una poetessa spagnola, a mio avviso molto ma molto brava. E' vivente, nostra coetanea essendo nata nel 1968, catalana. Il suo nome è Gemma Gorga.

Estrasse dalla tasca un foglietto che si era portato, e lesse:

L'inerzia... di Gemma Gorga

L'inerzia

è una bizzarra proprietà della materia.

Quando te ne vai, per esempio,

l'aria conserva il calore del tuo corpo

per un po',

così come la sabbia conserva tutta la notte

il tepore triste del sole.

Quando te ne vai,

per continuare con lo stesso esempio,

le mie mani persistono nella carezza,

nonostante non ci sia pelle da accarezzare,

ma solo le ossa del ricordo

che si decompongono

nella tromba delle scale.

Quando te ne vai,

ti lasci dietro un te invisibile

incollato alle cose più piccole:

un capello sul cuscino,

uno sguardo impigliato

nelle corde del desiderio,

una traccia di saliva

sull'angolo del divano,

una molecola di tenerezza

nel piatto della doccia.

Non è difficile trovarti:

l'amore mi fa da lente.

Non ci crederete. Alla fine della lettura, tutti, ma proprio tutti, anche i più cretini della classe e le oche giulive che della Fisica si disinteressavano alla grande, si alzarono in piedi applaudendo il professor Tonti. E l'applauso durò. Segno che c'era in noi una certa inerzia a smettere di battere le mani.

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Jean per Jean ha votato il racconto

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Laura Chiapuzzi ha votato il racconto

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Il mio modello d'insegnante è il prof. Keating, quello dell'attimo fuggente. Il tuo, un pochino gli somiglia.Segnala il commento

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Il Verte ha votato il racconto

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Grande ReSegnala il commento

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Barbara ha votato il racconto

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Ezio Falcomer ha votato il racconto

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Direi ottimo. L'attenzione tiene fino alla fine. Ben montato.Segnala il commento

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Violeta ha votato il racconto

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Rossodisera ha votato il racconto

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Bella storia! Per essere uno studente del liceo classico sei riuscito a cogliere la fisica della vita. Poi sei diventato un fisico? 🤔Segnala il commento

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Italo ha votato il racconto

Esordiente

Piaciuto questo insegnamento matematico filosofico Segnala il commento

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Davide Marchese ha votato il racconto

Esordiente

Bello. Grazie!Segnala il commento

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Althea ha votato il racconto

Esordiente

I frutti di un insegnamento d'amore! Segnala il commento

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Franco 58 ha votato il racconto

Esordiente

Bell'idea, la tua, di usare una poesia "altrui" per scriverci intorno....Segnala il commento

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palu ha votato il racconto

Esordiente

Bello, un tema mai abbastanza valutato, quello dell'insegnamento, in un racconto piacevole. Bravo, e anche al professoreSegnala il commento

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Otorongo ha votato il racconto

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Editor

Se il professor Tonti potesse leggere questo brano avrebbe un motivo in più per essere orgoglioso di aver insegnato nella tua classe.Segnala il commento

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Tella ha votato il racconto

Scrittore

È un privilegio avere un insegnante cosìSegnala il commento

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Federico D. Fellini ha votato il racconto

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Dedicato a tutti gli insegnanti (non moltissimi purtroppo) che hanno segnato la nostra vita con il loro talento.Segnala il commento

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Etis ha votato il racconto

Scrittore
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di Re Cluso

Esordiente