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Horror

L'INFERNO DI ESTHERELLE

Di Dalcapa - Scritto da Esordiente
Pubblicato il 09/10/2018

Briciole di un'ossessione.

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JOSHUA!

Maledizione, si è già alzato.

Capelli, le mani nei capelli.

Estherelle scende le scale di corsa. In cucina il marito Joshua con i figli Patrick e Suzie hanno finito di fare colazione, infilano i cappotti ed escono, escono di corsa. Cerca di fermarli, ma è troppo tardi. I saluti scivolano attraverso la fessura, la porta si chiude e il suo urlo le rimbalza addosso. Troppo tardi.

È sola. La casa vuota. Il silenzio le riporta l’eco del suo urlo, risuona, ferisce i timpani:

ASPETTAT…

Le mani premono forte, le orecchie, il suono ovattato, OuvuaTTatouuu.

Sente il battito, la pressione del sangue, dentro, il suono rimbalza.

Andati.

Tutti.

È sola.

Così, tutte le mattine.

Guarda l’orologio. L’orologio la guarda. Loro, l’ore, si guardano.

Estherelle vorrebbe uscire, vorrebbe andare al lavoro, un lavoro, un lavoro qualsiasi, ma non può.

È prigioniera, della sua casa, delle sue

bri

cio

le.

Le briciole.

Ancora le mani sulle orecchie. L’orologio la guarda. Toglie le mani:

cazzo hai da guardare!

Ora può sentirlo, il tic tac, il ticchettio dei secondi, i primi, i minuti, minuti, magri, asciugati, affamati, assetati.

Estherelle ha fame!

Si volta.

Le briciole.

Odia le briciole, le odia. Sono ovunque. Lo fanno apposta. I figli, il marito, le spargono, lo fanno apposta. Lo sa.

Prova a prendere un grande grosso respiro.

Mani

Mani sul ventre, polmoni, si gonfiano, corpo, lo sente, corposo, il respiro, prende, vita, la gola, si stringe, rigida, gratta, superfice, corde, vocali, che vibrano, l’rrrrrrlooo, urla, l’urlo, esce, gratta, sapore, di sangue, sente, pulsare, le tempie, il tempio, il cuore, pompa, rabbia. Si gonfia. Si gonfia. Si…

Esplode!

Sulla parete macchie di sangue, schizzi, carne putrida, pezzi marci, ovunque.

Oddio, potesse, potesse esplodere davvero, toccherebbe loro pulire, ma è intatta, le mani sul ventre, piegata, e fuori la gente.

La sente, la vita lì fuori, fuori da tutto, fuori da lei, e dentro, le sue briciole, le sue

bri

cio

le.

Le spargono ovunque.

Si china e raccoglie la prima. Questa è l’ultima. Si china e raccoglie. Questa è l’ultima. E si china. Raccogli

l’ultima…

Questa è l’ultima, questa è l’ultima, questa è…

Raccoglie briciole, Estherelle.

Le pizzica con le unghie, ma loro si spez za no e da una diventano due, da due, tre, quattro, prova, prova a premerle col polpastrello, incidono la pelle, si attaccano, poi ricadono, ricadono e si rompono e da una diventano due, tre, quattro, prova, prova, con pazienza, a raccoglierle. Lo fanno apposta, le lasciano cadere dal tavolo, dalla bocca, sbriciolano, granelli di sabbia sul pavimento.

È magra, Estherelle, non mangia, lei non mangia, lei raccoglie briciole, le inghiotte, granelli di sabbia la riempiono, scivolano lungo l’esofago, lo stomaco, le sente spingersi dall’intestino verso la vita stretta, la strozzatura, Estherelle, la donna clessidra, vita stretta, vita solitaria, vita chiusa in casa, prigioniera della sua casa, delle sue briciole, in ginocchio, in preghiera, nel suo santuario, a raccogliere, inghiottire briciole, che si accumulano, la riempiono.

Sente che sta per esplodere. Prende un coltello da cucina, appuntito, affilato. Lo punta contro il ventre, una leggera pressione, una piccola ferita, e le briciole escono, la clessidra si svuota, niente sangue, solo piccole stramaledette briciole.

Briciole per terra

briciole ovunque

dappertutto.

Ora deve ricominciare, questa è l’ultima, questa è…

non

ce

la

fac

cio

più!

Coltello in mano, Estherelle, si mette in attesa dietro la porta.

La prima è Suzie:

Mamma, ciao mamma, MAM…

Poi tocca a Patrick:

Ciao, mamma. MAMMA! ODDIO SUZ…

Il padre per ultimo, tardi, la sera.

Ucci ucci, sento odor di…

SUZIE, PATR…

Che odore ha la morte?

Estherelle ha in mano il coltello

Estherelle usa il coltello

Estherelle

ora

può

finalmente

riposarsi.

Tic tac tic tac tic…

Si sveglia. C’è buio.

Dove sono? Che è successo?

Tasta con le mani il pavimento, un brivido la scuote, è nuda

sono nuda, perché?

Si tasta, le mani sporche, sapore di ferro, di sangue di

chi è, di chi è questo sangue?

Ombre davanti a sé, nel buio. Le mani raccolgono denti, schegge d’ossa, schiacciano piccole sfere, occhi, in mano, uno esplode. Raccoglie e inghiotte, briciole, briciole di ciò che resta. Nell’ombra si muovono organi, appesi, li riconosce, polmoni, cuore, stomaco, legati da ragnatele di vene e arterie. I cervelli mandano piccoli bagliori, sinapsi, schegge di corrente, scintille di pensieri, opere e omissioni, per mia colpa, mia colpa

mia grandissima…

che cosa ho fatto!

Estherelle si avvicina, respiri dove non c’è bocca, mani dove non ci sono dita, sabbia dove la clessidra è esplosa.

Per terra pelli svuotate, rivoltate come calzini

ho freddo!

Si veste, la pelle dei figli, del marito, cucita addosso

e si addormenta

in un abbraccio mortale

per poi risvegliarsi

ricoperta di briciole.


JOSHUA!!!

Scende le scale, la porta si chiude, l’urlo rimbalza:

bri

cio

le.

L’ultima, questa è…

Li aspetterò dietro la porta.

L’ultima

come ogni giorno

per l’eternità.


Questo è l’inferno di Estherelle.

Briciole

coltelli

carne

e sangue.


Cosa ho fatto!

per sempre

Estherelle!

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Elena_Vere ha votato il racconto

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Fiorenzo ha votato il racconto

Esordiente

Lo stile è un punto distintivoSegnala il commento

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Francesco Manciola ha votato il racconto

Esordiente

Si legge in apnea. Bello stile.Segnala il commento

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Danicat ha votato il racconto

Esordiente

Molto bello, complimenti!Segnala il commento

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Anonimo Piacentino ha votato il racconto

Esordiente

Mi ha messo ansia: stupendo!Segnala il commento

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francesca colombo ha votato il racconto

Esordiente
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Grazia Ferro ha votato il racconto

Esordiente

Molto coinvolgente! Ho ripreso a respirare dopo il punto finale, Segnala il commento

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Rosnikant ha votato il racconto

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Paolo Sbolgi ha votato il racconto

Esordiente

Creatività e originalità dello stile per una storia allucinataSegnala il commento

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carres ha votato il racconto

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Ne1s0n ha votato il racconto

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Editor

Bravo, e con un migliaio di parole in più sarebbe venuto ancora meglio - potresti calcare di più sulla ciclicità, ad esempioSegnala il commento

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Raffocinematic ha votato il racconto

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gionadiporto ha votato il racconto

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isa ha votato il racconto

Esordiente

Sofferenza e delirio resi molto beneSegnala il commento

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Lisa Ma ha votato il racconto

Esordiente

Molto bello, soprattutto lo stile narrativo.Segnala il commento

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di Dalcapa

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