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Narrativa

L'INGANNO

Pubblicato il 05/05/2017

Un racconto amaro e nello stesso tempo consolatorio nella ritrovata importanza del dialogo e quindi della parola in un mondo dominato dalle immagini e dai simboli totale appannaggio degli strumenti informatici.

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Da un po’ si parla sempre meno. Sembra addirittura che le parole siano finite in un angolo e nessuno più le ricordi.

L’ultima parola articolata, sincera, ragionata si è sentita molto tempo fa in un Convegno sul Bene e il Male. Poi è successo qualcosa di insolito, qualcuno ha detto di straordinario.

Il mondo è cambiato hanno detto gli ottimisti quelli che hanno sempre fiducia nel futuro qualunque esso sia. In peggio hanno replicato i pessimisti.

Tutti però hanno concordato che la parola oggi non ha più voce, nessuno l’ascolta più.

Preoccupati gli studiosi hanno indagato e hanno scoperto che effettivamente è avvenuto un passaggio dalla parola all’immagine che pian piano senza che ce ne accorgessimo ha preso il sopravvento.

Qualcuno sembra aver manipolato i cervelli di tutti noi facendo apparire più bella, più facile e immediata l’immagine di quanto lo sia la parola scritta o parlata.

Il mondo stava cambiando si sono giustificati quelli che con ricerche lunghe e costose stavano procedendo nella “riforma” della comunicazione, non potevamo non tenerne conto.

Gli adulti presi dal lavoro in una vita convulsa e frenetica non riuscivano più a spiegarsi con gli altri, il tempo dei genitori con i figli era così risicato da dover ricorrere a delle immagini per farsi capire e ubbidire.

E’ stata una rivoluzione silenziosa in cui tutti siamo caduti.

Quando un mattino ci siamo svegliati, la casa, l’ufficio e perfino la macchina attrezzata con vari strumenti elettronici, abbiamo esultato, sembrava di avere il mondo ai nostri piedi.

Abbiamo preso si potrebbe dire la sbornia di quegli strani oggetti che si accendono e si spengono, che mandano lampi anche sonori, che ci rendono partecipi di mondi anche molto lontani e sconosciuti come se noi fossimo lì dentro addirittura come dei protagonisti.

Crediamo di essere potenti tanto che basta un click per comandare e farsi ubbidire.

La parola era troppo faticosa, inutile, e, a forza di click, si è persa in un limbo da cui tutti pensano non tornerà..

La parola è diventata “un extra-terrestre”, il mondo può farne a meno, ora sta in piedi con luci, immagini, foto, disegni, simboli ecc….

Presi da un folle abbaglio abbiamo pensato che la comunicazione attraverso cellulari, computer, e tavolette avrebbe portato dappertutto democrazia e libertà, proprio ciò che la parola non era riuscita a fare in quanto appannaggio di pochi.

E’ passato del tempo, oggi, dopo uno sguardo approfondito, tale impressione è stata smentita, perché si è capito che anche gli strumenti non sono neutri e riportano le idee di coloro che li inventano, i quali per scambiarsi opinioni prima della realizzazione degli stessi utilizzano parole, tante parole che poi si divertono a spegnere perché l’utente non deve sapere cosa c’è sotto.

Ma le persone ora sono più accorte e pian piano si stancheranno degli strumenti. Avranno voglia di tornare a usare la voce e le parole per cantare le loro canzoni, i genitori sgrideranno o premieranno con giuste parole i propri figli e gli adulti torneranno a discutere con gli amici di tutti i problemi della vita.

E’ solo questione di tempo! L’inganno registrato alle nostre spalle è ora svelato.

La parola tornerà a trionfare, magari accanto alle immagini. 

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