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Fantastico

L'isola fluttuante numero 42

Pubblicato il 09/03/2018

Una giovane avventuriera intraprende un viaggio alla ricerca di qualcosa di molto particolare.

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Nel profondo sud, al di là delle frequenti tempeste di sabbia che caratterizzano il Deserto dei Predoni, vi è una enorme distesa d’acqua conosciuta con il nome di Mare Splendente. Non capita spesso che qualcuno voglia attraversarlo spinto dalla curiosità e dalla voglia di avventura: il piccolo porto che vi si affaccia è poco frequentato, a memoria d’uomo sono soliti passare solo mercanti che, assoldato qualche mercenario, spediscono le loro merci verso le Isole Fluttuanti situate a poche ore di navigazione da lì. Mirah, giovane avventuriera, osservò per diversi minuti quella enorme distesa d’acqua salata dalla finestra della sua camera in taverna: i giorni trascorsi ad attraversare le forti tempeste di sabbia erano ormai alle spalle e le ferite riportate sembravano esser quasi guarite del tutto. Raccolse le sue cose con rapidità, scese in taverna e si diresse all’esterno dove ad aspettarla vi era una ciurma di navigatori piuttosto singolari, ma dalla rinomata esperienza. “Ragazza, sei davvero sicura di volerlo fare?” l’uomo si grattò con l’indice e il pollice la folta barba nera mentre guardava la giovane donna intenta a caricare il proprio zaino nella stiva. “Sicuro. Altrimenti non ti avrei pagato in anticipo la metà dell’oro che mi hai chiesto ieri!” disse la donna mentre si recava sottocoperta “ Ora ho bisogno di riposare, dì ai tuoi uomini di sbrigarsi a salpare! E svegliami quando siamo quasi a destinazione!” Il capitano sorrise alla fermezza della voce di Mirah, adorava le donne decise: diede gli ultimi ordini al suo equipaggio dopodichè la nave levò l’ancora e partì.
L’Isola Fluttuante n°42 era deserta, inospitale e inadatta a qualsiasi forma di attività umana: non molto grande rispetto alle altre, presentava al centro una enorme montagna. Antiche leggende narravano che al suo interno abitassero dei Giganti, ma di queste storie nessuno ne parlava mai. Arrivata sull’isola grazie ad una scialuppa, Mirah tirò fuori dalla tasca una vecchia mappa un po’ stropicciata dopodichè si diresse verso la base della montagna: non faticò molto a trovare un ingresso scavato nella roccia da mano umana e palesemente non naturale. Mirah entro lentamente in quella grotta, illuminata da alcune torce affisse alle pareti. In fondo alla caverna, di fronte ad una enorme porta di granito vi era un Gigante in armatura completa di pietra: in una mano stringeva un’alabarda di taglia colossale la cui lama sembrava essere di bronzo.
Il Gigante domandò: “Cosa vorresti esplorare nella tua avventura, giovane?”. Ai piedi del gigante vi era un uomo in armatura scintillante, probabilmente un altro avventuriero proveniente da chissà quale remota terra. L’uomo rispose tremante: “Io…io vorrei esplorare questa montagna! Vorrei esplorare ogni stanza, svelarne ogni segreto! Racimolare ogni possibile tesoro!” Il Gigante di pietra restò silente per qualche secondo ma poi, con sorprendente rapidità, fece un passo in avanti verso l’uomo calando violentemente la sua arma sull’inerme guerriero, scaraventando il suo corpo privo di vita contro la parete di roccia alla sua sinistra. Mirah sgranò gli occhi, terrorizzata guardò quella parete piena di sangue, sul terreno diverse ossa e cadaveri.
“Cosa vorresti esplorare nella tua avventura, giovane?”. Il Gigante questa volta sembrò rivolgersi proprio a Mirah mentre ritornava con lentezza nella sua originale posizione di guardia. Mirah trasalì: per qualche secondo ebbe istintivamente voglia di tornare sui suoi passi il più rapidamente possibile, decise invece di non cedere. “Io voglio esplorare l’Animo Umano.” L’enorme guardiano di pietra battè l’alabarda contro la grande porta di granito alle sue spalle, la quale dopo un secondo iniziò lentamente ad aprirsi mentre il Gigante si spostava leggermente sul lato. “Lungo e tortuoso è il cammino che hai scelto, giovane avventuriera. Ma anche il più difficile dei viaggi inizia con un semplice passo.” Mirah varcò la soglia, abbracciando con fiducia l’oscurità che le si presentò dinanzi ai suoi occhi".

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Clarissa Kirk ha votato il racconto

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42 ? Mi ricorda qualcosa ;-) Segnala il commento

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Karin Esposti ha votato il racconto

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pier ha votato il racconto

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Anonimo ha votato il racconto

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Fleur B ha votato il racconto

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Tella ha votato il racconto

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di Raffocinematic

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