Small cover.png?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccountZoom cover

Fantastico

L'occhio di vetro

Pubblicato il 09/05/2021

41 Visualizzazioni
18 Voti

Mi è sempre più difficile scrivere perché so che quello che sto scrivendo è reale, non è più soltanto immaginato, non mi trovo in un sogno dove possa scrivere cose illusorie che poi scompaiono dalla mia memoria. Sono arrivato a quell'età in cui le cose che vedi, senti, crei o scrivi diventano la propria realtà. Non so se sia un'età che raggiungano tutti ma ricordo che in ebraico viene detto che Dio ha creato tutto con la sua parola e che in psicologia non sono i pensieri a creare le parole ma bensì avviene esattamente il contrario: sono le paroleche che "ci diciamo" a creano il nostro pensiero.
Quindi è vero che dobbiamo fare molta attenzione a quello che diciamo poiché la nostra parola si trasforma nella realtà tangibile che abbiamo davanti, diventa la nostra stessa vita. Non è un caso che io oggi viva con un occhio di vetro e un tumore di cristallo all'interno del cervello poiché per anni prima di addormentarmi ho pregato che mi ammalassi in modo da evitare la vita sofferente e siccome il mio peccato era quello di guardare troppo a fondo le cose, di radiografarle ed etichettarle ma anche quello di ammirare la bellezza e in particolare le curve delicate femminili con tutta la loro voluttà, mi sono ritrovato un giorno con l'occhio destro bloccato e non potevo più sbirciare a sinistra o in altra direzione. Ogni gesto che facciamo per assecondare le nostre parole può essere punito con la malattia che desideriamo o che meritiamo di più. Per molti notti e mesi avevo anche desiderato di morire poiché ho ritenuto la mia vita ormai insopportabilmente priva di gioia e quindi del tutto inutile da mandare avanti a forza di spintoni attraverso illusioni che ormai avevano perso ogni fascinazione, ogni potere. Ma a cedere così in basso ho rischiato di diventare io stesso il mostro che giudicavo essere il mio stesso nemico, colui per il quale mi adiravo ogni giorno e cioé il mostro sanguinante del giudizio altrui e non mi rendevo conto che a forza di giudicare io stesso il giudizio altrui, ero diventato più giudicante degli altri giudicanti. Non possiamo forzarci di essere qualcosa che non siamo ma dobbiamo essere disciplinati nei nostri intenti allo stesso passo dell'istinto che ci viene dato dalla natura, ma è anche vero che troppe leggi ci hanno censurato le emozioni e se tagliamo la testa alle emozioni diventiamo dei mostri umani indifferenti e rancorosi. Ho rischiato così di diventare l'ombra di me stesso davanti allo specchio e neanche più riuscivo a vedermi riflesso. Così si creano i vampiri e gli incubi che infestano dalla notte dei tempi le notti degli esseri umani turbati dalla vita. 

Oggi vorrei poter parlare a quattr'occhi con un amico che consoli la mia solitudine riflettendosi nel mio occhio di vetro ma non c'è nessuno qui davanti che faccia abbastanza luce da illuminare il tumore cristallino che la rimanda dirtettamente al cuore ormai freddo come il ghiaccio. La mia più grande paura da quando sono nato è stata quella di restare solo e di vivere senza più nessuno che possa essermi di conforto. Ebbene, così come le parole si comportano le paure: diventano la realtà che ci circonda.
Per questo ho deciso di cambiare e di gettare alle ortiche l'occhio di vetro sperando in un incendio di fuochi fatui al calare della luna, pregando il sole e l'acqua sacra di farmi rinascere un nuovo occhio fresco come una rosa bagnata dallo scintillio della rugiada e che dalla mia bocca escano soltanto fiotti di acqua fresca di parole e lettere buone per annaffiare il mondo che mi circonda trasformandomi così in una fontana di vita e creando un giardino di fiori rossi, gialli e arancioni.
Attenzione alle parole che dite e alle paure che alimentate, spegnetele e trasformatele nei vostri veri desideri, che non debbano mai essere i vostri incubi ad avverarsi. Mai. 

Logo
3807 battute
Condividi

Ti è piaciuto questo racconto? Registrati e votalo!

Vota il racconto
Totale dei voti dei lettori (18 voti)
Esordiente
14
Scrittore
4
Autore
0
Scuola
0
Belleville
0

Commenti degli utenti

Large 20190901 154005.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Il Verte ha votato il racconto

Scrittore
Large ezzz 101133975 10219956522376982 9067593985345716224 o.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Ezio Falcomer ha votato il racconto

Scrittore
Large ritratto.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

occhineri ha votato il racconto

Esordiente

All'inizio fu il verbo...allora la parola è "divina", ma può essere anche ambigua, illusoria, fallace.Segnala il commento

Large 20210427 022249.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Violeta ha votato il racconto

Esordiente

Piaciuto Segnala il commento

Large 20200611 011659.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Amid Solo ha votato il racconto

Esordiente
Large cfe13a30 7433 44d1 a6d7 e99bef6700de 1 201 a.jpeg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Giampiero Pancini ha votato il racconto

Esordiente

Una riflessione sulla crescita e sulla forza del pensieroSegnala il commento

Large img 20170318 wa0009  4 .jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Emme Bi ha votato il racconto

Esordiente

Forse qualcuna delle riflessioni può lasciare spazio al tumore di cristallo e all'occhio di vetro, che sono immagini con potere simbolico ma non molto sfruttate nel raccontoSegnala il commento

Large img 1919.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

blu ha votato il racconto

Esordiente
Large 20201204 181343.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Franco 58 ha votato il racconto

Esordiente

Già, la realtà è anche quella che scegliamo possa essere, o debba essere, a nostro personale piacimento, e spesso il nostro linguaggio la determina, mentre il nostro corpo la agisce, concretamente. Ma le parole, il linguaggio e la scrittura, possono essere altrettanto reali, e scatenare un conflitto all'interno del nostro modus vivendi, se non una vera e propria scissione della personalità. La maggior parte di noi si porta dietro e dentro mondi che non sa di possedere, né di poter esprimere. Segnala il commento

Large img 20190702 wa0006  2  2.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Sonia A. ha votato il racconto

Esordiente
Large 20200316 014434.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Sofia Nebez ha votato il racconto

Esordiente
Large 54039c1a 4171 42af 944a d20052ca79b6.jpeg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Imago ha votato il racconto

Esordiente
Large default

caio bongiorno ha votato il racconto

Esordiente

Ludwig Wittgenstein affermava che ciò che non possiamo pensare non lo possiamo nemmeno dire. E viceversa. La parola crea (la Genesi insegna). I limiti del nostro linguaggio sono quindi i limiti del nostro mondo. Sono le parole che lo determinano. Segnala il commento

Large dada.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Davide Marchese ha votato il racconto

Scrittore

Mi pare una mefistofelica riflessione allo specchio dal fascino indubbio... Complimenti!Segnala il commento

Large foto0001.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Urbano Briganti ha votato il racconto

Esordiente
Large default

antonio locascio ha votato il racconto

Esordiente

è più una riflessione esistenziale e filosofica che un racconto. Forse per questo il personaggio narrante appare un po' troppo astratto. Segnala il commento

Large img 20210203 wa0000.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Annacod ha votato il racconto

Esordiente

Riflessione molto profonda Segnala il commento

Large img 2813.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Katzanzakis ha votato il racconto

Scrittore

Una parabola per riflettere.Segnala il commento

Large dante.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

di Andrea Trofino

Esordiente
Bellevilletypee logo typee typee
Lascuola logo typee
Bellevillefree logo typee
Bellevillework logo typee
Bellevillenews logo typee