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Erotico

L’ultimo caffè

Pubblicato il 16/09/2020

La potenza di un atto fisico che può cambiare una persona. Forse, irrimediabilmente.

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Lui non c’era più, ma non potevo fingere che mi importasse. O che la colpa non fosse mia. Amavo Andrea, ma dopo cinque anni non era successo quello che mi sarei aspettata. Non voleva neanche parlare di convivenza, di figli, del nostro futuro… e avevo capito di volere di più. Durante la settimana lo vedevo un paio di sere e riuscivo a rubargli qualche pranzo. Il weekend da lui, o da me, o con gli amici o una qualsiasi delle cose che facevamo insieme. Non erano più abbastanza stimolanti, o abbastanza da farmi restare. Avevo provato a farlo nel modo giusto, aprendogli il mio cuore e parlandogli con sincerità, dicendogli che la nostra vita di coppia era piatta, che mi ero arresa e che forse era giusto così… ma i buoni propositi, tali sono rimasti. Chiara sapeva che ero infelice, così aveva pensato ad una serata tra ragazze, che avevo accolto con piacere. Qualsiasi cosa purché interrompesse la monotonia. Il mio desiderio si era esaudito: un cocktail di troppo, un barista di troppo, un letto di troppo…

Andrea l’aveva scoperto e nonostante la furiosa litigata, le urla e i pianti, stavo bene. Non era andata come l’avevo immaginata, ma era andata. Sospirai e sbirciai fuori dalla finestra, ma lui non c’era. Quella sarebbe stata l’ultima volta che avrei visto Andrea. Aveva dei vestiti nel mio appartamento, ed ora che la rottura era ufficiale li rivoleva. Non mi interessava, non l’avrei giudicato. Volevo solo lasciarmi tutto alle spalle. Quando il campanello suonò, sentii un piccolo sbalzo al cuore. Avevamo condiviso cinque anni della nostra vita, ci eravamo conosciuti quando eravamo troppo giovani…

Aprii la porta. Lui era lì e notai subito che era carino, più del solito. Non lo vedevo da un pò. Si era fatto crescere la barba e tagliato i capelli. Le pesanti occhiaie sotto gli occhi scuri e freddi, quasi gli donavano. Mi ripresi e sorrisi in imbarazzo “Entra.” Non ricambiò il sorriso, ma entrò. La tensione era palpabile. “Le tue cose sono lì, mi sono permessa di impacchettarle… e… si.” Sospirò, si passò la mano sulla barba e poi mi incollò con lo sguardo. “Vorrei un caffè.” Mi stupii di quel tono di voce profondo e di quella richiesta, ma annuii e andai in cucina. Stavo per pulire la caffettiera, quando sentii la sua voce al mio orecchio “Ultima volta Eli.” 

Mi spaventai, perché non avevo sentito che mi aveva seguita. Non mi voltai, non me lo permise. Mi prese per i fianchi e cominciò a baciarmi sul collo. Quella sensazione mi era estranea, non ero abituata alla sua barba. La sorpresa, lo spavento, la situazione… il cuore mi sfiorò la gola. Anche lui mi prese la gola con una mano, l’altra era ancora sui miei fianchi. Dai fianchi si fece strada fino al seno, che pizzicò molto forte, tanto che mi lasciai sfuggire un urlo. Sentii che sorrideva dal tremolio della barba.

“Si?” Scossi la testa “Ni-niente.” Si staccò dal collo e con movimenti sicuri mi sbottonò i pantaloni, sentivo il suo respiro caldo sui capelli, sapevo che mi stava guardando. Perché il cuore batteva così forte? L’avevamo fatto tante volte. Certo, non con tanto trasporto. Non con quell'emozione. Andrea non era mai stato selvaggio. Mi abbassò le mutandine con urgenza, non c’era traccia dei suoi soliti modi gentili. Sentii che si sfilò la cintura e sapevo cosa stava per succedere, ma questa consapevolezza non mi preparò al colpo spietato che arrivò, inesorabile. Gemetti un po' troppo forte, forse per la sorpresa, un po' per il dolore. Iniziò lentamente, prendendomi le mani con le sue. Mi alzò le braccia e me le fece appoggiare sulla cappa. Non vedevo nulla, chiusi gli occhi e ansimai come non avevamo mai fatto, godendo come mai avevo goduto. Dopo poco cambiò il ritmo, più forte, più veloce, finché “Andre… più… piano…” Non lo vidi, ma dal tono di voce capii che stava sorridendo appena. “Ammetti che hai fatto la puttana. Se lo ammetti, non ti faccio più male.” Andrea era sempre stato educato e premuroso. A volte, anche troppo. Mi offesi per le sue parole e nonostante il dolore decisi che dovevo resistere, inebriata dal piacere, mi sembrava importante. Lui andò sempre più forte, sempre più rude, mi bruciava, non ce la facevo più. Urlai. Lui, ansimando un po' “Ammettilo… ed è… finita.” Gli occhi mi si riempirono di lacrime, il ventre stava per esplodere e quindi, urlando e sussurrando “Va bene. Sono una puttana. Per-perdonami…” Così com’era iniziata, si tolse di scatto ed io ero più confusa che mai. Non avevamo finito, stavo godendo così tanto, cosa stava succedendo? Mi girai e lo guardai, il suo sguardo impassibile e il sorriso indifferente che mi rivolse fecero così male che dimenticai il dolore fisico. Si rivestì, mi guardò e “Ci vediamo Eli.” Andò a prendere le sue cose, io ero ancora immobile. Sentii la porta che sbatteva e fu questo particolare a riportarmi alla realtà. Lui non c’era più, e non potevo fingere che non mi importasse. 

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Avalon ha votato il racconto

Esordiente

Ricapitoliamo. Tanto per vedere se ho capito. Eli vorrebbe un rapporto di tipo diverso. Andrea no. Le amiche di Eli organizzano una festicciola per tirarla su di morale. Le cose vanno oltre il previsto ed Eli finisce a letto con qualcuno. Cose che capitano. Però i protagonisti di questa storia sono due figure deboli e indecise. Lei non sa rassegnarsi all'evidenza dei fatti. Lui non vuole rinunciare al suo ruolo di maschio. Eli, col suo comportamento alla festa da modo ad Andrea di salvare la faccia. Rompe con lei perché è una puttana e lo deve ribadire umiliandola. A me sembra che se c'è un'accusa di maschilismo da fare vada rivolta a lui. Veramente io non farei un accusa del genere. Lo definirei solo un debole viziato. Anche in questo racconto, come nel tuo primo, mi sembra che sia posto l'accento sui ruoli. Solo che qui non c'entra Esopo. Qui c'è una realtà molto diffusa e tu la descrivi in modo egregio, senza creare intoppi. Con stile pacato.Segnala il commento

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Andrea Ostrowsky ha votato il racconto

Esordiente

È difficilissimo l’argomento. Ci vedo un soggetto. Una ossatura. Un abbozzo. Segnala il commento

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Gualtiero ha votato il racconto

Esordiente

un testo interessante, con quel tempo indicativo imperfetto ( potevo ) che apre e chiude, non solo il racconto ma anche credo, il significato complessivo, nella valenza del voler dire di una conclusione inconclusa. Considerando l'argomento e lo spazio a disposizione per esprimerlo, lo ritengo molto riuscito nel modo in cui con periodi brevi e mai indecisi delinei lo spazio e la vicenda emotiva nella sua cruda evidenza. Alla via così.Segnala il commento

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Franco 58 ha votato il racconto

Esordiente

La nostra sfera erotico/sessuale si costruisce attraverso le nostre relazioni, innestandosi sul nostro vissuto affettivo familiare, e spesso il limite tra piacere e dolore, tra consenso e imposizione si fa labile, sconfinando in un territorio altro, dove l'affermazione del sé prende il sopravvento sulla reciproca condivisione, come dimostra bene il tuo racconto. Il dolore si fa piacere, la sottomissione diventa amore, quando non abbiamo più altro, e lo preferiamo alla solitudine, tutto sommato, che non sappiamo gestire, perché non ci conosciamo, e ci affidiamo all'apparenza e alla superficie... delle sensazioni. L'ambiguità c'è, e anche un certo piacere, nel dimostrarla, come se fosse necessaria e ineluttabile, e questo è pericoloso, anche se appartiene alla libertà della scrittura, affrontare Anche se stessa, e tutto ciò che le parole possono evocare. Segnala il commento

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Francesca Lodoli ha votato il racconto

Esordiente

Ho letto soltanto oggi questo racconto e i commenti (alcuni dei quali sono stati modificati). Ho interpellato l'autrice per cercare di dirimere il dubbio che sorge nel lettore leggendo il racconto: stupro o rapporto consensuale? L'autrice mi ha risposto: "Lei non viene stuprata, è consenziente. Spiacente di non essere stata capita. Ma può succedere". Per me il vulnus di: "L'ultimo caffè" è l'ambiguità su questo punto importantissimo (ancora oggi gli avvocati difensori degli stupratori citano il brocardo latino: "Vis grata puellae" per difendere i loro assistiti). E l'ambiguità c'è, perché il rapporto sessuale descritto non è un rapporto sado-masochista. Segnala il commento

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[K] ha votato il racconto

Esordiente

Mi è piaciuto tantissimo. A mio parere, sei riuscita ad unire molto bene erotismo e atmosfera psicologica. Per dirla più semplicemente: io leggendoti sono andato oltre la descrizione dell'atto sessuale, è quasi scomparso per fare spazio ad una dimensione più ampia. Non so spiegarmi meglio e scusa la pappardella. Ciao!Segnala il commento

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Silvia Lenzini ha votato il racconto

Scrittore

La penna la tieni bene, se così si può dire (che poi, è sempre la tastiera), però ha ragione Amid, è un messaggio pericoloso. E qui non c'entra la sovrapposizione tra autore e protagonista, la solita storia che non si risolverà mai. Non ho pensato neanche per un attimo che ci fosse identificazione, ma non importa: il messaggio è pericoloso a prescindere. Segnala il commento

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Amid Solo ha votato il racconto

Esordiente

Lei scopre che le piace la brutalità, tutto qua, che ne parli col suo tipo. Scrivi bene ma il tuo è un messaggio pericoloso in questi tempi. Per il sadomaso devono essere consenziente entrambi invece qua lui è arrabbiato. Non contarlo come un voto, non mi è piaciuto. Sorry Segnala il commento

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Laria982 ha votato il racconto

Esordiente

Un racconto breve non permette di dilungarsi molto, e forse non era l'intento del tuo brano... Trovo che sia ben fatto, sottolinea la brevità con cui determinate emozioni possono esprimersi e variare. E non è ipocrita. Il fatto che lei provi dolore non vuol dire che non possa trarne piacere. Per me è si. :) P.S. Mi aspetto critiche costruttive e commenti anch'io. :)) Segnala il commento

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Federico D. Fellini ha votato il racconto

Scrittore
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Il Verte ha votato il racconto

Scrittore

Non lo trovo erotico, che peraltro trovo molto complesso, ma neanche porno, e nemmeno intrigante o velatamente sexy. Mi arriva come una scena costruita per uno spot. Forse dovevi lasciare a casa la troppa educazione e osare di più , in un senso o nell'altro. Sangue, sudore e passione. Però sei un ottima penna. Segnala il commento

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Fab McCraw ha votato il racconto

Esordiente

Magari tornerà.... Ben scritto, complimenti!Segnala il commento

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Paolo Fiorito ha votato il racconto

Scrittore

Sei bravissima nel descrivere il difficile intreccio psicologico e il cambiamento che avviene nella protagonista. Le varie fasi della storia sono ben distribuite e chiaramente illustrate. Ecco, forse é proprio qui un piccolo neo: le parti più "calde" non sono abbastanza vissute. Forse una descrizione troppo distaccata e un registro linguistico troppo corretto fanno intravedere lo scrittore che racconta i fatti invece che farli vivere ai personaggi e non trasmettono quell'erotismo che ci si aspetta da un racconto erotico. Ma questa é solo una mia opinabile opinione. Segnala il commento

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Cosmo ha votato il racconto

Esordiente
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Paolo Sbolgi ha votato il racconto

Scrittore

Non ho niente contro il genere erotico, ma non mi appassiona. Temo piuttosto gli aspetti commerciali che il genere richiama. Lo stile è buono, incalzante, ma sui contenuti, be', nutro delle perplessità, le stesse espresse da Adriana. C'è da dire che il contenuto, il punto di vista del personaggio, non debba per forza corrispondere a quello dell'autore, può esserci distacco tra scrittore e personaggio, o anche avversione verso il personaggio, senza che per questo il narratore debba fornire spiegazioni o fare pesanti intrusioni. Ma questo è un argomento che coinvolge l'intera letteratura... Segnala il commento

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Coscienza fantasma ha votato il racconto

Esordiente

Bentornata nella nostra piccola comunità di recupero e grazie per aver condiviso con noi... certo una o due sedute non possono risolverti come scrittrice ma la guarigione è un processo lungo ma non è affatto vero che deve essere doloroso, può anche essere divertente a volte esilarante, basta non prendersi troppo sul serio, essere più indulgenti con noi stessi e con gli altri. Tra di noi troverai giudizi sommari, iperbole di complimenti, indifferenza, insufficienze, incontinenza... la mia visto l'eta... non farti condizionare da niente e nessuno, "non scrivere mai per stupire il lettore, stupisciti di quello che scrivi". un abbraccioSegnala il commento

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Gef Coco ha votato il racconto

Esordiente
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Stefania Matarese ha votato il racconto

Esordiente
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Ondina ha votato il racconto

Esordiente

Racconti bene alcuni aspetti contraddittori e nascosti che si infiltrano nelle dinamiche di certe coppie che si lasciano. Non lo trovo erotico, anzi c’è una violenza e una sottomissione partecipativa che rivela due personalità disturbate. Segnala il commento

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Adriana Giotti ha votato il racconto

Esordiente

Per tranquillizzare l'autrice, che temeva che il mio commento potesse influenzare gli altri utenti, l'ho ritirato. Come si evince dai commenti al brano, non esercito alcun influsso sull'obiettività e la capacità di giudizio altrui. Quindi ribadisco ciò che avevo scritto: non c'è nulla di erotico in un racconto in cui una donna violata sostiene "stavo godendo così tanto". Segnala il commento

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Barbara ha votato il racconto

Esordiente
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Urbano Briganti ha votato il racconto

Esordiente
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Tella ha votato il racconto

Scrittore
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DONATO ROSSO ha votato il racconto

Esordiente
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giabread ha votato il racconto

Esordiente
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Niccolò Meoni ha votato il racconto

Esordiente

Voglio aggiungere un commento. Qui c'è uno stupro? Sì. Ci sono due persone disturbate? Sì. C'è un messaggio? No. C'è quello che c'è scritto, punto. E cioè un gran racconto. Aggiungo solo che a me è bastato leggere due tuoi racconti per concludere che scrivi fo****amente bene.Segnala il commento

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Etis ha votato il racconto

Scrittore
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mariomonfrecola ha votato il racconto

Esordiente

un racconto decisamente più spietato rispetto all'esordio (la leggera storia del limone coraggioso) che dimostra come puoi cambiare genere con disinvoltura. Dobbiamo ancora conoscerti, due racconti sono nulla per capire, non c'è dubbio. Io non amo il genere erotico, dunque questo giudizio risente del mio personale astio verso queste trame. Nel tuo caso, ho apprezzato il ritmo del racconto, la psicologia uomo/donna ma poi - come sempre - ho difficoltà nel comprendere come l'amore possa (spesso) sfociare nella violenza (fisica o morale)Segnala il commento

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carlomariavadim ha votato il racconto

Esordiente

La frase di apertura del racconto (Lui non c’era più, ma non potevo fingere che mi importasse), è ambigua. A questa ambiguità si aggiunge l’ultima frase del racconto che sembra smentire la prima. E alla fine mi ritrovo a chiedermi: ma di questo Andrea ti importa o non ti importa?Segnala il commento

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Davide Marchese ha votato il racconto

Scrittore
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Messina Giuseppe ha votato il racconto

Esordiente
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Lorenzo V ha votato il racconto

Scrittore
Editor

Avrei tolto qualche passaggio, un aggettivo o due sono di troppo in alcune parti, ma scorre bene, e ha caratterizzazioni psicologiche difficili da rendere nella brevità. ;)Segnala il commento

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mariorima ha votato il racconto

Esordiente
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di Naoomi

Esordiente