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Storico

La Ciurma

Di Federico D. Fellini - Scritto da Esordiente
Pubblicato il 26/11/2019

The Sportsmen (1931). Il racconto andrebbe assegnato al genere ecfrastico (ammesso e non concesso che la distinzione in generi abbia senso), che però non rientra nella misteriosa tassonomia attraverso cui La Scuola, nel suo oscuro scrutare, articola la Letteratura (ovvero la Vita, Proust docet).

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Il Maestro indicò agli altri avventori un gruppo di persone impegnate in una passeggiata nordica sulla spiaggia.

Il team di sportivi era comparso nel fascio di luce formato dai lampioncini accesi lungo il vialetto che portava dal litorale all’entrata della Fortezza Bastiani – fotogrammi che scorrevano dietro alla lente della grande vetrata delimitante la zona bar. Indossavano tute a losanghe gialle, verdi, rosse, bianche, con un design che stava tra il folklore russo e il teorema di Pitagora; una maschera di recinzione da spadaccino, anch’essa colorata, nascondeva la faccia di alcuni di loro. Le donne portavano ai piedi sneaker argentate, in vinile nero, rosse, con le borchie, in satin verde, addirittura con un tacco di gomma o con la fibbia laterale in Swarovski, firmate da Roger Vivier; gli uomini, le driving shoes in neoprene – dai mille colori e ricoperte di loghi – della serie Happy Moments di Tod’s. Tutti impugnavano bastoncini argentei che baluginavano a ritmo di marcia.

Il Maestro non riuscì a trattenere un moto di insofferenza. «Ne vedete i volti scoperti? Alcuni ebeti, altri storditi, taluni silenti e molti bercianti, con le stimmate della disperazione o un sorriso ebete stampato in faccia. Fra loro distinguo un nano barbuto, un tizio allampanato dall’aria malata, una grottesca tardona, una bionda giuliva e svampita dagli occhi cerulei: forme di esistenza mancata nel mondo, catastrofi somatiche, tutte degne della matita di un Sambonet e di cure alla Basaglia».

«Io vedo

facce malate di scabbia,

labbra tremanti di rabbia,

espressioni piene di stupidità

e di delirante banalità,

corpi d’ubriachezza traballante

e di furore baccante,

uomini con mani armate

di coltella disastrate,

o di corde da strozzare,

e di sacchi vuoti per rubare.

Nel mezzo della turba 

una vecchia che disturba

orrida, storpia, degenerata

e dai lunghi denti, mascherata»

verseggiò il JubJub. Era il modo con cui comunicava. Solo se raccontava una storia (peraltro sempre priva di senso, secondo il Capitano), non usava rime o forme poetiche complesse; come Billy Bud, un marinaio balbuziente che non aveva difetti di pronuncia quando cantava.

«That blu eyes bambòza… quella ragazza con gli occhi blu… is not bad, she has a certain frànzes charm… un fascino francese, cam dit voialter, come dite voialtri» sibilò il Custode, con un filo di bava alla bocca.

«Chioma biondo platino, ombretto pastello, ciglia lunghe quanto i bracci meccanici del robot che al Cafè X di San Francisco serve caffè e cappuccini, occhi glaciali, rossetto e smalto rosa confetto, incarnato di pura razza ariana, senza rughe o imperfezioni, corpo da fare invidia a Margot Robbie…» registrò il Piccolo Ed. «Io quella devo averla già incontrata».

«Naturalmente! Brilla nel firmamento dei social network più della Stella Polare nel cerchio celeste della Luna. È una delle due gemelle Beauchamp, Helen: è di origine rumena, ma ha sempre vissuto in Grecia, viene da Sparta» lo informò il Capitano.

«Giusto! Sono così abituato a vederla in digitale che dal vivo non la avevo riconosciuta».

«Ma chi sono quegli altri speranzosi disperati?» chiese il Pescivendolo.

«È la nuova Ciurma della mia nave che si tiene in forma. Sta completando l’addestramento». Il Capitano era alquanto risentito per lo scarso apprezzamento riscosso dai Pirati ai suoi ordini: Usop, il cecchino pavido e bugiardo; Sanji, il cuoco con un debole per le donne; TonyTony Chopper, il medico affetto da CWD (malattia degenerativa nota anche come sindrome della renna pazza)... la peggiore feccia della marineria ariminense, da lui reclutata  alla maniera un po’ old fashion ma sempre efficace della tradizione corsara. Setacciava le bettole più sordide di Ariminum (l’Ammiraglio Benbow, il Barrumba, All’insegna del Cannocchiale, il Globe, il Finnegans) e, ovvio, tutti gli Starbucks della città. Sedeva a un tavolo da cui poteva osservare con agio l’interno del locale. Individuato un soggetto in cerca d’occupazione, gli offriva da bere fino allo sfinimento. Un minuto prima di stramazzare a terra, il malcapitato si trovava una penna in mano con cui firmava un contratto biennale d'imbarco sulla nave del Capitano – strettamente vincolante, alla presenza di testimoni prezzolati. Al risveglio, svaniti i fumi dell'alcol, i neoassunti erano in genere piuttosto irritati – qualcuno aveva anche tentato di uccidere il nuovo capo a mani nude – ma presto si adattavano. Giungevano ad amare il loro carceriere in una specie di sindrome di Stoccolma, anche se covavano una rabbia che non di rado sfociava in risse e litigi furibondi sulla tolda della nave.


Il Maestro non tenne conto di quella delicata sensibilità. «Sembra una versione zombie del Quarto Stato, il capolavoro di Pellizza da Volpedo. Persone che avanzano in stile scandinavo dalla luce gloriosa del duro lavoro dell’epoca moderna verso l’oscurità della perpetua vacanza postindustriale. Non più falce e martello, ma bastoncini telescopici per tutti. C’è qualcuno nella testa di quei tizi, ma non loro». 

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Roberta ha votato il racconto

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Laura Chiapuzzi ha votato il racconto

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Paolo Sbolgi ha votato il racconto

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Violeta ha votato il racconto

Esordiente
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esteban espiga ha votato il racconto

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Editor

sul fatto che tu sia pazzo credo non ci siano più dubbi. hai costruito un tuo universo: un ologramma bislacco dentro un forziere da pirati.Segnala il commento

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Barbara ha votato il racconto

Esordiente
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Anonimo ha votato il racconto

Esordiente
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Grissinotunatuna ha votato il racconto

Esordiente

E Roronoa Zoro? Spero ci sia anche lui ;-)Segnala il commento

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Anonimo ha votato il racconto

Scrittore

Quasi ineccepibileSegnala il commento

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palu ha votato il racconto

Esordiente

Continuo a confidare che, prima o poi, tra le roboanti descrizioni qualcuno oltre a presentarsi agirà. L'ultima puntata, almeno un malore...Segnala il commento

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Graograman ha votato il racconto

Scrittore

Lo stile al solito è impeccabile. Il soggetto ancora indecifrabile, ed io ho bisogno di una storia. Limite mio.Segnala il commento

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Alesunndro ha votato il racconto

Esordiente
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Marco Verteramo ha votato il racconto

Scrittore

Apprezzato.Segnala il commento

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Franco 58 ha votato il racconto

Esordiente

Sovrapposizionante, ipercitazionista, onniconclusivo, mordiefuggitivo, ma non ecfrastico: Quale sarebbe, "l'originale" da eguaglare....!?Segnala il commento

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Davide Marchese ha votato il racconto

Scrittore

Un giorno riceverai la cittadinanza onoraria direttamente dal sindaco del tuo mondo. Spero di essere fra il pubblico!Segnala il commento

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Ezio Falcomer ha votato il racconto

Scrittore

Molto bello. Stilisticamente raffinato.Segnala il commento

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Lorenzo V ha votato il racconto

Scrittore
Editor

L'ho trovato un po' difficile, ma mi piace che tu ti stia creando il tuo "universo". Bell'elenco. Però "ecfrastico" un po' troppo specificoSegnala il commento

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di Federico D. Fellini

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