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Poesia

La conta delle estati

Pubblicato il 17/06/2021

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Pensa se ti schiantavi

le gambe non reggevano

ci volevo arrivare fino al Serio

la conta delle estati supera gli anni

dice che vanno in giro a prender le bici

dice che tagliano le catene

(tu non la vuoi la libertà)



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Ondine ha votato il racconto

Esordiente

Chissà perché quando leggo una tua poesia non la capisco del tutto ma in qualche modo mi arriva una storia in parallelo. Forse scrivi con il pennelloSegnala il commento

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giumer1972 ha votato il racconto

Esordiente
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Giampiero Pancini ha votato il racconto

Scrittore

Sento ma non capisco. Ma forse va bene anche così, perché qualcosa arrivaSegnala il commento

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Ezio Falcomer ha votato il racconto

Scrittore
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Anonimo ha votato il racconto

Esordiente

c'è una "totalità in miniatura", una oralità di ritorno, una modalità di rievocare per essere parte. un microeroismo senza ambizione che si fa epica del frammento. avverte il reale. lo ama.Segnala il commento

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Messina Giuseppe ha votato il racconto

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Loretta 68 ha votato il racconto

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blu ha votato il racconto

Esordiente

pure io ho pensato ad Ibrahim … il Serio è qui fuori Segnala il commento

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Annacod ha votato il racconto

Esordiente
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Roberta ha votato il racconto

Scrittore

mi pare una riflessione (uno stimolo alla riflessione - una pennellata nervosa) su libertà, giovinezza, amicizia. io mi sono fatta questo film: c'è uno che non ha ancora compiuto 18anni ma che sta vivendo la sua 18esima estate che va in giro con gli amici a rubare biciclette per raggiungere il Serio. i corsivi incorniciano il testo come una voce (una riflessione - una preoccupazione) fuori campo e la parentesi è come un dubitare. --- ah ecco, adesso, dopo aver letto il commento del Verte, sono andata a cercare una qualche notizia, ecco... adesso ha una forma, una forza, va giù giù...Segnala il commento

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Adriana Giotti ha votato il racconto

Scrittore

Mi è venuto in mente il commento di Ezio a "Tramontana" ("Una quadro impressionistico all'insegna dell'elemento aria. Il primo verso con anacoluto forte a significare l'elezione, la liberazione. Tutto trasuda bisogno di libertà, riscatto, luce"). Credo che il verso finale dimostri quanto le contraddizioni umane abbiano il sopravvento sulle nostre scelte. Io la leggo come un atto di sfida, ma probabilmente ho torto.Segnala il commento

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Silvia Lenzini ha votato il racconto

Scrittore

Mi dispiace, non riesco proprio a raggiungerti, non capisco. Sento...dolore, rimpianto?Segnala il commento

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Tella ha votato il racconto

Scrittore
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Davide Marchese ha votato il racconto

Scrittore

Tanta resistenza mi ha invecchiato. Però non ha scalfito il mio desiderio di sentirmi libera d'andare non soltanto col pensiero. Andrò a fare un giro. Uscirò dalla trincea che mi avvelena per tornare a sentirmi all'aperto come a casa. E tu non sarai l'artefice della mia dipartita perché le catene io non le ho mai avute ai piedi... Cristina, la tua poesia mi ha commosso perché è semplice come i canti partigiani ed io sono il nipote di uno di quelli che quando si associava il nome di un fiume ai termini catene, libertà e bici... Complimenti!!!Segnala il commento

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Imago ha votato il racconto

Esordiente

Interessante…Segnala il commento

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Il Verte ha votato il racconto

Scrittore

Non so, il mio pensiero va a Ibrahim. Il fiume è molto pericoloso, ben più del mare. Le gambe in certi momenti non reggono, è vero, ma soprattutto la testa, offuscata dall'acqua, dai mulinelli e correnti, dal terrore sacrosanto che soffoca In ogni caso mi arriva molta pancia, e stomacoSegnala il commento

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di Christina Carol

Esordiente
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