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Non-fiction

La cornice non è vuota, ovvero Distanza di R. Carver

Pubblicato il 02/09/2019

Analisi del racconto di Carver intitolato Distanza e contenuto in "Di cosa parliamo quando parliamo d'amore". Di nuovo, qualsiasi commento, opinione o precisazione è ben accetto. Preciso che avrei voluto scrivere molto più ma, come tutti, mi devo attenere al limite di battute imposto:-)

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Leggere Rymond Carver significa vivere un’esperienza pressappoco voyeuristica; è come assistere a un litigio fra amici o a un omicidio, è spiare i vicini di casa mentre se le danno di santa ragione o fanno sesso. C’è chi definisce Carver minimalista, altri parlano di realismo, alcuni semplicemente trovano i suoi racconti inconcludenti, senza capo né coda. Il linguaggio poi - impreciso e colloquiale - porta alcuni lettori a dubitare circa la reale grandezza dello scrittore. Affari di corna, discussioni in cucina, risate davanti a waffle caldi.


Tutto qui?


Il racconto Distanza tratto dalla raccolta “Di cosa parliamo quando parliamo d’amore” (versione editata di “Principianti”) ci può dare una mano a comprendere.

Il racconto è strutturato su due differenti piani narrativi, vale a dire una cornice esterna nella quale si inserisce un ulteriore racconto. La short story è introdotta da un narratore extradiegetico in terza persona che costruisce la cornice e presenta i personaggi per poi, in un secondo momento, lasciare la parola a una voce di secondo grado intradiegetica.

La trama è presto detta. Una ragazza, durante le vacanze natalizie, va a far visita al padre stabilitosi a Milano e gli chiede di raccontare un episodio afferente a un passato non meglio precisato, una storia che possa illuminare una stagione della vita dell’uomo ormai trascorsa, cessata. L’uomo inizia a narrare un avvenimento accaduto anni prima e che si può riassumere brevemente. Il padre (ragazzo) e la madre (ragazza) sono una coppia di neosposi, benedetti da una bambina e animati dalle migliori intenzioni. Si amano follemente e sono mossi da quel peculiare entusiasmo che tende a caratterizzare l’innamoramento in giovane età. “Staremo sempre insieme. Noi siamo come le oche del Canada (…) quelle si sposano una volta sola” dice lui, grande appassionato di battute di caccia. Ed è proprio in occasione di una di queste che accade qualcosa che rischia di minare l’equilibrio della coppia. La bambina ha qualcosa che non va, non la smette di piangere, e la ragazza intima al marito di rinunciare al suo impegno. Il ragazzo, per tutta risposta, si veste indispettito ed esce di casa incurante della rabbia della moglie. Una volta giunto alla meta ha però un ripensamento e decide di tornare a casa dalla ragazza, nel frattempo addormentatasi sul divano assieme alla piccola che riposa serafica. Il giorno successivo la coppia si riappacifica con l’esplicita promessa di non litigare mai più.


L’episodio incorniciato si esaurisce così. “Devo riconoscere che non è un granché” commenta lo stesso narratore. E quindi? È mai possibile che la cornice del racconto sia in realtà desolatamente vuota essendo il dipinto talmente banale da apparire trascurabile?

Non esattamente. Nella closing section assistiamo a un ultimo scambio fugace di battute durante il quale la figlia domanda al padre cosa sia accaduto dopo. L’uomo afferma vagamente che le cose nella vita cambiano, che lo si voglia oppure no. Prima di uscire dalla casa - e quindi prima di congedarsi definitivamente dal lettore - il protagonista osserva fuori dalla finestra e ricorda la risata della moglie e i tempi ormai andati (in inglese gone, perduti) lasciando intendere che l’esperienza matrimoniale sia dunque acqua passata. Di nuovo, ci ritroviamo di fronte a un’impasse; che legame ci può essere fra una scaramuccia amorosa - peraltro dalla lieta conclusione - e un matrimonio finito anni dopo?


Lo stile di Carver ci viene in soccorso. Lo scrittore mostra uno stralcio di vita vissuta senza tuttavia spiegare nulla, fa vivere al lettore un evento sulla propria pelle, in primissima persona. Show, don’t tell, dicono gli inglesi e Carver li prende sul serio; l’autore scatta due fotografie scegliendo di utilizzare per l’una un teleobiettivo (imprimere il particolare) e per l’altra un grandangolo (catturare uno sguardo d’insieme), e infine le sovrappone. Il risultato lascia senza fiato. Il futile litigio fra i due sposi contiene - in nuce - la mortalità dell’amore, il principio della fine, il primo accenno di distacco (distanza) fra i due amanti. Sebbene non vi sia un reale crollo del legame notiamo che qualcosa di insolito affiora in superficie; un'incrinatura nella beatitudine, un puntino di corruzione - come direbbe Dostoevskij - un amaro sorso di disillusione. I ragazzi sviliscono la promessa d’amore generando un grumo di risentimento che attecchirà alle pareti del corpo amoroso e darà vita a invisibili cellule cancerose. La grandezza di Carver si nasconde precisamente in questo minuscolo interstizio - nell’abilità di diagnosticare precocemente una schisi tissutale che deturpa l’immagine amorosa - nella capacità di fotografare l’infinitamente piccolo e renderlo macroscopico, investendo un banale litigio con la forza dell’archetipo, ed elevando un episodio triviale a metafora di solitudine interiore che (usando le parole di De Silva) “non uccide ma fiacca l’entusiasmo, anche nella felicità.”

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Lucy Spinella ha votato il racconto

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Eromon ha votato il racconto

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SteCo15 ha votato il racconto

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Mi unisco al coro: mi hai fatto venir voglia di leggerlo. Proprio interessante! Brava!Segnala il commento

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Sem ha votato il racconto

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Brava e basta.Segnala il commento

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Paolo Sbolgi ha votato il racconto

Scrittore

Brava. Non conoscevo questo racconto di Carver, ora, dopo la tua recensione, dovrò leggerlo Segnala il commento

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Graograman ha votato il racconto

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A questo punto mi manca solo leggerlo!Segnala il commento

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Franco 58 ha votato il racconto

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Laura Chiapuzzi ha votato il racconto

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Conosco solo il Carver poeta, ma credo che l'esaustiva analisi che hai fatto di questo racconto superi in spessore il racconto stesso.Segnala il commento

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Violeta ha votato il racconto

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Brava!! Ci sono tanti altri racconti interessanti di Carver Segnala il commento

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Tella ha votato il racconto

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DONATO ROSSO ha votato il racconto

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Credo che leggerò Carver.Segnala il commento

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gionadiporto ha votato il racconto

Scrittore
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Jean per Jean ha votato il racconto

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Rosnikant ha votato il racconto

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Molto brava! Segnala il commento

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Davide Marchese ha votato il racconto

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Etis ha votato il racconto

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Lorenzo V ha votato il racconto

Scrittore

Dovrò cercarmelo :)Segnala il commento

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Andrea ha votato il racconto

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di Lisa M.

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