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ConcorsiIL TITOLO E ALTRI RACCONTI

La Donna senza Testa

Pubblicato il 03/06/2018

La Donna senza Testa è il racconto che dà il titolo alla mia raccolta di racconti - inediti. Si tratta di ventuno racconti scritti da me, Lila Ria (all’anagrafe: Ilaria Pamio), tra il 2007 e il 2017. I testi sono redatti prevalentemente in prima persona e raccontano la vita di provincia.

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LA DONNA SENZA TESTA

Accadde che Tania adoperasse troppa forza.

E crack!

Il suo (già) fragile collo si ruppe.

E il capo, ora viola e biondo, si (di)staccò. Scivolò, sul tappeto rosa del salone.

Profumo di shampoo al cocco ondeggiò nell'aria.

I fastidiosi pensieri ruzzolarono leggeri. Volteggiavano in una palla.

Spoglia dei bei ricordi. Di quelli tristi.

Svestita degli uomini che, talvolta -ancora-, facevano capolino. E quelli che da dieci anni non vedeva più.

Candida degli inutili pianti. Delle risate svampite.

Scarna di donne mai avute. Delle occasioni buttate.

Immacolata di appuntamenti dal dentista. Scadenze sul lavoro.

Nuda del giorno del suo compleanno. Natale e Pasqua. E la sua refrattaria memoria.

La rottura era netta.

Un “crack!” deciso. Di avambracci esperti nel lisciare capelli. Nolenti nel giorno dello shopping.

La donna poggiò le sottili mani ai bordi della seggiola. Si alzò.

Sottrasse la borsetta al ripiano della specchiera. L’affiancò alla clavicola destra.

Sorridente di una bocca strusciata a metà sul pavimento, s’incamminò.

Gli occhi spalancati sul tappeto osservavano curiosi. Vedeva il tutto in modo diverso da quella nuova prospettiva.

Lei non sapeva. Non li vedeva. Ignorava il loro aggrottare di ciglia dubbiose.

“eh già… questi giapponesi! Guarda che t’inventano” sussurravano credendola finta. Quelle betoniche pettegole avrebbero potuto altresì urlare.

Lei priva di orecchie non sentiva. Loro erano diventate lei: in quei sogni in cui spalancava la bocca e gridava, senza emettere suoni.

La donna senza testa ora procedeva sicura. Filava diritta, su quella fune che per anni l’aveva tradita.

Possedeva quell’equilibrio mai avuto. Era una piuma a galleggiare nel cielo.

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