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Narrativa

la favola del silenzio

Pubblicato il 20/10/2020

appunti scritti per fermare questa sensazione di fine imminente

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Da un giorno all'altro è tutto buio. Perfino la musica è nera e silenziosa. Ogni pensiero, immagine, ogni momento in cui resto ferma mi genera paura. Io non ho mai avuto paura. Non sono quel genere di persona. Ho fatto cose straordinarie. Anche cose mediocri. Ho fatto scelte sbagliate, ma il coraggio di scegliere non mi è mancato. Sto qui, passeggio in corridoio. Sono malata. Non so cosa mi succederà. Sono di passaggio in questo corridoio in questa stanza in questa vita. Sono di passaggio nelle vite delle persone che incontro e mi capita di lasciare qualche segno. E poi invece i segni svaniscono nel nulla, e divento un niente, un puntino in un disegno più grande. Solo che questo disegno non lo capisce nessuno. Da un giorno all'altro è tutto buio, dicevo. Una lunga storia d'amore d'improvviso svanita, puf. Non ne resta più traccia. Sono svuotata, senza contenuti. No, non sono nemmeno quel genere di persona. Sto qui e studio le emozioni che salgono fino agli occhi e mi fanno annegare. Non sono un naufrago, galleggio e l'onda sparisce in pochi secondi. Sono invece una combattente, non tollero piangere. Se mi pizzico a piangere mi prendo a pugni. Sono piena di lividi. Nessuno me li procura, me li procurano tutti. Tutto è buio, e silenzioso. Le parole si confondono in un vortice di zeri e mi suonano rotonde come pietre che rotolano, e sono rumori, tonfi, e non sono mai quello che voglio sentire. Forse perchè non voglio sentire niente. Nessuna parola mi è di conforto. Nessuna voce amica mi è di aiuto, sto in questo buio ad aspettare e non succede niente. Una storia d'amore è finita, un pezzo di me se ne è andato. Per sempre. Non tornerà più. Ed è simile a un lutto, ma di un lutto raramente siamo colpevoli. Un lutto non ci lascia soli, semplicemente ci adattiamo a una nuova forma di comunicazione. In questo caso è diverso. Qui è buio. Assenza. Silenzio. Laddove c'erano parole ricche di significati, che ero io a dargli, ora c'è il niente che si prende gli spazi che vuole e che io non voglio concedere, ma che ci vuoi fare? Così è la vita. Una storia d'amore è andata portando con sè anni di gesti, risate, parole, significati, nomignoli, rituali. Una storia d'amore è andata, e dall'altra parte ne è nata già un'altra. Sono stata sostituita. Il mio nome ora è solo uno dei tanti e non porta con se nessuna tenerezza, nessuna premura. Non esisto. Sono immersa nel buio e le ore passano. Sono malata. Il tempo passa, e cerco occupazione. Ogni tanto, c'è qualche minuto che fa più male degli altri. Ci sono minuti in cui tutto si ferma intorno a me, dentro di me, e sento un dolore e un senso di fine, di lutto, di morte. Tutto è buio e tutto viene divorato dal silenzio. La musica si abbassa, e non è più il conforto di sempre. In questo mondo che è saltato fuori dal nulla, questa dimensione tetra, silenziosa, tormentata, io non trovo il mio spazio, mi sento scomoda, a disagio, non c'è niente che mi dia sollievo. Mi muovo come un elefante smarrito in questo spazio soffocante e opprimente, e non ho nessuna grazia, nessuna delicatezza. Una storia d'amore se ne è andata, porta via con sè un enorme pezzo di me che non tornerà più, masticato dalle fauci ingorde della vita, digerito in un enorme stomaco bollente e sputato fuori per finire nell'etere, indifferente, perchè nessuno ne conserverà memoria. Non io, che sto dimenticando chi ero, quello che sono stata e quello che ho dato. Il mio regalo a questo amore svanito sarà dimenticare chi ero. Dimenticare me e lui, annientare il ricordo, sminuire e cancellare tutto, inghiottito dal buio, dal silenzio. Come Medea che uccide i suoi figli, io altrettanto vendicativa frantumo i ricordi. Risucchiati in questo buco nero, verranno sepolti nel silenzio, insieme a tutto quello a cui ho creduto per amore. Da un giorno all'altro non esisto più nella mia routine, è tutto stato spazzato via, tutto l'amore di pochi attimi fa è precipitato e non ha fatto nessun rumore. Non mi sento, non sento la mia voce, il mio cuore, il mio fiato spezzato. Non sento niente di me. Dimentico tutto. Tutto è buio, tutto è una favola di silenzio. 

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Isabella☆ ha votato il racconto

Esordiente
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Ellan ha votato il racconto

Esordiente

Bello il flusso di pensieri su un dolore e un lutto. Forse taglierei qualche ripetizione che fa perdere l'interesse del lettore ma un bel racconto comunque. Brava. Segnala il commento

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Violeta ha votato il racconto

Esordiente
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blu ha votato il racconto

Esordiente
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Maurizio Ferriteno ha votato il racconto

Scrittore
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Franco 58 ha votato il racconto

Esordiente

Concordo con Silvia e Adriana, aggiungendo che il tuo racconto esprime benissimo il disagio e il dolore di cui si fa portavoce, nonostante alcune lungaggini e ripetizioni, che ne rallentano la lettura.Segnala il commento

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Adriana Giotti ha votato il racconto

Scrittore

Concordo con Silvia, troppe ripetizioni rendono lenta la narrazione e poco credibile il narratore. Mi piace il tuo esordio da "Donna che non deve chiedere...mai". La fine di un amore può essere l'inizio di qualcosa di meglio. Benvenuta in TypeeSegnala il commento

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Silvia Lenzini ha votato il racconto

Scrittore

Brava. E' raro che un flusso di pensieri mi piaccia così tanto, soprattutto se il soggetto non è, come in questo caso, dei più originali. Mi piace il tuo stile, la scelta delle parole, il ritmo. Forse potresti rivedere i due ultimi paragrafi, dove i concetti sono un po' ripetuti. Benvenuta!Segnala il commento

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Sofia Nebez ha votato il racconto

Esordiente
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Barbara ha votato il racconto

Esordiente
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Urbano Briganti ha votato il racconto

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di ifinoe

Esordiente
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