Small cover.png?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccountZoom cover

Narrativa

La Fila F

Pubblicato il 12/04/2019

La descrizione di qualcosa che c'era

29 Visualizzazioni
12 Voti

Succede che Anna, dopo tanto tempo, me lo chiede: Ti va di andare al cinema? E succede che io, con la bocca ancora piena, sputacchio la cena mentre le rispondo: Certo, tesoro, volentieri.

Così mezz’ora dopo io e Anna siamo in macchina diretti al multisala che non è lontano da casa nostra, ma che per mesi ci è sembrato distante anni luce.

«Mi piacerebbe vedere quel film con Coso, come si chiama?»

«Chi?»

«Massì, quello famoso…»

«Tesoro, ce ne sono un mucchio di attori famosi».

Cade il silenzio. Anche il motore della macchina si spegne. Anna appoggia la fronte al finestrino e i capelli neri si fondono con il cappotto scuro, quello che le piace tanto ma che a me è sempre sembrato da funerale. Quando il semaforo diventa verde, dice: «Bradley Cooper, ecco come si chiama», poi torna a guardare dritto davanti a sé in attesa che le macchine davanti a noi si muovano.

Io schiaccio il piede sull’acceleratore, poi svolto a sinistra e parcheggio fuori, lungo la via del multisala, perché so che Anna non sopporta l’odore di smog che si respira nei posteggi sotterranei.

«Scommetto che prendi i pop corn».

Le sorrido mentre guardo la sua figura levitare grazie alla scala mobile.

«Non penso» risponde, sorridendomi a sua volta, e per un attimo riconosco in quel leggero movimento di labbra la stessa dolcezza di qualche tempo fa. «O magari sì, vediamo come mi gira dopo». Ridiamo, perché entrambi sappiamo che li prenderà. L’ha sempre fatto, nelle nostre serate al cinema.

Quindici minuti dopo siamo al centro della sala, in due poltrone che non ricordavo così scomode. Non abbiamo neanche guardato il numero, ci siamo seduti e basta. È la fila, quella che conta. Quella da cui pensi di vedere meglio lo schermo. E per noi è sempre stata la F. Non c’è stata volta che abbiamo anche solo pensato di farcene dare un’altra. Perché a me e Anna piaceva quella, la F. Perché pensavamo di vederci bene entrambi, da lì.

«Speriamo non facciano troppa pubblicità».

Anna si è inforcata i suoi occhiali da vista, e mastica un chewing-gum alla fragola che ha comprato alla macchinetta automatica nel corridoio che porta alle sale. Tiene le mani infilate tra le cosce strette e ogni tanto agguanta la Coca Cola Light che abbiamo lasciato nel porta-bibite, in mezzo a noi.

«Ma sei proprio sicura di non volere i pop corn?» le chiedo, di tutta risposta. «Vado a prenderteli, se vuoi».

«No, sono a posto così, grazie» dice, mentre le sue labbra si increspano ancora in un sorriso che sembra la brutta copia di quello di prima sulle scale mobili. «Poi magari tra poco inizia, lascia stare».

Io mi limito dirle un Ok che suona un filino troppo risentito, ma che lei finge di non sentire, o forse davvero non sente. Ha gli occhi puntati allo schermo, dove le pubblicità si susseguono in una carrellata di negozi, ristoranti, prodotti del multisala. Le luci sono ancora forti, così ho modo di studiare il profilo di Anna, il modo in cui serra la mandibola, i piccoli sbuffi che le escono dalla bocca quando si rende conto che il film è ancora lontano dall’iniziare. Poi i muscoli del collo che si tendono, quando sente le risatine che la spingono a girare appena la testa, a scoprire la giovane coppia appena entrata in sala.

E solo a quel punto li vedo.

Li vedo, quei due suoi occhi, che guardano lui, poi lei, poi il modo in cui si tengono per mano mentre fanno le scale con incertezza, cercando di individuare la fila giusta, il posto assegnato. Li vedo, gli occhi di Anna che rimbalzano tra lo schermo e i loro visi, che si incontrano e si fondono nei baci di lui a lei, di lei a lui, in quella danza sdolcinata in cui ci siamo sempre dondolati anche noi. Quando Anna diceva che non sapeva se avrebbe preso i pop corn, ma finiva sempre che li prendeva.

«Eccola, è qui» sentiamo dire lui.

«Ma sei sicuro che sia questa?» chiede lei, allungando il collo sui biglietti che lui ha tirato fuori dalla tasca.

«C’è scritto qua» le risponde, indicando un punto sul pezzetto di carta bianca. «Fila F».

«Giusto, è questa» fa lei.

Si siedono di fronte a noi solo dopo una camminata zoppicante, nell'inciampare tra le gambe di chi, impeccabile, era già nella fila giusta da un pezzo. 

Logo
4136 battute
Condividi

Ti è piaciuto questo racconto? Registrati e votalo!

Vota il racconto
Totale dei voti dei lettori (12 voti)
Esordiente
10
Scrittore
2
Autore
0
Scuola
0
Belleville
0

Commenti degli utenti

Picture?width=200&height=200&s=200&d=mm

Maurizio Ferriteno ha votato il racconto

Esordiente
Large forrestgump.png?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Jean per Jean ha votato il racconto

Scrittore
Large 15538988180051355796347.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Giata ha votato il racconto

Esordiente
Large 1556961005612516394346.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

ANNA STASIA ha votato il racconto

Esordiente
Large img 2435.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Barbara ha votato il racconto

Esordiente
Large 8star.png?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Zeta Reader ha votato il racconto

Scrittore
Large behemoth  the master and margarita .jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Lisa M. ha votato il racconto

Esordiente
Large garry stretch of circus of horrors .jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Lorenzo V ha votato il racconto

Scrittore
Large img 1431.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Paolo Sbolgi ha votato il racconto

Scrittore

Scorrevole, buono l'incipit. Mi piace il non detto intorno alla coppia nel finaleSegnala il commento

Large default

Etis ha votato il racconto

Scrittore
Large default

Tella ha votato il racconto

Esordiente
Large fb img 1455357798620.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Hollyy ha votato il racconto

Esordiente
Large 10400346 10208437826644316 5801239092473813296 n.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

di Valentina Digiuni

Esordiente