Small cover.png?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccountZoom cover

Avventura

La foto

Pubblicato il 30/03/2021

L'abilità di un fotografo sta anche nel cogliere l'attimo propizio per fare la foto giusta.

93 Visualizzazioni
31 Voti

Le cose sono andate più o meno così.

C’era questa ragazza su di un terrazzo dell’Hotel. Appoggiata al parapetto, non sembrava seguire il movimento, lento e scostante, del poco traffico che si muoveva lungo la strada sottostante.

Il giovane era lì, seduto su una panchina del piccolo parco di fronte al lussuoso albergo, e si guardava intorno alla ricerca di qualcosa di interessante da fotografare. Giocherellava con la ghiera dei diaframmi, impostava differenti tempi di posa, inquadrava, ma sembrava non essere mai soddisfatto.

Volgendo lo sguardo a destra e sinistra, in alto e in basso, finì per incappare nella figura assorta della ragazza affacciata da quel terrazzo dell’Hotel Museum.

La figura esile di lei, così immobile e definita nel contesto grigio e geometrico dell’edificio, lo attrasse.

L’immagine aveva una sua bellezza. La serie di terrazze, vuote e anonime, costituiva un’infinita cornice intorno alla giovane. Lei, una piccola macchia rossa. Come un petalo di rosa sul fianco di un pachiderma.

Innescò lo zoom al corpo macchina e creò l’inquadratura. Prima colse una panoramica completa della facciata con, in risalto, la screziatura rossa costituita dalla ragazza. Poi, incuriosito, puntò il teleobiettivo su di lei. Il maglioncino che indossava lasciava intuire delle forme acerbe; il viso tradiva noia; lo sguardo denunciava una mente persa altrove.

Il giovane scattò in sequenza, cogliendo anche il movimento dei capelli leggeri di lei mossi da una lieve brezza serale.

Nell’ultima foto cercò i suoi occhi. Ora sembravano fissare l’obiettivo. Poi, nella luce che andava svanendo, decise che poteva bastare. Era ora di rincasare e si apprestò a smontare lo zoom dal corpo macchina, riponendo tutta l’attrezzatura nella capiente borsa.

Ancora prima della mano di lei, avvertì un profumo di fresco. Gelsomino? Si chiese. E quando si voltò si ritrovò a fissare gli stessi occhi che aveva fotografato poco prima. Ora, però, lo sguardo era duro. La ragazza non disse una parola. I capelli stavano ancora assecondando gli sbuffi intermittenti di uno Scirocco leggero e una mano aperta era tesa sotto la faccia di lui a chiara richiesta di qualcosa.

Il giovane non fece in tempo a fare due più due che un’altra mano, ben più pesante e meno elegante di quella della ragazza, lo strinse all’altezza della spalla facendolo piegare dal dolore. C’era attaccato un energumeno comparso dal nulla e seguito da altri due che si affrettarono ad afferrare la ragazza e, guardandosi attorno con preoccupazione, la riportarono rapidi all’interno dell’hotel.

Anche il ragazzo, sotto la stretta del primo uomo, fu costretto a seguirli nello stabile. Poi in un ascensore fino al terzo piano, lungo i corridoi e, infine, si ritrovò lanciato a sedere su una piccola poltrona all’interno di una camera.

In mezzo al letto si era acciambellata la ragazza, il viso imbronciato, lo stava fissando con astio. Intorno a loro un gran movimento.

Lui non si era nemmeno reso conto di quando qualcuno di quegli uomini gli aveva sfilato il borsone con dentro l’apparecchiatura fotografica. Li vide sparire nel locale adiacente alla stanza da letto e li sentì parlottare in una lingua a lui sconosciuta. Capì che stavano armeggiando con la fotocamera.

Cercò di riprendersi dalla sorpresa di ritrovarsi in quella stanza. Osservò l’arredamento elegante, constatando la comodità della poltroncina di velluto ocra sulla quale era seduto. Insieme a una sua gemella e a un piccolo sofà, creava all’interno della stanza una sorta di salottino. Le pareti, tappezzate di una stoffa verde salvia, erano arricchite da stampe fin de siècle. L’unica cosa che stonava per disordine, era il letto dove stava la ragazza: lenzuola buttate all’indietro e cuscini ammassati uno sull’altro. Nella testa del giovane si confermava l’impressione avuta in precedenza: noia e insofferenza. Pensò che forse era stanca di rimanere lì dentro. Da quanto tempo sarà qui? Si chiese.

Non ebbe il tempo di ipotizzare una risposta che una donna si sedette nella poltroncina di fronte a lui. Capelli castani trattenuti in uno chignon stretto sulla nuca, figura slanciata, dimostrava una quarantina d’anni. L’aspetto algido, distaccato e l’abbigliamento sobrio, non ne oscuravano di certo il fascino.

Rimasero a fissarsi per qualche secondo.

La donna sembrava serena e sicura di sé, con le braccia distese lungo i braccioli di legno che le mani stringevano delicatamente.

“Sono qui per spiegarle.” Disse lei.

Lui rimase in attesa.

“Questa gente non parla la sua lingua.” Disse la donna con un particolare accento straniero.

Il viso era marcato nelle linee di contorno e nel disegno di occhi e bocca. Al primo sguardo appariva duro e spigoloso, ma al ragazzo sembrò di scorgere un accenno di sorriso. Forse era solo di circostanza e cortesia, ma ne rimase affascinato.

La donna si volse a guardare la ragazza sul letto. Se ne stava seduta con la schiena appoggiata alla testiera e guardava oltre le tende, fuori dalla finestra, nella luce sempre più tenue di fine giornata. Tutta un’altra bellezza, pensò lui, attratto dall’espressione acerba e corrucciata della giovane. I capelli biondo cenere le ricadevano disordinati sulle spalle e la fronte era nascosta da una frangetta spettinata.

“Sa chi è?” Chiese la donna rimanendo con lo sguardo fisso sulla ragazza.

“No.” Rispose. Lei si volse a guardarlo e accennò nuovamente il sorriso intravisto prima. Fece un leggero movimento del capo come a considerare positivamente la risposta e non disse una parola.

“E non me lo dice?” Chiese lui.

“Non ce n’è bisogno.” E ancora fece un mezzo sorriso come a voler intendere che non voleva essere scortese. Poi riprese: “E’ una persona che è meglio non fotografare, che non dovrebbe essere qui e che lei dimenticherà di aver visto. Qualcuno potrebbe approfittare della sua presenza in modo, diciamo, sconveniente. E questo è quanto posso dirle.”

Uno dei tre uomini gli restituì la macchina fotografica mentre un altro consegnò alla donna delle schede.

“Bene. Queste le abbiamo ripulite dalle immagini della signorina. Gliele restituiamo affinché non perda gli altri suoi ricordi signor… Fröer.” Disse lei aprendo un documento che poi allungò al giovane insieme al resto.

“Come?” Si sorprese lui. E in quel momento il terzo elemento gli rese cellulare, portafoglio e documenti. Lui li prese e con stizza se li rimise in tasca.

“Senta…” Cercò di obiettare Fröer, ma la donna alzò una mano e frenò la sua rimostranza. Prese un lungo respiro e il giovane sbirciò la pienezza dei seni sotto la lana del dolcevita color senape, poi si concentrò sul rossetto bordeaux che ne disegnava le labbra. Lei le mosse appena, come se volesse dire qualcosa, poi rinunciò. Rifletté ancora qualche secondo, poi lo invitò a lasciare la stanza dimenticandosi quanto accaduto.

“Ma…” ritentò lui.

“Simon, due di questi signori la scorteranno con discrezione. Solo per sincerarsi che faccia quanto detto. Sappiamo chi è e dove trovarla.”

Ma Simon Fröer non sembrava avere voglia di andarsene. Sentiva lo sguardo della donna che lo fissava. Si voltò a guardare ancora la ragazza che, invece, sembrava ignorare tutto quanto le accadeva intorno.

“È molto bella!” Disse.

“Lo è.” Confermò la donna voltando lo sguardo alla giovane.

Simon sentì salire il battito del suo cuore all’altezza del collo, poi una leggera pressione alle tempie.

“È molto bella!” Ripeté.

La donna fece solo un leggero cenno con il capo, come a ribadire che era d’accordo e che non c’era altro da aggiungere.

“Lei, intendevo dire.” Sussurrò invece Simon Fröer, voltandosi a guardare negli occhi la donna. “Lei è molto bella.”

Questa volta il sorriso che si aprì sul volto di lei era sincero e inequivocabile. Il complimento le aveva fatto piacere.

“Grazie.” Rispose calma, inclinando il capo in un accenno di inchino. “Ora se vuole…”

“No, un momento.” La interruppe lui prendendo coraggio. “Potrei farle almeno una foto? Poi le lascio la scheda e la verrò a riprendere quando ve ne sarete andati. Me la può lasciare alla reception o…”

“Signor Fröer!” Lo interruppe lei, lo sguardo a chiedersi dove volesse andare a parare il giovane. “Per cortesia, le ho già spiegato che quella ragazza non…”

“Ma io non voglio fotografare lei, - disse Simon indicando la ragazza. – Ma lei, lei…” concluse rivolgendo le mani a palmi aperti verso la donna.

Restarono un altro minuto in silenzio. La donna, benché sorpresa, non mostrava impazienza. Desiderava solo che quell’intruso se ne andasse al più presto.

Le guardie del corpo sembravano parte dell’arredamento della camera, disposti in angoli diversi e assolutamente immobili nella classica posizione in cui ci si aspetterebbe di vederli.

Il giovane pensò che un’altra occasione non gli sarebbe certo capitata e volle rischiare: “Non so chi siete. Non conosco il suo nome. Mi lasci almeno un suo ricordo. La trovo davvero affascinante. Che problema ci può essere? L’ha detto prima che mi potete trovare quando volete. Deve solo assecondare un desiderio bizzarro di uno…”

“Signor Fröer, - lo interruppe ancora lei apparentemente contrariata per l’improvvisa loquacità del giovane. – Io non credo che…” Ma poi si zittì. Guardò negli occhi Simon e, dopo qualche attimo, i lineamenti del suo volto si distesero.

Fece uno strano sbuffo di rassegnazione mordendosi le labbra e disse: “D’accordo.”

Simon Fröer non se lo fece ripetere e non perse tempo. Rapido montò sul corpo macchina un obiettivo. Armeggiò con ghiere e pulsanti della fotocamera, si guardò un po’ intorno, muovendosi nella stanza e aprendo le tende per far entrare più luce. Poi chiese alla donna di fare un paio di movimenti col capo, si giri di qua, guardi di là, e si rese conto che l’attenzione delle tre guardie del corpo ora era concentrata sulla donna, come se la vedessero per la prima volta. Solo la ragazza continuava ad ignorare tutti restando impassibile a guardare oltre la finestra dal centro del letto.

Simon scattò due, tre volte, non di più. Non voleva abusare della concessione forzata della donna. Quindi smontò tutta l’attrezzatura e la ripose nella borsa che lasciò sul tavolino basso tra le poltrone e il sofà.

“Allora verrò a ritirare tutto fra qualche giorno? O forse sarete ancora qua?” Chiese restando in piedi di fronte alla donna.

“Le faremo sapere noi Simon. Lei stia tranquillo.”

“D’accordo. Ma mi prometta di non cancellare le foto che le ho fatto.”

“Promesso.” Sorrise chinando appena il capo.

“Bene, a questo punto non credo serva che i suoi “amici” si disturbino ad accompagnarmi. Resta tutto a voi…”

“Vero. È libero di andarsene.”

Il giovane attraversò la camera, ne uscì senza fretta e, quando fu in strada, allungò il passo nel modo più naturale possibile. Svoltò all’angolo con la prima traversa e, appena trovò un cestino dei rifiuti, vi lasciò cadere cellulare e portafogli con i documenti di Simon Fröer.

Di lì a poco un furgoncino della nettezza urbana si fermò all’altezza dello stesso cestino. L’uomo che scese dal retro del furgone prelevò, sigillandolo, il sacchetto dei rifiuti e lo sostituì con uno nuovo. Poi risalì sul mezzo che ripartì senza fretta. Però, stranamente, non si fermò al cestino successivo, e nemmeno a quello dopo ancora, e così lungo tutta la via. Proseguì fino a sparire in fondo alla strada.

Nella camera d’albergo la donna, appena rimasta sola con la ragazza che ora sembrava essersi appisolata, non resistette alla curiosità. Avvicinatasi alla borsa di Simon Fröer ne estrasse la macchina fotografica. Si sorprese di trovarla ancora accesa. Sullo schermo lampeggiava la scritta: “Dispositivo mobile disconnesso”.

La donna ebbe un attimo di perplessità poi, con un moto d’ansia, armeggiò freneticamente con l’apparecchio per estrarne la scheda digitale. Entrò come una furia nel locale annesso alla camera dove i tre energumeni la guardarono sedersi al computer.

Dopo qualche secondo, aperto l’unico file della scheda, si ritrovò davanti a una schermata luminosa e completamente bianca. Si lasciò scappare un’imprecazione a mezza voce, abbandonandosi allo schienale della sedia.

Qualcosa non quadrava.

Il ragazzo le aveva chiesto di fotografarla. Di fotografare lei! Sulla scheda non c’era nulla. Perché allora aveva anche insistito?

“Dispositivo non connesso”, provò a riflettere sull’avviso lampeggiante. Le sue foto erano state scaricate direttamente sul cellulare del giovane? Ma a che pro? Non era lei la persona di cui tenere segreta la presenza.

Tornò nella camera, frugò nel borsone ed estrasse qualche obiettivo. Cercò di ricordare quale il ragazzo avesse montato. Trovatolo lo guardò, lo prese in mano, rigirandolo, fino a che, muovendo inavvertitamente una ghiera, notò lateralmente una sorta di foro, una minuscola lente.

La donna montò sul corpo macchina l’obiettivo e guardò nel mirino inquadrando la poltroncina dov’era seduta poco prima, quando si sentiva lusingata dell’attenzione del fotografo.

Rimase di sasso quando, invece del velluto ocra della poltrona, si rese conto che nella fotocamera vedeva la ragazza che si stava risvegliando nel letto.

Logo
12949 battute
Condividi

Ti è piaciuto questo racconto? Registrati e votalo!

Vota il racconto
Totale dei voti dei lettori (31 voti)
Esordiente
22
Scrittore
8
Autore
0
Scuola
1
Belleville
0

Voti della scuola

Large default

Redazione ha votato il racconto

Scuola

Caro SteCo15, il tuo racconto è stato commentato da Giacomo Raccis per la rubrica "Il critico che legge". Guarda il video su BellevilleNews.Segnala il commento

Commenti degli utenti

Large img 20200403 200548.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Matilde di Folco Portinari ha votato il racconto

Esordiente
Editor

Di questo racconto mi sono piaciuti molto i tempi, il ritmo, le pause e i silenzi, ben studiati e calibrati, comunque molto ben fatto nel complesso.Segnala il commento

Large img 20210421 183135.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Laura Camposeo ha votato il racconto

Esordiente
Editor
Large default

Anonimo ha votato il racconto

Esordiente
Large forrestgump.png?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Jean per Jean ha votato il racconto

Scrittore
Large img 5510.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

uvafragola ha votato il racconto

Esordiente
Large 20121231 114226.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

LoSteNo ha votato il racconto

Scrittore

Racconto Vintage, pronto per una scena girata da Sean, o Tom, o Matt. Tutti nomi che rispetto a Simon Fröer svaniscono nel nulla, a differenza di quella ragazza, così indifferente, così distaccata, così bella, che stasera verrà a letto con me.Segnala il commento

Aoh14gjrmag78hkjcqoaqnabg2burrwlxqbfnbsubad36q=s96 c?sz=200

Graograman ha votato il racconto

Scrittore

E da qui parti per un romanzo di spionaggio!Segnala il commento

Aatxajxbmwx0t vape40mgr7hl yzley y2gc2xcsl2a=s96 c?sz=200

Isabella☆ ha votato il racconto

Esordiente
Large 20200509 144917.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Lola 2021 ha votato il racconto

Esordiente
Large 49199479 758130297888306 1334725198208827392 n.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Urbano Briganti ha votato il racconto

Esordiente
Large 20201204 181343.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Franco 58 ha votato il racconto

Esordiente
Large default

gionadiporto ha votato il racconto

Scrittore
Large ca04ca8a 66b4 434e 8acd 0fdd3095f1aa.jpeg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Laura Chiapuzzi ha votato il racconto

Scrittore

Cinematografico, hai sempre buone idee.Segnala il commento

Large default

Primavera ha votato il racconto

Esordiente

Bellissimo! mi sembrava di viverlo nello stesso istante in cui lo leggevo! Si legge voracemente .Segnala il commento

Large img 20190702 wa0006  2  2.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Sonia A. ha votato il racconto

Esordiente
Large 13 34 51 v2.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Roberta ha votato il racconto

Scrittore

ben costruito e ben scritto. all'inizio non avevo proprio pensato che poi.Segnala il commento

Large 20210427 022249.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Violeta ha votato il racconto

Esordiente

Un racconto perfetto in tutti i sensi :))))Segnala il commento

Large whatsapp image 2020 03 19 at 18.06.27.jpeg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Silvia Lenzini ha votato il racconto

Scrittore

Bel racconto, ci avevo proprio creduto al fascino esercitato dalla elegante signora in senape. E invece, il colpo di scena. Proprio ben costruito.Segnala il commento

Large whatsapp image 2020 06 15 at 11.57.46.jpeg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Adriana Giotti ha votato il racconto

Scrittore

Non ti concedi molto ma, quando lo fai, il lettore ha la certezza di spendere bene il suo tempo. Un gran racconto, stile impeccabile e quella capacità di descrivere le scene che caratterizza la scrittura di quelli "bravi".Segnala il commento

Large 20210307 143015.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Emil M. ha votato il racconto

Esordiente
Large b81b29c5 b29b 4178 97a4 60ea34c566c9.jpeg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Ondine ha votato il racconto

Esordiente

È un racconto ben scritto come è nel tuo stile. Intrigante e con dei passaggi affascinanti in cui ci porti dietro la macchina fotografica e ci introduci nell’ossessione quasi maniacale del giusto scatto; al punto che la storia di suspense quasi si appiattisce, mettendosi ai margini e lasciando la voglia di curiosare e indagare meglio sui personaggi. In qualche modo mi hai ricordato Edward Hopper. Sospeso: pur nella sua moderna dinamicità Segnala il commento

Aatxajzt7nsl rzh7o6rq5jptmxfuictattxrdrhbzfn=s50 mo?sz=200

Andreasololettore ha votato il racconto

Esordiente
Large 20200316 014434.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Sofia Nebez ha votato il racconto

Esordiente
Large 76e0ca22 4ac9 4d31 b240 d8aa491b4df9.jpeg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Giampiero Pancini ha votato il racconto

Scrittore
Picture?width=200&height=200&s=200&type=square&redirect=true

Maurizio Ferriteno ha votato il racconto

Scrittore
Large 195c7c5a e533 438e 9500 78317f6489ab.jpeg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

blu ha votato il racconto

Esordiente

bravoSegnala il commento

Large default

Anonimo ha votato il racconto

Esordiente
Large depositphotos 61883317 stock photo cougar mountain lion puma panther.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Il puma del Sîambù ha votato il racconto

Esordiente
Large img 20210609 134726.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Tella ha votato il racconto

Scrittore
Large default

Anonimo ha votato il racconto

Esordiente
Large t  2  31 .jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

di SteCo15

Scrittore
Bellevilletypee logo typee typee
Lascuola logo typee
Bellevillefree logo typee
Bellevillework logo typee
Bellevillenews logo typee