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Fantastico

La freccia

Pubblicato il 04/07/2021

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Era seduto, non riusciva a pensare. Alzò lo sguardo oltre la finestra, verso il grande ciliegio che dominava il patio. Decine di passeri cinguettavano, così tanti da intenderli oltre il molesto rumore. Uno s’arruffava più in alto di tutti, sull’ultima fronda dell’albero, guardando a valle dove si estendeva placida la città.

Sembrava volto verso la moschea. Era l’ora della preghiera, che volesse duettare con il muezzin? Uno strano stridio accomunava il cinguettio al canto del devoto, che in quel pomeriggio era salito sulle scale avviluppato in un certo malessere. Eppure era una magnifica giornata di sole, i nembi passavano rapidi nel cielo azzurro, mentre il vento portava messaggi. Il vecchio ai piedi della moschea sembrava ascoltarne solo i più tetri, mentre aspirava una sigaretta maleodorante ad ampie boccate. Pensava a quanto gli aveva raccontato suo fratello, qualcosa che non si poteva digerire. Concentrandosi su una persona, le ci si può avvicinare quasi senza accorgersene: ecco infatti suo fratello, che urla come un dannato di fronte alla moglie. Lei ascolta seduta con il volto tra le mani, nella cucina del loro piccolo appartamento. Lui agita sbraitando un pezzo di tela bianca macchiato di sangue, imprecando contro tutto quello che gli viene in mente. Pensa alle conseguenze, al disonore, a come lui e la sua famiglia saranno guardati se la faccenda non si ricomporrà. 

La giovane figlia, che quel sangue ha versato prima di molte lacrime, non è più in casa: sta correndo da quel ragazzo per dirgli che... non sa cosa potrà dirgli, non lo conosce - ma non dovrebbero servire parole per raccontare quello che è successo. Corre, ma le notizie del quartiere corrono più veloci delle persone, il ragazzo ha già saputo. Ha ripensato a quei venti metri di gioia che ogni giornata gli concedeva, mentre tornava dalla bottega dell’arciere dove imparava il mestiere. Lei gli passava accanto con la madre, e gli sorrideva di sottecchi. Lui la guardava solo per un attimo, poi abbassava gli occhi per non offendere l’anziana signora, consapevole della bellezza della figlia e di tutti pericoli che questa dote implicava. Ma rialzava istintivamente lo sguardo proprio mentre la incrociava, e così catturava il sorriso sul quale aveva immaginato un futuro.

Quel futuro adesso era passato senza poter essere stato vissuto, e la rabbia lo aiutava a concentrarsi mentre tendeva il suo arco e lo puntava nel cielo radioso. Rimase immobile per qualche secondo, poi il dardo partì. Dritto, fendeva l’aria e le idee, attraversava un percorso visibile a molti. La prima ad accorgersene fu proprio la giovane: alzò la testa arrestando la sua corsa, e vide quella sottile linea in volo seguire una traiettoria opposta alla sua. Il brivido che le percorse la schiena fu veloce quanto la freccia. Sapeva dove sarebbe terminato l’inevitabile viaggio dell’arma, e avrebbe voluto tornare indietro, a quella sera di due giorni fa quando aveva finito di riassettare la camera dello straniero. Avrebbe dovuto gridare quando lui entrò in camera, e invece la solita confusione la prese nel vederlo. Quell’uomo venuto da lontano era così diverso dai ragazzi che conosceva, e a quell’età le differenze attraevano, senza che si capisse bene il perché. Fu un attimo a cui non seppe ribellarsi, forse non lo volle neppure, e quel dubbio ora la accompagnava dappertutto.

La freccia intanto era in volo sulla casa dei suoi genitori, troppo impegnati nelle loro ottuse congetture per darsene conto. Entrò dalla finestra e attraversò il piccolo soggiorno priva di peso e di colpe, proprio in mezzo a marito e moglie che immobili fermarono ogni discorso. Uscì dalla parte opposta, dal tinello dove s’asciugavano i panni freschi di lavanda.

Il vecchio era ancora di fronte alla moschea, dove la preghiera si era conclusa e i primi fedeli uscivano chiacchierando. La freccia passò in mezzo a loro, il vecchio la vide e la osservò con indifferenza accovacciato sui talloni, nella stessa posizione in cui generazioni della sua gente avevano osservato il mondo cambiare per poi rimanere sempre uguale, obbediente alle regole con cui lo si era sempre interpretato. La freccia si portò via i cattivi pensieri, tutto stava per risolversi esattamente come era previsto, anche il muezzin scorgendo il dardo dal minareto non ebbe di che preoccuparsi: il Misericordioso era stato lodato come era scritto che si dovesse, e ora manovrava i destini incrociati sotto quel cielo terso da nuvole.

La freccia risaliva veloce la collina, avviandosi verso la meta. Lo straniero aspettava vigile, la tazzina di caffè turco ormai fredda tra le mani. Pensava a chi si era lasciato dietro negli anni, a quei mondi che in qualche modo l’avevano portato fin lì, dove non sarebbe dovuto arrivare. Voleva ripercorrerli tutti a ritroso, fare l’opposto viaggio di quella freccia che si faceva strada sempre più vicina. Ma non c’era più tempo, rifletté mentre la punta dello strale penetrava il suo cuore, dandogli l’ultimo dolore e il primo sollievo.

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Loretta 68 ha votato il racconto

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blu ha votato il racconto

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Anonimo ha votato il racconto

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Franco 58 ha votato il racconto

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Soggetto molto interessante, ma trovo che sia troppo descrittivo, in certi passaggi, e ridondante, quando "accoppia" parole e aggettivi di per sé esaustivi, invalindandoli, anziché esaltarli, o rappresentarne una variante: "molesto rumore"... "strano stridio"... "sigaretta maleodorante"... Ma è un "valutazione molto personale" che non collima con la quasi totalità degli altri commenti, per cui prendila per quello che è...Segnala il commento

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Andrea Trofino ha votato il racconto

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Clarissa Kirk ha votato il racconto

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Bravo!Segnala il commento

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Ti Maddog ha votato il racconto

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Sonia A. ha votato il racconto

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Il puma del Sîambù ha votato il racconto

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Kireina ha votato il racconto

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Grazie per il racconto e benvenuto anche da parte mia 8già due nuovi oggi e di gran talento! C'è di che festeggiare qui dentro)Segnala il commento

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Davide Marchese ha votato il racconto

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Wow! Benvenuto!!!Segnala il commento

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Urbano Briganti ha votato il racconto

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GAP ha votato il racconto

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Zoyd Gravity ha votato il racconto

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Benvenuto, molto belloSegnala il commento

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Violeta ha votato il racconto

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Anonimo ha votato il racconto

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doktor ha votato il racconto

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per prima cosa, benvenuto. La seconda: è bellissimo.Segnala il commento

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di Balcanico

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