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Narrativa

La levatrice (Parte lI)

Pubblicato il 03/08/2021

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Il lume a petrolio emanava un chiarore inquieto disegnando sul muro ombre lunghe e tremolanti. Signorina non vi preoccupate - sentì dire alla puerpera, quasi le leggesse dentro. Presto viene mia madre e vi aiuta. Andrà tutto bene. Mio figlio nasce sano e forte, lui deve studiare, la campagna non la deve neanche vedere. Amalia notò il dolore dipinto sul volto della giovane e i respiri irregolari le fecero capire che non si poteva più perdere tempo. Presto, preparate dell'acqua calda - fu il primo ordine che impartì al contadino e portatemi dei panni puliti. Signora, adesso ne arriva un'altra - disse alla puerpera mentre si disinfettava le mani. Teresina mi chiamo, le signore stanno nei palazzi e nel dire questo emise un grido che squarciò il silenzio della stanza. Forza Teresina, la testa è fuori. Ma Amalia ebbe un tonfo al cuore: il cordone ombelicale avvolgeva il collo del bambino. Teresina la guardò in faccia e in modo interrogatorio, quasi avesse sentito il battito accelerato del cuore Che succede, signorina? Niente tranquilla, alla prossima nasce -furono le sole parole che riuscì a pronunciare cercando di mentire meglio che poteva. Amalia sapeva cosa si doveva fare in questi casi, lo aveva visto fare ad un'altra levatrice che aveva seguito prima di completare i suoi studi. Sapeva che non era una manovra semplice, soprattutto in quelle condizioni. Il cordone, però, era lento e non stringeva tanto il collo del bambino. Ci siamo Teresina spingi….adesso e riuscì a sfilare il cordone e afferrare il bambino. In quel momento si accorse di avere accanto una donna che durante quegli attimi concitati le era stata accanto e aveva assistito alla scena trattenendo il fiato e guardandola come se avesse fatto un miracolo. Masculu é mio nipote, le sentì dire mentre un pianto vigoroso segnò l'ingresso al mondo del neonato. Amalia poggiò subito il bambino sul grembo della madre. Con maestria recise il cordone e poi avvolse il piccolo in una coperta. Sano e forte è tuo figlio e la nonna prontamente lo prese in braccio per porgerlo al padre. 

Quello che accadde dopo fu questione di attimi. Amalia fece in tempo a girarsi e vedere Teresina in un bagno di sangue. Pallida, respirava a fatica. Le sentì il polso, i battiti erano flebili e irregolari. Chiamate un medico - riuscì a dire solo questo, ma sapeva che non c'era tempo, l'emorragia era stata fulminante. Un gelido silenzio invase la stanza e gli animi dei presenti.

Signorina rispondete, sentiva la voce di una donna mentre l'odore acre  dei sali odorosi  le arrivava da sotto il naso. Teresina, come sta? Cosa ho fatto. È stata colpa mia. L'ho uccisa

Cara voi avete fatto nascere mio nipote, avete dato la vita, è stato il Signore a prendere quella di mia figlia - le disse la donna mentre piangeva. Teresina è stata sempre debole di salute, ha voluto portare avanti una gravidanza difficile, è stata male tutto il tempo e tutti pensavamo che non sarebbe riuscita a far nascere il bambino. Lei era sicura che suo figlio ce l'avrebbe fatta ma senza di voi il piccolo non sarebbe qui.

Mentre le diceva queste parole la porta si spalancò. Un uomo col fiatone chiedeva della levatrice perché la moglie stava per partorire. No, io non sono in grado, non ce la faccio - disse Amalia alla donna che aveva di fronte. Nino, prendi lo scialle della levatrice e mentre la guardava dritta in faccia Dovete riprendervi, avete sentito? Un'altra donna ha bisogno di voi. Voi siete nata levatrice, andate. Quando Amalia uscì un tiepido sole annunciava l'arrivo di un nuovo giorno.  

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palu ha votato il racconto

Esordiente

Molto bello anche questo. Arrivo tardi e con poca originalità mi associo ai commenti dei colleghi (spero si possa dire...). In effetti avevi ancora un po' di spazio per provare a rendere l'accondiscendenza (o l'arrendevolezza) della nonna più graduale; benché certamente, quello che suggerisce Silvia e non solo, credo sia proprio il fulcro del messaggio che mandi forte: altre persone con valori differenti o distanti probabilmente da ciò a cui siamo più avvezzi. Grazie, PaoloSegnala il commento

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[K] ha votato il racconto

Esordiente

È crudo. Descrive perfettamente la visione di vita di un mondo perso, quello contadino o rurale. Scrivi stando perfettamente in mezzo a due possibili valutazioni: la rudezza di vedere la donna esclusivamente in funzione procreativa e quella più ottimistica dove l'esistenza non è sprecata e non va rimpianta se porta nuova vita.Segnala il commento

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Vittoria Abbo ha votato il racconto

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Zoyd Gravity ha votato il racconto

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Apri sempre porte su un mondo che non conosco per nulla. GrazieSegnala il commento

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Laura Camposeo ha votato il racconto

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Hollyy ha votato il racconto

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Anche la nonna avrebbe dovuto emettere un urlo che squarciava la stanza per la morte della figlia. Poi, da sanitaria, il cordone va legato prima di essere reciso. Per il resto, ottimo.Segnala il commento

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Ondine ha votato il racconto

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Enrico R. ha votato il racconto

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Germinal68 (Sandro) ha votato il racconto

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Sofia Nebez ha votato il racconto

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Antonio M. ha votato il racconto

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Barbara ha votato il racconto

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Anonimo ha votato il racconto

Scrittore

concordo sul punto sottolineato da Silvia a Adriana. In ogni caso il personaggio è nato e, direi, da parto eutocico.Segnala il commento

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Nicol70 ha votato il racconto

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Silvia Lenzini ha votato il racconto

Scrittore

La reazione della madre fa parte di quel mondo rurale, in cui c'è una certa accettazione della morte come evento naturale, e tanta nobiltà. Tuttavia ha ragione Adriana, forse più dolore dovresti mostrarcelo, basterebbe anche un'espressione. (ci sono due "accanto" vicini, uno potrebbe essere sostituito con un sinonimo)Segnala il commento

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Loretta 68 ha votato il racconto

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La morte e la vita, due facce della stessa medaglia! Mi è piaciuta, brava Annacod!Segnala il commento

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. ha votato il racconto

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Imago ha votato il racconto

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Perfetto emozionante…Segnala il commento

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Adriana Giotti ha votato il racconto

Scrittore

Hai curato il testo, tanto che il lettore diventa testimone della tua narrazione. Solo una cosa mi lascia perplessa: la reazione della madre. Anche se la dipartita di Teresina era una morte annunciata, forse avresti dovuto rappresentare la sofferenza della madre in modo da sottolineare quanto la vita non risparmi i flagelli ai vinti. Spero che continui, e che Amalia resti con noi a lungo.Segnala il commento

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Davide Marchese ha votato il racconto

Scrittore

Mi hai emozionato e schiaffeggiato insieme. La consapevolezza contadina del destino è un istinto selvatico, primordiale. La nascita e la morte sono due aspetti dello stesso sguardo. Mi piace molto questa ambientazione, questa cupa eppure savia propensione alla vita accettando il fatto che la Morte è una certezza sempre a consolarci con la sua ombra. Complimenti!Segnala il commento

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Tella ha votato il racconto

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Katzanzakis ha votato il racconto

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Antonella Avolio ha votato il racconto

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Giampiero Pancini ha votato il racconto

Scrittore

La doppia tragedia: quella della madre e quella della levatrice alle prime armi, ma non inesperta, che in pochi attimi stravolgono le loro esistenze.Segnala il commento

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Andrea Trofino ha votato il racconto

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di Annacod

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