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Umoristico

La multa

Pubblicato il 02/05/2020

Quando incontri un tizio con la paletta, spesso non sta cercando una spiaggia o un compagno di gioco: è lì per tenderti una trappola. A te, che stai cercando di incrementare il Pil del Paese, non resta che prendere atto che alla fine sono sempre i lavoratori a pagare il conto più salato.

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Estate 2018: sono le 8 di un tranquillo giovedì di luglio e, anche se non ti chiami Antonio, a Torino fa caldo. Decisamente molto caldo. Se non sei un/una professionista di antichi mestieri o un panettiere, hai appena accarezzato il risveglio del nuovo giorno, ovvero quello che in linguaggio corrente, si definisce alba. Se ti metti alla guida della tua auto diretto al lavoro, il mondo dovrebbe avere un occhio di riguardo per te, che, immantinente, stai contribuendo all'incremento del Pil del Paese. L'altro occhio, invece, dovrebbe essere un po' più permissivo ed elastico, cultore di quel “vedo non vedo” che riesce a sedurre le sinapsi in maniera unica. Può accadere di avere entrambe le mani occupate, perché se con la sinistra reggi il cellulare (intento a produrre Pil), con la destra dovrai pure tenere il volante (oltre alla leva del cambio). Lo so, non inorridite: è inconcepibile che, nel 2018, ci siano ancora in commercio auto senza il cambio automatico (e il Governo che fa? Nulla: agghiacciante). Sarebbe tutto decisamente più semplice anche perché così, corri il rischio di deconcentrarti e mandare a monte una telefonata importante (e poi occorre la manovra aggiuntiva perché l'affare andato in malora non permette al Paese di raggiungere i parametri fissati dall'Europa – tu guarda come una banalità simile, può causare la crisi di una intera nazione. Deve essere successo così anche in Grecia).

Ciò che però è ancora più assurdo è che, a quell'ora del mattino, un'auto si permetta di lampeggiare coi fari, cercando di attirare la tua attenzione anche col clacson; addirittura accade che quella stessa vettura si affianchi alla tua e, una figura per te insignificante (in quell'istante) si sporga dal finestrino agitando una paletta. Ora, siamo seri: chi è che alle otto del mattino, ha voglia di rispondere al saluto di uno che nemmeno conosce, mentre ha entrambe le mani già occupate? Che poi dove andrà questo tizio con la paletta? A Torino, inoltre: nemmeno c'è il mare, figuriamoci la spiaggia; e poi non ho proprio tempo per giocare. E' solo per una questione di buona educazione che rispondi al saluto, agitando per un fulmineo attimo la mano destra (la sinistra è impegnata a tenere il cellulare), sperando che ciò sia sufficiente a rendere lo sconosciuto felice e consentirgli di proseguire la sua giornata il più lontano possibile da te. Eppure no! Non funziona così. L'auto che prima ti affiancava solamente, con una manovra repentina ti supera e ti si posiziona davanti, obbligandoti a fermarti. “E che cazzo! Questo ha proprio rotto i coglioni”, è il primo pensiero che ti passa per la mente. “Ma soprattutto, chi cazzo è questo? Sto stronzo mi ha anche fatto cadere il cellulare. Ora gliene dico quattro!”.

Quando ti rendi conto che il tipo che si agitava con la paletta è un rappresentante della polizia locale, quello stesso tizio, in precedenza insignificante, inizia ad assumere sembianze inquietanti. “Favorisca patente e libretto”, sono le prime parole di un individuo che di simpatico non ha nemmeno il tono di voce. “Ah, ok. Se è solo per quello non c'è problema. Li ho entrambi. Pensavo che fosse arrabbiato per il saluto un po' approssimativo. Sa, ho fatto quello che potevo, avendo entrambe le mani impegnate”. “Mi prende per il culo?” - il tono di voce si fa decisamente ostile. “No, no. Ci mancherebbe. A quest'ora, poi, gli stimoli sessuali sono proprio inesistenti”. (che brutto carattere ha certa gente, già incazzata di prima mattina).

Il poliziotto si allontana e si rifugia nella sua auto, una punto grigia, dove lo attende, al volante, un altro collega. Dopo aver espletato le solite formalità di rito, l'energumeno si avvicina e con tono greve, pronuncia poche, ma sferzanti parole: “Questa è la contravvenzione. Sono 160 euro, che diventano 112,70 se la paga entro 5 giorni. E sono cinque punti in meno sulla patente. Qualcosa da aggiungere? “.

E me lo domandi pure se ho qualcosa da aggiungere? “Che sono un coglione, perché con quello che mi è costata, avrei almeno potuto terminare la conversazione telefonica”.

Dopo essere risalito in auto, mi sono diretto al più vicino centro commerciale alla ricerca del punto vendita Iliad: con 5,90 euro al mese telefonate illimitate e 30 giga per sempre. Peccato per i punti tolti sulla patente, ma devo ancora avere qualche bollino della Coop da qualche parte.

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