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Horror

la Parola

Pubblicato il 14/04/2020

Questo racconto andrebbe letto da un oratore di fronte ad un pubblico. A vostro rischio e pericolo.

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Chiedo scusa se quello che sto per leggere non è un racconto ma il breve e succinto resoconto di una conquista scientifica di portata mondiale nel mio campo di ricerca. Sono Lorenzo Locatelli e mi occupo di paleolinguistica comparata. Il termine forse non chiaro per tutti: con paleolinguistica si intende la disciplina che studia le lingue preesistenti alle lingue attestate storicamente. In particolare sono uno studioso dello sviluppo dell’indoeuropeo e delle relazioni con le lingue semitiche. Nessuno si è ancora addormentato? Bene! Anche perché vi assicuro che la scoperta da me compiuta ha una tale portata da superare qualsiasi ristretta concezione settoriale od accademica. Ho detto mia ma in realtà è una scoperta che condivido con un giovane ricercatore, Ermogene Cornolti, prematuramente scomparso.

La scoperta in sintesi è la corretta pronuncia del tetragramma YHWH il nome di Dio (yod, he, waw, he) che la vocalizzazione Niqud fa pronunciare come “YAHWEH”. L’avrete sentito anche come Adonai, Geova, Yehowah. Ma la pronuncia, come è noto, non è corretta. Infatti, come viene imposto nella Misnah, uno dei testi fondamentali dell’ebraismo, “Colui che pronuncia il Nome con le sue proprie lettere non avrà posto nel mondo a venire”. Questa parole che porta con sé il potere creativo e distruttivo di Dio è pertanto proibita, non pronunciabile se non in qualche forma corrotta.

Ma il buon dottor Cornolti, analizzando le variazioni proposte da diversi cabalisti e applicando tecniche di calcolo parallelo, è arrivato ad una plausibile formulazione corretta del nome di Dio. Di fatto la nostra scoperta principale è che il tetragramma è in realtà un pentagramma e la pronuncia è inequivocabile.

Temo che a questo punto il mio gentile pubblico sia crollato in uno stato di coma profondo. Vi chiedo la cortesia di un piccolo sforzo ulteriore. Ora viene la parte davvero interessante che rappresenta, nello stesso tempo, un profondo paradosso per il vostro relatore. La parte interessante è che il nome di Dio è proprio quello vero, ed è una parola potente. Una parola di una potenza tale che giustifica i divieti e le mutazioni che si sono imposte nel suo utilizzo. A tutti gli effetti chiunque ascolti la parola pronunciata correttamente muore. Muore immediatamente, nel momento stesso in cui percepisce l’ultima sillaba. Capirete bene le implicazioni a livello politico, medico, scientifico e teologico di tale scoperta. Qualunque potenza imperialistica ne sarebbe interessata. Basterebbe mandare un segnale audio su un qualsiasi mezzo di diffusione di massa per realizzare una strage senza pari. Del resto una scoperta come questa mette in discussione i fondamenti della fisiologia umana e di diverse concezioni scientifiche.

Noto un certo scetticismo sui vostri volti. Lo stesso che aveva il compianto dottor Cornolti. Ed è proprio questo il punto paradossale della questione. Per dimostrarvi la veridicità di quanto affermo devo pronunciare la parola di Dio . Eppure so che nel momento stesso in cui la pronuncerò voi tutti morirete. E dunque la mia scoperta continuerà ad essere solo mia. Ora capirete che una scoperta di questo tipo, nel mio settore, è l’equivalente della relatività di Einstein, del Dna di Watson e Crick. Non dico solo i vantaggi economici che potrebbero derivare dalla rivelazione di questa scoperta. E vi assicuro che da dipendente di una università ne avrei un dannato bisogno. Ma il prestigio che ne deriverebbe per il sottoscritto. La stele di Rosetta che traduce la voce di Dio. Ho anche pensato che potrei chiedere a metà della platea di tapparsi le orecchie e osservare ciò che accade. O scegliere un volontario, un temerario che non si tappi le orecchie e ascolti mentre tutti osservano la sua morte. Oppure potrei rinunciare e tacere e non rivelare a nessuno la parola. Ma mi prendereste per un millantatore. Un falsario. Solo per non uccidervi. Anche il dottor Cornolti era scettico. Era scettico e aveva una pessima pronuncia dell’aramaico. Non come la mia.

So che una parte di voi vuole sentire la parola. E il mio ego vorrebbe assistere al mio trionfo. Ma sarebbe una trionfo sulle macerie. Voi cosa volete? Volete sentirla? Siete sicuri? Come volete…

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Anonimo Piacentino ha votato il racconto

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Rivelazioni sconcertanti.Segnala il commento

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esteban espiga ha votato il racconto

Scrittore
Editor

divertente e paradossale, così come il suggerimento di leggerlo di fronte ad un uditorio :) l'unico inghippo che rischia di far saltare la logica del racconto potrebbe stare nel fatto che in realtà le conseguenze nefaste sarebbero per chi pronuncia, e non per chi ascolta l'esatto nome di dio. "Colui che pronuncia il Nome con le sue proprie lettere non avrà posto nel mondo a venire". il buon Cornolti, infatti, c'è schiattato per questo.Segnala il commento

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blu ha votato il racconto

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Urbano Briganti ha votato il racconto

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Helena ha votato il racconto

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Sofia Nebez ha votato il racconto

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Tella ha votato il racconto

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Franco 58 ha votato il racconto

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Storia assai interessante, la "linguistica" in toto è una materia molto affascinante. Studiare l'origine del linguaggio, con tutte le sue infinite implicazioni, credo che la cosa più interessante che si possa fare. Il linguaggio e la comunicazione, coinvolgono qualunque forma vivente, dell'uomo sapiens... al batterio, fino alla prime strutture microbiotiche. Parlare, leggere e scrivere, è vivere... "tutto il resto, è noia". Chi lo disse... !? Segnala il commento

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di Lorenzo Locatelli

Esordiente