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Narrativa

La poesia

Pubblicato il 16/06/2021

Charms, molti anni fa, ebbe a dire: Bisogna scrivere versi tali che a gettare una poesia contro la finestra il vetro si deve rompere. Un mio vicino che scrive poesie l’ha preso in parola, e ogni nuova poesia che lui produce me la lancia contro le finestre. Ora ho i vetri di casa tutti rotti.

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Ho un cugino che abita da molti anni negli Stati Uniti, a Filadelfia, dove aveva aperto un negozio di fiori. Da un po’ di tempo Egisto, si chiama così, s’è messo a scrivere poesie. Forse il suo stare tutto il giorno in mezzo ai fiori, ha fatto sbocciare la sua vena poetica, fatto sta che da un po’ di tempo mi manda le sue composizioni poetiche e io, quando mi piacciono, cerco di condividerle con gli amici. L’ultima che mi ha mandato l’ho trovata bellissima, tanto che l’ho imparata a memoria (sono 221 endecasillabi, riuniti in 20 strofe di 11 versi ciascuna, più un verso finale). Stamattina mi sono incontrato con i cari e vecchi amici Carlo e Marta. Loro come me erano ai grandi magazzini per fare alcune compere. Ci siamo detti che all’uscita saremmo entrati alla caffetteria qua vicino e ci saremmo fatti una bella chiacchierata. Nel frattempo, non ho potuto fare a meno di recitare loro la poesia di mio cugino per più e più volte, mi pare per sette volte, tra una compera e l’altra. Quando siamo usciti dai grandi magazzini mi hanno detto che si sono ricordati di un altro impegno e sono andati via di gran fretta. Io sono entrato ugualmente al caffè, mi sono sistemato a un tavolino e ho ordinato un calice di prosecco. Nel tavolino vicino al mio c’erano due ragazze che prendevano il cappuccino. Dopo aver incrociato per varie volte lo sguardo con una di loro, ho preso coraggio e ho attaccato discorso. Subito ho voluto far ascoltare la poesia di mio cugino alle due ragazze che hanno seguito con lo sguardo sognante. Quindi, dopo un breve intervallo, ho ripreso a recitare la poesia mettendoci più pathos. Quando ho attaccato per la quarta volta la mia recita, una delle due ragazze s’è alzata di scatto e, forse per errore, ha allungato il piede colpendomi nello stinco della gamba destra. Poi è corsa via dicendo che là fuori dal locale era passato un suo amico al quale doveva parlare urgentemente. Ho continuato a recitare la poesia ripetendola per altre tre volte. La ragazza rimasta ad ascoltarmi all’improvviso si è rattristata, forse colpita da alcuni versi dolenti della poesia. Quando ho riattaccato per la quarta volta s’è alzata anche lei, mi ha salutato tutta scura in viso e girandosi ha fatto per buttare sul tavolo il fazzolettino con cui si era pulita la bocca, ma forse ha spinto troppo la mano e questo mi è arrivato in piena faccia. Anche lei è uscita dal locale. Rientrando a casa continuavo a pensare a quella ragazza che si era così emozionata sentendo quei versi dolenti della poesia, e lì per lì ho deciso di tagliare il testo proprio per evitare che chi l’ascolta si commuova troppo. Ho tagliato anche qualche altra parte sino a ridurre la poesia alla metà dell’originaria, centodieci versi. Solo che alla fine ho fatto confusione con l’ordine delle strofe e quando mi sono messo a recitarla ad altri due amici al bowling, dopo averla declamata per tre volte, e dopo aver notato che facevano una faccia strana, mi sono fermato e loro si sono allontanati all’instante per riprendere la partita che avevano interrotto. Per rimediare ai tagli ho deciso di riportare la poesia alla sua forma originale ma, stranamente, forse per tutta la confusione che ho fatto, quando la mattina dopo mi sono svegliato non ricordavo quasi nulla della poesia, e neppure ricordavo a chi l’avevo declamata e a chi no. Prima di uscire mi sono preso il foglio dove l’avevo stampata, in modo da poterla leggere per bene, e il caso ha voluto che incontrassi Carlo e Marta. Ho subito parlato loro della poesia di mio cugino e ho iniziato a leggergliela, ma Carlo mi ha bloccato per dirmi:

“Saverio, è la stessa poesia che ci hai declamato ieri!”

“Beh, non ero certo di avervela letta perché ho fatto confusione. Forse vi ho letto quella tagliata perché certe strofe erano troppo dolenti. State a sentire il testo originale che è meglio.” E a quel punto l’ho riletta per intero quattro volte. Stavo per attaccare la quinta lettura quando Marta ha chiesto a Carlo se a casa loro aveva chiuso il rubinetto del lavandino che lei aveva aperto e dimenticato. Carlo ho risposto con un NO gigantesco e ha fatto una faccia allarmata.

Sono scapati senza neanche salutarmi. A quel punto un colpo di vento mi ha strappato di mano il foglio e questo s’è fermato nel balcone al primo piano di una palazzina. Sono corso là e ho suonato il campanello della famiglia Baldin. Mi ha aperto una giovane con un asciugamano sulla testa, segno che era appena uscita dalla doccia. Le ho spiegato cosa m’è capitato e lei mi ha ridato il foglio con la poesia. Comunque, là nel pianerottolo ho voluto leggerle per cinque volte la bella poesia di mio cugino. Forse per via della corrente d’aria, formatasi tra l’appartamento e la tromba delle scale, fatto sta che la porta d’ingresso all’improvviso s’è chiusa sbattento violentemente e sfiorandomi le dita della mano che tenevo nello stipite. Ho suonato nuovamente il campanello una decina di volte ma niente. La tizia doveva essere tornata a farsi la doccia.

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Caro sinapsineuronica, il tuo racconto è stato commentato da Matteo B. Bianchi per la rubrica "Lo scrittore che legge". Guarda il video su BellevilleNews.Segnala il commento

Commenti degli utenti

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[K] ha votato il racconto

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Valentina B ha votato il racconto

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Jean per Jean ha votato il racconto

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Bel tormentoneSegnala il commento

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Clarissa Kirk ha votato il racconto

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Scritto molto bene ! Segnala il commento

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Cecibraci ha votato il racconto

Scrittore
Editor

È lisergica nella lettura, spiraliforme,ironica e godibilissima. Mi piaceSegnala il commento

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Christina Carol ha votato il racconto

Esordiente

Un po’alla Monty Python. Hai mai visto lo sketch “the funniest joke in the world”? La barzelletta che fa letteralmente morire dal ridere. E poi anche allegoria - lieve e benevola - della petulanza di chi vuole condividere l’arte a tutti i costi. Arte o supposta tale. Ti suggerisco anche i video di toti e tata (non c’entra niente libera associazione di idee) il poeta Mino Pausa. Certe liriche fanno davvero ridere i polli come me. Anzi tanto ridere. Segnala il commento

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caio bongiorno ha votato il racconto

Esordiente

Simpatica. Il cugino della storia sara' l'uomo al mondo a cui hanno fischiato di più le orecchie....Segnala il commento

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Franco 58 ha votato il racconto

Esordiente
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blu ha votato il racconto

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Silvia Lenzini ha votato il racconto

Scrittore

:))Segnala il commento

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Sonia A. ha votato il racconto

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Katzanzakis ha votato il racconto

Scrittore

Spassoso.Segnala il commento

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Helena ha votato il racconto

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Davide Marchese ha votato il racconto

Scrittore

:-)Segnala il commento

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Adriana Giotti ha votato il racconto

Scrittore

Ah com'è dura la vita dei poeti e, soprattutto dei loro parenti e amici. Molto divertente. (Ti segnalo "instante" e "scapati")Segnala il commento

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Zoyd Gravity ha votato il racconto

Esordiente
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doktor ha votato il racconto

Scrittore
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Violeta ha votato il racconto

Esordiente

Molto carino. Sembrano i miei amici che scappano quando provo a leggere le mie poesie :)))Segnala il commento

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Annacod ha votato il racconto

Esordiente
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Kenji Albani ha votato il racconto

Esordiente
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Giampiero Pancini ha votato il racconto

Scrittore

Divertente. A volte seguiamo così attentamente il nostro desiderio da evitare di vedere quello degli altri. Segnala il commento

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Sofia Nebez ha votato il racconto

Esordiente

La poesia se non gradita può infastidire. Piaciuto :)))Segnala il commento

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Urbano Briganti ha votato il racconto

Esordiente

Non è la poesia, ma la ripetizione, la maleducazione o la lettura non richiesta, in molti casi, ad esasperare il malcapitato di turnoSegnala il commento

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AnnabelLovecraft ha votato il racconto

Scrittore

Molto intelligente e coinvolgente !Segnala il commento

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Ti Maddog ha votato il racconto

Scrittore
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Il Verte ha votato il racconto

Scrittore

Raro che qualcuno pensi a Daniil Charms. Grazie per lo spunto Vale la pena leggere i suoi testi, e la sua storia Molto divertente come scrivi, brio, mi mette di buon umore... Segnala il commento

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Tella ha votato il racconto

Scrittore

DivertenteSegnala il commento

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di sinapsineuronica

Esordiente
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