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Narrativa

La scomparsa di Anna - 2 -

Di Nicol70 - Editato da Nicol70
Pubblicato il 03/08/2021

Ho deciso di seguire i consigli che mi avete dato, ho dato un po di azione alla storia , ho cambiato alcune cose per renderla più interessante Buona lettura.

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Erano tre le cose che odiavo di mia sorella. Uno, era una vera egoista, pensava esclusivamente solo a se stessa. Due, prendeva sempre ciò che voleva. Tre, era una "stronza". La mia era  una famiglia strana. Io ero quella, buona, la secchiona, quella di cui tutti si fidavano. Poi c'era mio fratello, un narcisista viziato.  È mia sorella, la "stronza", la ribelle, lei mi  faceva degli orribili scherzi idioti.  Poi c'erano i miei genitori, assenti, per loro il lavoro veniva prima dei figli, e infine c'erano i miei nonni, loro almeno erano gli unici normali. Non ci misi molto a capire che dovevo scappare lontana da quella gabbia di matti. E lo feci.

Compiuti vent'anni andai a vivere da sola. Fu la decisione più sensata della mia vita. Finalmente avrei provveduto a me stessa, e vivere come volevo io.

 Ma dopo tre anni, la mia tranquillità era in pericolo.

Mia sorella scappò di casa, girovagando con i suoi strani amici. Ovviamente si stanco anche di loro.

Venne a vivere nel mio stesso Palazzo, io non mi opposi, dopo tutto si prese in affitto un piccolo appartamento vicino al mio con la promessa che non avrebbe disturbato la mia vita perfetta e tranquilla.

Ma come al solito lei riusciva sempre a rovinare tutto. Non mantenne la parola data, e non ci mise molto a cacciarsi nei guai. E strano come io, dopo tutto questo tempo, ricordi bene gli episodi di quella notte...

Era sabato sera dovevo uscire con le mie amiche, ma chissà perché non andai. Mia sorella era all'estero e sarebbe rientrata due giorni dopo.  Ero da sola, e finalmente tranquilla. Così decisi di farmi un bagno caldo, avevo bisogno di rilassarmi. Misi le cuffie alle orecchie, entrai nella vasca con un buon bicchiere di vino rosso.

Dopo qualche minuto, sentii un rumore nell'altra stanza come di qualcosa che si rompeva, sussultai spaventata, e tolsi le cuffie, ero sola in casa. Uscii dalla vasca, presi l'accappatoio per coprirmi, e andai lentamente verso la porta, e avvicinai l'orecchio per sentire.

Da dietro la porta sentivo rumori di passi, feci un respiro profondo, e lentamente aprii la porta, la tenni un po socchiusa per vedere. C'era mia sorella nel soggiorno. Cosa ci faceva a casa mia? Pensai. Mi accorsi che era molto spaventata, era strano? Come aveva fatto ad entrare...

Uscii di slancio dal bagno, ma mi fermai di colpo fuori dalla porta.  Non era da sola, con lei c'erano due persone, un uomo calvo e robusto, e una donna, non troppo alta tutta tatuata. Tutti e due erano molto nervosi, la donna non faceva altro che camminare avanti e indietro parlando al telefono con qualcuno. Si avvicino all'uomo calvo, e gli passò il telefono con mani tremanti

"È lui, ti vuole parlare...". Disse.

L'uomo gli strappo con forza il telefono dalle mani.

Mia sorella cercò di scappare dalla stanza, ma l'uomo l'afferrò per i capelli, lei urlava per il dolore, e si mise in ginocchio tremando. Non l'avevo mai vista così terrorizzata in vita mia.

L'uomo rispose al telefono tenendola ferma, qualcuno le stava dicendo qualcosa, lui respirava rabbioso. Poi chiuse la chiamata, prese il telefono e colpì mia sorella sulla testa, lei cadde giù. 

" È tutta colpa tua stronza! ". Gli urlava l'uomo, sollevandogli la testa, ma mia sorella non si muoveva più .

A quel punto dovevo fare qualcosa. Mi feci coraggio e mi precipitai per aiutarla, quando l'uomo mi vide sembrò sorpreso, come se non si aspettasse la mia presenza in casa.

Mi avvicinai a mia sorella, era svenuta, ma respirava ancora...

" Chi siete!. Cosa fate in casa mia! " Urlai disperata.

L'uomo mi prese per i capelli sollevandomi. Mi guardò in faccia furioso.

"E tu chi saresti, stronza!"

La pedata mi arrivò dritta nella pancia, io mi piegai per il dolore. Non vedevo più niente, respiravo.

Caddi a terra, la testa mi girava, ma riuscii a vedere l'uomo che si avvicinava a mia sorella, l'avrebbe uccisa. Dovevo fermarlo.

Mi alzai, per quel poco che potevo fare, mi scagliai contro l'uomo, la donna mi arrivò da dietro tenendomi ferma.

" Ti abbiamo fatto una domanda prima, chi diavolo sei?". Disse rabbiosa.

Ero terrorizzata, cercavo di guardarla in faccia, ma mi teneva ferma. La voce mi tremava ma riusci a bisbigliare lo stesso.

" Sono sua sorella! . Questa è casa mia ".

La donna mi spinse per terra, mi guardo furiosa.

" Adesso che facciamo! Ci ha visti in faccia..." disse rivolgendosi all'uomo. Dovevo fare qualcosa e alla svelta, temevo per la mia vita e di quella di mia sorella.

Mi alzai, e mi precipitai verso la porta per chiedere aiuto. L'uomo mi bloccò, cercai di liberarmi, ma era forte, la donna si avvicinò, mi fissò con sguardo perfido. Sentii la lama fredda entrare nella pancia, poi un altra ancora, la testa mi girava,  non riuscivo più a distinguere i volti. Solo ombre intorno a me che si muovevano come fantasmi. Voci lontane, e urla. Qualcuno mi stava parlando. Ma non capivo. Le mani mi tremavano, ero debole, vedevo ombre da per tutto. Ma io lentamente scivolavo nel buio.

Non so quando rimasi svenuta, ma quando mi risvegliati ero in ospedale 

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Annacod ha votato il racconto

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di Nicol70

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