Small cover.png?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccountZoom cover

Narrativa

LA SEDIA

Di Barbara - Editato da Barbara
Pubblicato il 10/09/2021

Una sedia qualsiasi e mille significati

19 Visualizzazioni
11 Voti

Una sedia, una storia.

In quel cascinale ci vivevamo in ventitré, c'erano i nonni paterni, perché così si usava, i figli maschi prendevano moglie e rimanevano in casa le femmine se ne andavano quando trovavano marito, ricordo com'era il nonno, i capelli folti e bianchi da sembrare inzuppati di latte appena munto, il ventre grosso come un cocomero su cui poggiavano le "pocce", le aveva quasi come una donna solo più larghe, per un po' ho avuto paura di somigliargli, nel crescere mi controllavo.

I nonni erano vecchi, d'estate stavano seduti sulle sedie sotto il pergolato al fresco, in inverno ce ne erano due accanto al camino, si scaldavano e ogni poco si alzavano lenti, l'uno per mantenere il fuoco coi ceppi del bosco, l'altra per girare la polenta nel paiolo.

Erano rispettati nelle mancanze degli anziani, da loro tutto era partito e lì ritornava dai campi, dalle stalle, da scuola per chi ci andava, dai pascoli delle bestie vicini da mandarci i più grandi, grandi a otto anni come avevo io.

A mezzogiorno figli, nuore e nipoti ai lati del tavolo accomodati su panche in legno consumate, loro due in testa e coda sui loro troni, altri tempi, quando ti accorgevi che tua mamma non era la massaia solo perché la nidiata era il suo compito, ma quella col fazzoletto in testa a coprile il capo dal sole durante la mietitura del grano, avevi almeno tre anni.

Sono rimasto in prima elementare non so quanti anni, mi annoiavo, stavo all'ultimo banco seduto sulla sedia più grande, le gambe allungate sforavano, ai piedi sgraziati zoccoli di legno, alla ricreazione facevo cambio di merenda con la maestra, le piaceva il pane nero dei contadini, rimaneva seduta alla cattedra e mi passava il suo, bianco.

Mi sono detto, mi boccia per questo.

Alla fine ho smesso, me la sono cavata lo stesso, a militare mi hanno mandato dove la  "bora" ti porta via, lì, stavo di guardia in piedi tutta la notte per finta, conoscevo gli orari della ronda di controllo e nel mezzo mi accomodavo in guardina, da seduto oltre il vetro le piante si piegavano, non ho avuto bisogno di sparare a nessuno.

Ho sparato tardi ai cinghiali, una caccia di pazienza, per ore in attesa della preda, avevo una seggiola in tela, la usavo nascosto dietro i cespugli, ci stavo parecchio incurante di chi mi aspettava.

Ora ero a capotavola, facevo come mi pare, gioie e dolori mi hanno costretto seduto vicino a mia moglie che per forza aveva per sé una sedia a rotelle, ancora avrei voluto uscire dalle mura prigioniere.

È giunto il mio turno, sono vecchio e leone insieme, ma mi tradisce la testa, mi tradiscono le gambe.

Mia figlia " borbotta" al telefono, io mi stanco a stare ritto, ho messo una sedia vicino al telefono perché  il cellulare è un soprammobile spento sullo sgabello a fianco della poltrona ad alzata, me ne ha comprate due, non mi accontento di nulla.

Stamattina vado al mercato col mio carrellino, tre passi una fermata, dieci passi una seduta sulla panchina.

La testa mi gira, le gambe cedono, sono cascato, forse sono svenuto, da quanto tempo sto per terra non lo so.

No ho male in nessuna parte del mio corpo grasso, rigido, forse sogno, forse sono morto.

Benedetta sedia, sei là vicino all'apparecchio, mi trascino col "culo", sono tornato bambino, però, allora mi ci aggrappavo, mi rizzavo, mi ci sedevo.

Adesso è una montagna troppo alta, sto fermo accanto a lei.

Le braccia abbastanza lunghe per alzare la cornetta, so che suonerà l'aggeggio.

È  lei, sta lontano, attaccati  alla sedia babbo, mi dice, non ce la faccio rispondo.

Io ho la mia storia, lei la sua, altrove, oggi si usa così.

Trova il modo, stasera vado a letto da me, un passo, mi siedo su quella accanto al letto, la struscio e sono finalmente sdraiato, domani, se sono vivo, ripeto al contrario.

 


Logo
3738 battute
Condividi

Ti è piaciuto questo racconto? Registrati e votalo!

Vota il racconto
Totale dei voti dei lettori (11 voti)
Esordiente
8
Scrittore
3
Autore
0
Scuola
0
Belleville
0

Commenti degli utenti

Large 35546859 683587435316843 3447866515343278080 n.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Novalis ha votato il racconto

Esordiente
Large fotospecchiofuorisalone2019.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Lucio caccamo ha votato il racconto

Esordiente
Large attorno alle 3 cime.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Maceto Pobbi ha votato il racconto

Esordiente

Non so, lo stile mi pare parecchio ingarbugliato, non so se è voluto. Frasi troppo lunghe e raffazzonate, a volte si perde il filo. L’idea era buona, forse andrebbe rivisto un po’ con calma.Segnala il commento

Large 195c7c5a e533 438e 9500 78317f6489ab.jpeg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

blu ha votato il racconto

Esordiente
Large 20210427 021713.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Violeta ha votato il racconto

Esordiente
Large thumbnail.jpeg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Frato ha votato il racconto

Esordiente
Large img 20210203 wa0000.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Annacod ha votato il racconto

Esordiente

Un ritmo lento accompagna i gesti lenti e consueti di questo racconto ricco di tradizione con un fondo di tristezza.Segnala il commento

Large 7b46ed85 4004 4f09 b544 86323d274390.jpeg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Silvia Lenzini ha votato il racconto

Scrittore

Bello, Barbara. Un ritmo lento per un'evoluzione veloce, com'è la nostra vita. Sto con Giampiero, alcune frasi sono davvero di quelle che si imprimono.Segnala il commento

Large 76e0ca22 4ac9 4d31 b240 d8aa491b4df9.jpeg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Giampiero Pancini ha votato il racconto

Scrittore

Ci sono frasi che incantano: domani, se cono vivo, ripeto il contrario, per esempio. Oppure mi son detto, mi boccia per questo. Bella narrazione. Bella lentezza nel tempo che passa.Segnala il commento

Large ezzz 101133975 10219956522376982 9067593985345716224 o.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

Ezio Falcomer ha votato il racconto

Scrittore
Large 153342377 197830348512629 4826612411029001494 n.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

. ha votato il racconto

Esordiente
Large img 2435.jpg?googleaccessid=application bucket access@typee 222610.iam.gserviceaccount

di Barbara

Esordiente
Underfooter typee
Underfooter lascuola
Underfooter news
Underfooter work