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Non-fiction

La Storia Di Un Giovane

Di Greta Writer - Editato da GGW
Pubblicato il 08/07/2019

Questa è la storia di un ragazzo che è sopravvissuto alle disavventure della vita.

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E' normale che esista la paura, in ogni uomo, l'importante è che sia accompagnata dal coraggio. Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, altrimenti diventa un ostacolo che impedisce di andare avanti. (Paolo Borsellino)

Ciao a tutti mi chiamo Leone ma per gli amici Leo; ho 28 anni e sono un ragazzo a cui piace molto ridere e scherzare, e che per fortuna fa un lavoro che gli piace.

Fino a qualche mese fa non avevo mai pensato che la vita ad un tratto potesse scivolarmi così velocemente dalle mani, fino a qualche mese fa avevo una vita spensierata, ogni giorno andavo in palestra, curavo molto il mio corpo, non fumavo e conducevo una vita piuttosto salutare, le uniche persone a cui pensavo erano io, la mia famiglia e i miei amici, di tutti gli altri non mi importava molto, anzi non li consideravo affatto, fino a qualche mese fa non credevo nemmeno in Dio. Fino a quando un giorno uscito dalla doccia mi tocco la spalla che mi faceva male e noto una pallina in superficie alla quale non do subito la giusta importanza. Passano i giorni e la pallina si fa sempre più grande finché non decido di fare un’ecografia dalla quale i medici evincono che ho il “Linfoma di Hodgkin” a uno stadio fortunatamente poco avanzato, dalla notizia rimasi impietrito, incapace di fare tutto, pensare, parlare, muovermi; ma per fortuna che accanto a me c’era lei: la donna della mia vita, la mia mamma lì sempre presente a darmi coraggio in tutte le situazioni. Così ho cominciato a rivolgermi ai migliori medici che mi hanno consigliato di farmi curare a Roma da un professore, dicevano che fosse un “luminare”, vedrai che tra un anno ritornerai alla vita di sempre. Allora decisi di intraprendere questo viaggio, (ovviamente sempre con lei accanto), e mi sono affidato totalmente ai medici. Mi sono sottoposto per tre mesi a un ciclo di chemio leggera che non è servita a molto visto che la PET ha evidenziato la presenza molto più estesa del tumore, così sono stato costretto a fare altri cicli di chemio più forti più uno di radio, pensando che dopo questi anche io potevo dire di avercela fatta, di aver vinto. Eppure quando tutto sembrava che andasse meglio ecco un’altra brutta notizia, ancora una volta la PET evidenziava la presenza di quel brutto male e questa volta vicino al cuore. Il professore diceva che per questo bastava solo la radio e che la chemio potevo evitarla. E così dopo un e mezzo circa mi ritrovo di nuovo ogni giorno in ospedale a fare prelievi e a sottopormi a tutte le cure. Mi dicevano tranquillo questa sarà l’ultima ma non avevano fatto ancora i conti con l’ultima PET la quale risulta ancora positiva, questa volta il linfoma era avanzato sempre di più e che dovevi subito cominciare una nuova cura, una nuova terapia. E fu proprio qui che ho cominciato a pensare che forse era inutile continuare a curarmi e che era meglio abbandonare tutto. Ma ad un certo punto le certezze che la scienza mi ha dato fino a questo momento non mi bastavano più e ho sentito una voce dentro me che diceva: tu ce la puoi fare, tu sei forte, tu sei Leone di nome e di fatto. E cosi preso di coraggio mi sono rivolto ad altri medici, ho deciso di continuare a lottare per me e per tutti quelli che mi sono accanto, e in tutta questa storia negativa ho trovato l’amore.

L’amore di una ragazza che con coraggio è riuscita a prendersi cura di me anche in questo periodo così complicato. Oggi a distanza di 4 anni io sono guarito e lei è la donna che mi ha donato il più bel regalo della mia vita: mia figlia. 

Non ero sicuro di riuscire a vincere questa battaglia, ho dovuto afforntare mille difficoltà ma posso dire di essere ancora qui. Ho affrontato mille avversità, come l'autotrapianto non riuscito e il trapianto da mio fratello che mi ha salvato la vita. ma posso dire che neè valsa la pena.

Sono passati quasi 4 anni da quando ho smesso di combattere e credo che il viaggio sia ancora lungo e che quel periodo sia stato solo un tunnel né infinito e né difficile ma solo con un più curve di quante ne potessi immaginare.

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DONATO ROSSO ha votato il racconto

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elenadimeo ha votato il racconto

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Ondine ha votato il racconto

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Tella ha votato il racconto

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Etis ha votato il racconto

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