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Narrativa

La strana storia della signora ciangotana rewind

Pubblicato il 09/02/2021

Cosa era successo alla signora che aveva lasciato le ciabatte per strada. Un altro punto di vista.

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Ero appena tornata a casa. Quando avevo male alla gamba, il signor Chen mi faceva tornare a casa prima. Succedeva spesso, ultimamente.

Era stata una lunga giornata. I fornitori erano venuti a consegnare i gelati ma avevano dimenticato i sorbetti al limone. Quelli belli che stanno nel limone. Il signor Chen era molto arrabbiato per questo.

Mi piaceva andare al ristorante di mattina presto. Vedevo il sole che illuminava la ferrovia e c’era poca gente in giro. Pensavo un po’ alla mia famiglia e a Cao Bang.

A parte il lavoro, non succedeva altro.

Vivevo in una casa piccola. La proprietaria abitava a fianco e mi guardava dallo spioncino. Il signor Chen diceva che i milanesi non si fidano degli stranieri, soprattutto dei cinesi. E anche se non ero cinese era uguale.

Pensavo di andare a buttare la spazzatura quando mi sono accorta che camminavo male. Ho preso in mano la ciabatta destra, l’ho guardata e ho visto che si era staccata la suola al tallone. Abitavo da sola e aggiustavo le cose da sola, senza chiedere aiuto al signor Chen.

Dallo sportello sul frigo ho preso la scatola di cartone dove avevo gli attrezzi per aggiustare le cose. Mi sono seduta al tavolo e ho acceso la luce più forte per vedere meglio. La suola era ancora attaccata ma volevo aggiustarla bene. Così ho staccato tutto, ho messo tutta la colla del tubicino piccolo sulla ciabatta e ho unito suola e ciabatta.

Ho messo le ciabatte e sono uscita di casa. Ho preso l’ascensore e sono uscita dal portone con il sacchetto della spazzatura.

Ero quasi arrivata al bidone quando mi è sembrato di inciampare. Ho provato a sollevare il piede destro ma non ci riuscivo. La ciabatta era attaccata per terra.

La colla. Ho provato a staccare la ciabatta con la mano, ma niente. Non si staccava. Così ho lasciato le ciabatte per strada e sono corsa verso casa. Ho infilato le chiavi nel portone e ho preso l’ascensore.

Arrivata a casa, ho cercato la scatola. Non era nel mobile sul frigorifero. Sul tavolo non c’era. Sul divano nemmeno. Ho cominciato a diventare nervosa. Non riuscivo a trovare la scatola.

Ho guardato sotto al lavandino. Avevo lasciata lì la scatola mentre prendevo la busta della spazzatura. Sono uscita di casa e la proprietaria di casa ha aperto la porta. Ha guardato i miei piedi, l’ho guardata. Non avevo tempo per le spiegazioni e per l’ascensore, e sono corsa giù per le scale. Arrivata per strada, non avevo più fiato.

Ho fatto un bel respiro.

Un momento.

Chi erano quei due ragazzi? Perché stavano agitando le braccia? Perché ridevano vicino alle mie ciabatte?

Oh.

Perché il ragazzo con i capelli lunghi ha messo un piede nella mia ciabatta?

Non sapevo cosa fare, avrei voluto chiedere al signor Chen.

Poi uno dei due ragazzi mi ha vista e ho iniziato a a correr verso di loro, urlando:

- Này, Này!!!

Il ragazzo con il piede nella ciabatta si e’ girato. Mi hanno guardata, erano immobili.

- Chàng trai! Tôi bảo bạn! Tôi bảo bạn! Bạn muốn gì với đôi dép đó, đi thật ngu ngốc, để đôi dép của tôi một mình!!!

I ragazzi si sono guardati. E poi sono scappati.

Quello che aveva il piede nella mia ciabatta è scappato senza scarpa. L’altro è scappato con la scarpa dell’amico in mano.

- Bởi vì bạn chơi với dép của tôi Đi làm!

Dal balcone al secondo piano del palazzo vicino si è affacciato un uomo. Mi ha guardata, si è sporto dalla ringhiera, poi ha guardato verso destra mettendosi le mani nei capelli. Mi ha guardata di nuovo ed è scappato dentro.

Perché scappavano gli uomini in questa città? Avevano paura dei cinesi? Dovevo chiederlo al signor Chen.

Mi sono avvicinata alle ciabatte e ho cercato il cacciavite nella scatola.  La ciabatta si era già scollata dall’asfalto. Ho messo i piedi nelle mie ciabatte e ho provato a marciare sul posto. Non si riattaccava più. Ho preso la ciabatta in mano, l’ho guardata, l’ho girata, l’ho piegata. Avevo fatto un buon lavoro.

Ho iniziato a camminare verso casa. Ho alzato la testa e ho visto la proprietaria di casa ferma all’entrata del portone.

Avrei avuto tante cose da dire al signor Chen, domani. 

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