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Narrativa

La talassocrazia di Baudelaire

Di MMarianella - Scritto da Esordiente
Pubblicato il 11/08/2020

Ho deciso di salutarti così.

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Sei stato il primo ad insegnarmi il termine talassocrazia. Eravamo in quarta ginnasio, e del greco conoscevamo poco e niente, ma tu già lo sapevi che derivasse dalla parola mare. La Di Maio decise di leggere in classe il tuo tema, ad esempio di come si dovesse realmente scrivere. Avevi occupato un intero foglio protocollo e la talassocrazia imperava su quello scorrere di parole semplici ed efficaci, dissacranti quanto pagina quattro, dove con una “cazzo di prosopopea” decisi di seppellirci tutti. La parola cazzo in un tema, così bene orchestrato. La Di Maio ne rimase impressionata. Ricordo l’orgoglio con cui chiuse il tuo compito, di come lo sventolò davanti a tutta la classe. Ricordo anche che ci spiegò di come nello scrivere fosse necessario raccontare cose e non aria fritta, di come per parlare di fatti ci saremmo dovuti rifare a te.

Il fatto è che oggi siamo noi a seppellirti, e ancora non ci credo che sia successo davvero. Francesco, al rosario, non è potuto venire, è ancora in caserma. In realtà non sarebbe potuto venire comunque, perché tuo padre non lo vuole vedere. Dice che sia stata colpa sua. Dice che se davvero fosse stato il tuo migliore amico, la droga non avrebbe dovuto dartela. Dice anche che non crede che sia stato tu a volerlo e che dal tossicologico uscirà fuori ogni cosa.

Io, invece, non so cosa possa venirne fuori, però so che l’anno scorso ti ho visto passare per via San Domenico. Non ti ho fatto cenno con la mano, non ti ho salutato, mi sembrava fosse passato troppo tempo, ormai. Troppe parole, troppi litigi, troppi pianti, anche troppo amore. Ho guardato da lontano quell’immagine di te, che di te non aveva nulla. Occhi segnati, viso scarno, capelli radi. Non ti ricordavo così. Il tuo viso non era più il tuo viso. Ho pensato che come gli anni passassero per tutti era giusto che lo facessero anche per te. Ma qualcosa non tornava, nella tua andatura, nel tuo viso cupo. Di Palahniuk e Baudelaire ti era rimasto solo il decadentismo. E dire che me li avevi fatti scoprire tu.

Un mese dopo ho scoperto che non stessi bene, che quel decadentismo ti aveva preso anche le viscere, che lo stessi curando con degli antidepressivi. Ne prendevi di due tipi, a diverse ore del giorno, ma non sembravano bastarti per dimenticarti di Baudelaire. Ora so anche che non ti sarebbero bastati.

I tuoi hanno scelto il Vangelo secondo Luca. Gesù Cristo è sul monte del Cranio e chiede a Dio Padre perché lo abbia abbandonato. Io, però, non credo che l’abbia fatto anche con te. Forse questa vita non ti bastava più, ed era giusto che te ne andassi, che ci lasciassi tutti qui, perché parlarci di talassocrazia non era più abbastanza. La foto che hanno scelto, ti rende giustizia. Ci stai porgendo una rosa bianca, il tuo sorriso racconta quanto del tuo mondo non sia riuscito a darci. Me la ricordo quella foto, ricordo ancora quando te l’avessi scattata. Lì, di capelli, ne avevi anche troppi e la maglietta dell’Hard Rock la portavi dietro in ogni viaggio. Quella rosa, che era per me, ora la porgi a tutti noi.

Quella dentro alla tua copia de “I fiori del male”, però, c’è l’ho ancora io.

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albertomineo ha votato il racconto

Esordiente

Brava Marianella, sai come toccare con delicatezza ma dove tocchi resta il segnoSegnala il commento

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Anonimo ha votato il racconto

Esordiente

Sei riuscita a trattare un tema delicato senza cadere nella retorica e nello stucchevole. Bravissima!Segnala il commento

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Anonimo ha votato il racconto

Scrittore
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Ernest ha votato il racconto

Esordiente
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Silvia Lenzini ha votato il racconto

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Davvero brava. Hai sviluppato un tema difficile senza essere mai banale. Questo modo di porgercelo sul filo dei ricordi, e anche in modo inaspettato, mi è piaciuto tantissimo.Segnala il commento

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Barbara ha votato il racconto

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Marina Pioggiarella Zenere ha votato il racconto

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ProfessionaL ha votato il racconto

Esordiente
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Sofia Nebez ha votato il racconto

Esordiente
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. ha votato il racconto

Esordiente

Da brividiSegnala il commento

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Franco 58 ha votato il racconto

Esordiente
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Ezio Falcomer ha votato il racconto

Scrittore

Bellissimo profilo e rievocazione in memoria.Segnala il commento

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Tella ha votato il racconto

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Helenas ha votato il racconto

Esordiente
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RoCarver ha votato il racconto

Scrittore
Editor

Bellissimo, struggente!! Mi è piaciuto davvero tanto. Finale perfetto. Segnala il commento

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Marco Verteramo ha votato il racconto

Scrittore

Ero convinto di aver già commentato...repeat. Una storia come altre, purtroppo. Ma qui emerge la tua passione per la scrittura, il tuo modo, la tua personalità nel mostrare l'atroce, la sofferenza, il ricordo, l'amore, la colpa, il perdono, la mancanza. Questo fa la differenza. Piaciuto moltissimo. Segnala il commento

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Lorenzo V ha votato il racconto

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Editor

Il finale è perfetto Segnala il commento

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esteban espiga ha votato il racconto

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Editor

questo deve fare un buon racconto, a volte: depistare. e tu lo fai benissimo. alzi la mano chi si aspettava dopo l'onda dei ricordi scolastici il lutto. citi Palahniuk e Baudelaire, ma risolvi il racconto con una buona narrazione alla De Carlo. brava.Segnala il commento

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di MMarianella

Scrittore
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