Volo zigzagando da un fiore all’altro. Questo giardino è meraviglioso. Ci sono profumi dolci e intesi che mi inebriano. Ma ce n’è uno in particolare che mi seduce. Non riesco a vedere il fiore ma il suo profumo dolciastro, quasi mieloso, mi attira. È sempre più inteso e arriva da una finestra spalancata.

Entro un po’ timorosa. Lenta mi avvicino al vaso di fiori gialli. Succhio il nettare e mi sento in paradiso. Tutte le mie paure sono sparite.

Mi guardo intorno e, appoggiate alle pareti, vedo molte farfalle. Sono immobili. Le ali aperte, come se volessero spiccare il volo. Gli corro incontro, felice di poter giocare con loro, ma non si muovono. Sono bloccate da un ferro e chiuse sotto un vetro. Attonita perlustro le pareti della stanza. Ci sono centinaia di farfalle. Alcune ricordo di averle incontrate qualche giorno fa nel parco. In un angolo vedo un vuoto. Ha le dimensioni degli oggetti che imprigionano le mie amiche.

Indietreggio sbattendo le ali in modo scoordinato. Un pensiero agghiacciante si sta impadronendo della mia mente: non uscirò mai più da questa stanza, morirò come loro? Le ali si bloccano e cado sul tavolo. Alzo gli occhi e li vedo. Sono bellissimi, gialli e profumati. Sono stati loro a attirarmi in questo luogo.

Sconvolta e in preda al panico scappo verso la finestra. Voglio uscire da questa trappola mortale.

Non sono ancora libera quando vedo un’ombra sovrastarmi. Con un battito d’ali cambio traiettoria e torno nella camera, appena in tempo per vedere una rete sfiorarmi.

Non riesco a riprendermi dallo spavento che la maniglia si sposta, lenta, verso il pavimento. Dalla porta entra la luce, che taglia l’ombra, come una lama. Volo in alto, fino al soffitto.

I caldi raggi del sole mi chiamano. Mi avvicino e cerco, sporgendomi un po’, di scoprire se lì fuori è ancora in agguato il retino. Sembra che non ci sia nessun umano. Ma non mi fido. Resto qui, appesa, pronta a scappare. In questo incubo non ho la possibilità di riposare. Dalla porta è entrato l’uomo con il retino in mano. È lontano e si muove piano. Ecco la mia occasione. Spicco il volo e fuggo.

Viva. Sono viva. Devo avvisare tutte le farfalle del giardino. Nessuna deve entrare in quella casa. Lì vive un mostro che si diverte a ucciderci. Lascerò questo messaggio su tutti i fiori.