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Fantastico

LE CREATURE DELL’OLTRE–MONDO

Pubblicato il 25/03/2020

Privo di memoria e con una caviglia rotta, Jonas si risveglia in una caverna abitata da una creatura antica e leggendaria. Cosa gli è successo? Cosa ne sarà di lui?

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LA VERA SKA

Il mattino seguente, quando si svegliò, trovò Skarlatta intenta a triturare erbe in un mortaio, per poi buttarle in un pentolone posto sul fuoco nel camino. Una strana tintura verde scuro vi bolliva dentro.

« Cosa fai Ska? » le domandò perplesso.

La strega mescolò accuratamente il liquido all’interno del calderone, poi quando la mistura cominciò a bollire, con due stracci bagnati prese il calderone dalle maniglie in ottone e lo tolse da sopra il fuoco, poggiandolo sul grosso tavolo di legno. « Mi serve per il mal di testa, ho la testa che mi scoppia! » Nonostante fosse visibilmente provata dal troppo vino della sera prima, quella mattina Ska era già vestita di tutto punto, con la sua lunga tunica rossa; i capelli ben lavati, lisci e profumati. La strega prese poi una piccola ampolla contenente un liquido blu, la aprì e la svuotò dentro il calderone.

Skarlatta indicò un piccolo fagotto… « La tua colazione è lì. »

Il bambino la ringraziò, si sedette e addentò avidamente le fette di pane con la confettura spalmata sopra che gli aveva preparato l’amorevole strega rossa. « Cos’è quella roba? » domandò alla strega, indicando la piccola ampolla che lei aveva appena svuotato.

« Essenza ristoratrice. Fa passare i dolori. La usiamo quando ci viene il nostro sangue, oppure quando, come ieri, esageriamo con il vino. »

Ma Jonas ricordava bene che la sera prima Skarlatta, oltre al vino, aveva ingollato una modesta quantità di qualcos’altro; questo qualcos’altro era un’essenza simile a quella, ma di colore più chiaro. Non poté fare a meno di domandarglielo. « E quella che bevevi ieri a cena? Che tipo di essenza era? » Jonas si guardò intorno nella stanza: i scaffali erano pieni di ampolle con all’interno liquidi dei più disparati colori.

Lei parve infastidita da quella domanda. « Tu come al solito vuoi sapere sempre troppo. Quella è roba da donne, e tu sei piccolo. »

”Mi dicono sempre tutti che sono piccolo” pensò seccato ”oggi faccio undici rotazioni e nemmeno un regalo mi ha fatto!”

Jonas finì di mangiare la sua colazione. « Vado ad allenarmi. »

Si tolse la tunica per la notte ed indossò i suoi vestiti. Una volta finito, si accorse che il medaglione, che lasciava sempre dentro la tasca dei pantaloni, era sparito.

”Forse l’ho poggiato sul tavolino di fianco al letto.” Ma niente, il medaglione non era nemmeno lì. ” Forse mi è caduto da qualche parte, nel prato di allenamento… può essere?” Ma ricordò di aver raccolto il medaglione e di esserselo messo in tasca, infatti lo aveva con sé durante la cena della sera prima, tant’è che Judit lo aveva visto e gli aveva detto che era bello, chiedendogli anche se voleva regalarglielo.

”Judit… è stata lei? Ieri quando mi si è accostata e mi ha abbracciato?”

Possibile? Se era stata davvero lei, non si era accorto di niente. La streghetta del resto era molto scaltra, lui lo sapeva bene, e ora tutti i suoi sospetti ricadevano su di lei.

Raggiunse in fretta e furia il prato recintato degli allenamenti, Saurin al suo fianco trottava allegramente. Che brutta sorpresa che gli aveva fatto quella Strainik! Rubargli il medaglione proprio in un momento delicato come quello della sera prima. Quell’abbraccio… il bacio… ne aveva approfittato per prendergli il medaglione e lui si era fatto derubare come uno sciocco!

Era molto arrabbiato.

Arrivato al prato, non trovò né Judit né le altre Kai. Lì non c’era nessuno…

Saurin emise un verso stranamente allarmato. « Miuuh… » Poi drizzò le lunghe orecchie, lo sguardo puntato verso la fitta foresta che si estendeva aldilà della cupola energetica che avvolgeva il villaggio. Chissà perché ma a Jonas la cupola pareva più chiara, le scie azzurre di cui era fatta ora erano di un celeste appena percettibile, sembrava quasi che stesse svanendo…

« Hey moccioso! Sono qui! » La voce proveniva dalla foresta.

Jonas corse subito verso la foresta, nel punto in cui gli alberi e la vegetazione si infittivano. Saurin correva al suo fianco. L’enorme cucciolo con poche galoppate lo superò e si inoltrò nella boscaglia.

« Saurin aspetta! » lo chiamò Jonas, ma il Jorm-Tuk era già svanito nella folta selva.

« Aspettamiii! » Jonas gli corse dietro, entrando anche lui nella macchia. All’improvviso da sopra un albero saltò fuori Judit, che atterrò proprio davanti a lui. « Cercavi questa moccioso? »

« Ridammelo! » le urlò.

La ragazzina, con aria di sfida gli mostrò il medaglione che aveva nella mano, poi sorrise. « Ma come, e il mio regalo?… Vieni a prendertelo se ci riesci! » La strega scattò in corsa, lui la seguì. « Ridammi quel medaglione Jud! Mi serve! » le urlò mentre la rincorreva. La ragazza era velocissima, Jonas non riusciva a starle dietro. « Vieni a prendertelo Jon! »

Continuarono per svariate distanze, fino a che Jonas non cominciò a rendersi conto di essersi spinto troppo in fondo e che si stava allontanando pericolosamente dal villaggio… se avesse continuato a inoltrarsi in quella vastissima foresta avrebbe finito col perdersi.

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Barbara ha votato il racconto

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Violeta ha votato il racconto

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RoCarver ha votato il racconto

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Editor

Ti eri un attimo arenato secondo me, ma adesso è tornato avvincente! Chissà Judit dove lo porta... Segnala il commento

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Sofia Nebez ha votato il racconto

Esordiente
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Davide Marchese ha votato il racconto

Scrittore

Ah l'amore...e tutto quello che vi gira attorno! Già di per se è un mistero, ma qui si infittisce! Segnala il commento

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di Liuk Skywalker

Esordiente