Small cover.png?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccountZoom cover

Avventura

Le parole del padre

Pubblicato il 01/05/2019

Racconto semi-onirico di un uomo che cerca di far sopravvivere qualcosa di sé in un mondo che presto scomparirà.

26 Visualizzazioni
11 Voti

Il muso di un essere oscuro sfonda la base della porta e la palafitta si riempie di vento salato. L’uomo si scompone, ma tenta di restare calmo. Solleva con le mani la carta umida, ma le sue mani tremano, perché sa quello che l’aspetta.

Un rumore di strascico proviene da sotto il pavimento. Se guardasse in basso potrebbe vedere le assi di legno che si sollevano. Dopo aver allineato febbrilmente ogni foglio prende una busta di plastica spessa. È sempre stato un uomo previdente, uno di quelli che pensano spesso a cosa scrivere nel testamento.

Si alza proprio quando la palafitta viene colpita di nuovo. Il tavolo traballa, la lampada ad olio oscilla, cade a terra. Poi rotola, si ferma contro il muro e prende fuoco.

L’uomo si concede il tempo di riprendere fiato. Guarda il principio dell’incendio. Poi espira e si volta dall’altra parte.

La luce sprigionata dal fuoco illuminò la foto di un bambino in una cornice semplice. Aveva un sorriso un po’ forzato, ma comunque dolce. L’uomo guardò i tratti del piccolo volto, e riconobbe i propri occhi, sottili, quasi orientali; e le sopracciglia bionde, come sua madre. E i capelli folti, come entrambi. Guardò il piccolo mento e si ricordò di quando lo aveva preso tra le dita e il bambino aveva riso.

“Ap’i ‘a maano! ‘idammi i’ mio mento!” Avevano fatto la lotta, e l’uomo si era stupito di quanto il bimbo fosse forte. ‘Diventerà un atleta’, aveva pensato.

Si chinò per prendere la boa gonfiabile dal ripiano più in basso. “Quanta di questa schifezza abbiamo buttato in mare”, disse. Mise la bocca sulla valvola e con l’aria di chi non ha più niente da credere cominciò a soffiare.

In quello stesso momento il tetto fu sollevato dal vento. Il volto spaventato dell’uomo fu schiaffeggiato dalle raffiche. La pioggia e l’aria fredda gli diedero i tremori. Per un istante, il fremito fu tanto forte che gli fece perdere il controllo delle mani. La busta cadde e planò verso la porta. Lui si tuffò a riprenderla, ma il rumore che fece sbattendo sul pavimento rivelò la sua presenza.

L’essere fatto di acqua scura e denti aguzzi sfondò quel che restava della porta e si portò via un pezzo di pavimento. L’uomo urlò. Ma l’aria che gli restava in corpo era così poca che il verso si tramutò in un vagito. Si girò dall’altra parte così terrorizzato da vomitare. Cercò di alzarsi ma incespicò e quando le travi si sollevarono si sentì inghiottire e portare giù. Gridò aiuto. Qualunque cosa fosse passata sotto la sua casa aveva deciso fare un altro giro.

Cercò attraverso le lenti maculate di gocce. Con una mano riprese a gonfiare la boa, mentre con l’altra si allungò per prendere la busta. La mano la raggiunse, ma l’essere oscuro e i suoi denti emersero ancora. Il morso si chiuse attorno al suo gomito. A quel punto lo vide, illuminato dal fuoco. Sopra le gengive imbrattate di sangue aveva un solo occhio immobile, impassibile, buio. L’uomo lasciò la boa e con la mano libera prese a colpirlo, mentre sentiva le ossa spezzarsi.

Poi fu investito dalla luce. L’elicottero dei soccorsi era ancora lontano ma il fascio poteva raggiungerlo. Allora poté vedere chiaramente lo squalo mentre strappava, scatto dopo scatto, la carne del suo braccio. Si rese conto di non sentire più la propria mano. Era appoggiata sul suo petto, stretta intorno alla busta. L’animale piegò il corpo da un lato e la carne scivolò via dall’osso. L’uomo si batté la mano destra sul cuore come per impedirgli di spaccargli il petto.

Fu a quel punto che guardò in alto. Vide l’uomo che lo era venuto a salvare. Era proprio come se lo era immaginato. Ma non si sentiva pronto.

Il rumore delle eliche sembrò lontanissimo e interrotto da silenzi lunghissimi. Il viso del ragazzo, invece, fu improvvisamente molto vicino. Oltre il vetro temperato della maschera, i suoi occhi sottili, quasi orientali, avevano qualcosa di dolce e di amaro al tempo stesso. La sua mano era grande come quella di un orango.

Quando il corpo fu deposto nell’elicottero, gli altri due uomini dell’equipaggio non osarono proferire parola. Il padre aveva gli occhi ancora spalancati, ma era morto. Il cuore non aveva retto e il sangue sgorgato dal braccio sinistro aveva fatto il resto. Mentre il figlio tastava il collo del cadavere in cerca di una minima pulsazione, gli levarono di dosso l’equipaggiamento e la maschera. Aveva il viso rotto da un pianto che non avrebbe lasciato uscire. Aveva così tante cose da dirgli prima di confessargli quanto lo aveva amato e quanto gli era mancato, che non disse assolutamente niente.

La mano rimasta, appoggiata al petto, era minuscola in confronto alla sua. Sotto il palmo aperto, c’era la busta. Sulla plastica c’era scritto, con inchiostro sbiadito dagli anni, il suo nome e cognome e l’indirizzo della casa in cui aveva abitato tanti anni prima. Nel leggerlo, tornò con la mente a quel luogo. Rivide la sua cameretta. “Come avrebbe potuto essere tutto diverso”, pensò, “se solo mi avesse voluto bene”. E con un gesto improvviso buttò la busta di plastica al mare.

Logo
4993 battute
Condividi

Ti è piaciuto questo racconto? Registrati e votalo!

Vota il racconto
Totale dei voti dei lettori (11 voti)
Esordiente
10
Scrittore
1
Autore
0
Scuola
0
Belleville
0

Commenti degli utenti

Large 20190803 142034.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Violeta ha votato il racconto

Esordiente
Large img 20190913 wa0003.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Laura Chiapuzzi ha votato il racconto

Esordiente

Soggetto interessante. Non ho capito l'inizio al presente per poi proseguire al passato remotoSegnala il commento

Large img 20190709 175137.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Lisa M. ha votato il racconto

Esordiente
Large porto maurizio imperia 2.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Luxsandro ha votato il racconto

Esordiente
Large fb img 1455357798620.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Hollyy ha votato il racconto

Esordiente
Large studio 20181207 231846.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Franco 58 ha votato il racconto

Esordiente
Large 1556961005612516394346.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

ANNA STASIA ha votato il racconto

Esordiente
Large fb img 1553014296220.jpg?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Caucasica ha votato il racconto

Scrittore
Large 8star.png?googleaccessid=typee belleville prod@typee 162408.iam.gserviceaccount

Zeta Reader ha votato il racconto

Scrittore

L'ho letto e riletto, lo trovo complesso ma mi piace molto. Grazie :)Segnala il commento

Large default

Tella ha votato il racconto

Esordiente
Large default

Etis ha votato il racconto

Scrittore
Large default

di Franz84

Esordiente