"Sei il solito codardo" urla lei con il coltello in mano.

Lui annaspa in cerca di parole.

"Un metodo meno cruento no?"

Lei fa una smorfia.

"Sei diventato schizzinoso?"

"Be', tra un mix di sonniferi e una coltellata in pancia ce ne passa!"

"Al cuore - precisa lei. - Di spalle, perforandomi un polmone. E' il sangue che ti spaventa?"

"No, no è quello."

"Hai paura che urlo?" ammicca lei.

"Smettila."

"Smettila tu. Me l'avei promesso quindici anni fa, Alessandro. Adesso vieni a dirmi che ci hai ripensato, che non vuoi più ammazzarmi?"

"Sono stati belli, questi quindici anni. Perché interromperli per morire?"

"Perché era il nostro accordo! Ricordi? Tu mi avresti sposata soltanto se al quindicesimo anno mi avresti potuta uccidere. Per te il matrimonio era una gabbia, la fine della vita. Era utile stare in coppia per socializzare con le persone della nostra età, ma farlo durare una vita sarebbe stato uno spreco, che l'amore si esaurisce presto e l'attrazione fisica non ti sto a dire. Allora siamo scesi a patti."

“Però adesso le condizioni sono cambiate."

"Ma no, è tutto come prima. In cambio di quindici anni di matrimonio con me avrai la proprietà di questa casa e il premio della mia assicurazione sulla vita."

"Se ti accoltello, che premio pensi che mi daranno?"

"Giusto. Be', lo faremo sembrare un incidente."

"Sì, e come?"

"Pensaci, tesoro, mica posso fare tutto io! Calcola che avrai anche la mia pensione di reversibilità e i soldi che tengo sul conto corrente. Ho risparmiato più di quanto avessi programmato, quindi potresti pure fare lo sforzo di darmela, sta coltellata!”

Lui si porta le mani nei capelli.

“Elisa, ascoltami. Abbiamo una bambina, te lo ricordi?”

Lei alza gli occhi al soffitto. Puntava davvero ai sensi di colpa? Patetico, si dice. Codardo e patetico. 

“Sara ha dodici anni, non è più una bambina.”

“E tu vorresti lasciarmi con un'adolescente senza madre?”

“L'ho partorita, allattata, svezzata, le ho insegnato a vestirsi lavarsi. Che altro vuoi? Il resto lo trova su Google. In alternativa, lasciala ai nonni.”

“Come faccio? Sai che Sara è la mia vita.”

“Ma se nemmeno volevi diventare padre! Ricordi come uscivi in fretta prima ancora di venire? Sembravi un epilettico, Ale. Quando hai visto che gli altri facevano figli ti sei sentito in competizione.”

“Come tu sentivi che era arrivata ora di sposarti!”

“Uno a uno, palla al centro. Adesso mi ammazzi, please?” fa lei sbattendo le ciglia.

Lui è inamovibile.

“Non ti ucciderò, Elisa. Finché morte non ci separi.”

“Tesoro, quello lo dicono nel rito cattolico. Noi ci siamo sposati soltanto in Comune.”

“Non l’hanno detto?”

“No.”

“Però tu avevi il vestito bianco.”

“E tu hai invitato la tua ex.”

“Eravamo rimasti amici."

"Lei non ti ha invitato al suo matrimonio."

"Il fidanzato era geloso. Ma che fai, ti lamenti quindici anni dopo?”

“Sì, perché adesso che te la chiedo io, non me la vuoi dare una coltellata come si deve! Ale, fai sempre le cose soltanto quando e come ti pare!”

“Sentila! Tu non hai il senso della misura, Elisa. Non è più il caso che muori, lo vuoi capire? Guarda in che situazione siamo!”

“Quando te lo dicevo io, di fare famiglia, mi ridevi in faccia.”

“Mica potevo immaginare che saremmo arrivati qua."

"Ti sembrava una fatica immensa."

"Non credevo si potesse fare. Non mi credevo capace, ecco."

"E invece con me hai fatto tutto."

“Ebbene sì, è andata così. Le cose sono cambiate e ci sto bene. Perché non puoi starci bene anche tu?”

“Perché io ho sposato un uomo che non mi ha promesso amore eterno, ma la vita eterna, e adesso la voglio.”

“Se non voglio più ammazzarti si vede che non è stato soltanto per quello che ti ho sposata.”

Lei abbassa lo sguardo e lui si gode un attimo di tregua.

Gli scappa un ghigno.

“Che poi, pensa al contrario. Pensa se fossi stata tu a sposarmi in cambio di una promessa d’omicidio. Secondo me avresti ritrattato già in viaggio di nozze, Elisa, perché in fondo tu mi adori. Non sei mai stata capace di stare un giorno sola. Hai bisogno di me da quando mi hai conosciuto. Me le hai perdonate tutte, perfino quando non ti ho chiesto scusa.”

Alessandro aspetta una risposta, che tra un respiro e l'altro non arriva.

Il silenzio di sua moglie non gli sembra più tanto rassicurante.