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Narrativa

Lettera a un amore mai nato

Di It
Pubblicato il 23/07/2018

Gli appuntamenti saltano per i più disparati motivi. "Cosa sarebbe successo se...?" è la domanda che ci si pone, in questi casi, e a cui mai si può trovare risposta.

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Caro Bastien, 

mi dispiace molto per tutto quello che ti sta succedendo. 

Lo so che avremmo dovuto incontrarci stasera, ma la salute dei tuoi parenti ha sicuramente la priorità. Ci siamo scritti tanto, in questi mesi, da quando ci siamo visti in quel piccolo locale a Parigi. Ammetto che mi dispiace non poterti incontrare di nuovo. Sei stato molto carino, quella sera, a riaccompagnarmi all'hotel dove alloggiava la mia classe. 

Alla fine le mie amiche mi hanno chiesto scusa per avermi lasciata da sola. Mi sono sentita davvero persa, per lunghi momenti. 

Le cose peggiori succedono tutte insieme, però. Ci ho pensato un sacco e ho capito quanto potesse essere assurdo che in quel momento avessi la nausea, dovessi andare in bagno, le mie compagne mi avessero lasciato lì e il telefono fosse scarico. 

Mi hanno detto, comunque, che non avevano fatto apposta. D'altronde, come biasimarle. Avevano bevuto abbastanza e avevano conosciuto tre ragazzi molto carini. La vita è una sola e divertirsi fa bene; non sono arrabbiata per quello che è successo. Anche perché, caro Bastien, ho avuto la fortuna di incontrarti quella stessa sera. 

Ti ricordi, vero? Mi hai scritto tante volte cosa hai pensato, ma avrei voluto sentirlo dalla tua bocca, con le tue parole e la tua voce, e il tuo fantastico accento. 

Però non ti ho mai detto cosa ho pensato io, in quei momenti. Ho provato paura. Ricordavo il nome dell'hotel, ma non l'indirizzo. Avevamo girato molto, quella sera, e da sola non credo sarei riuscita a ricordarmi la strada del ritorno. Mi ricordo che non riuscivo a ragionare, era come se il mondo intorno a me fosse diventato piccolo piccolo e i suoni si erano ovattati. Le tempie pulsavano dalla paura e dell'ansia, la testa dolorante. 

Avevo gli occhi quasi velati di lacrime e invece di pensare ad una soluzione, mi stavo arrendendo al panico. 

Io sono certa che tu abbia visto qualcosa, in me, in quel momento. Forse solo la paura che mi faceva tremare o il mio sguardo perso nel vuoto, piccoli segni che però hai colto. 

Mi è bastato quello per rimanere colpita, folgorata. Scusa se ti ho risposto male, quando ti sei avvicinato. Ho provato a mandarti via, eppure volevi solo aiutarmi. La generosità, di questi tempi, è malvista; ma si sa, viviamo in un mondo al contrario. 

Quando ho capito quelle parole, connettendo due neuroni insieme, ho capito anche che volevi aiutarmi e io mi sono fidata e affidata a te e alle tue mani. Non hai tradito la mia fiducia. 

È stato bello camminare insieme, lungo la Senna, e parlare di così tante cose che non me le ricordo nemmeno. Ti chiedo anche scusa per il mio scarso francese. Anzi, pessimo. Ma mi hai corretta e mi hai capita. 

Ho studiato molto il francese, in questi mesi. Dopo che mi hai detto che avresti voluto rivedermi, mi sono davvero messa d'impegno. Avrei voluto impressionarti io, questa volta. Ma ce ne sarà occasione, in futuro, ne sono certa. Me lo sento dentro, Bastien. Me lo sento, davvero, che potrebbe esserci un futuro.

E io spero, con tutta la forza del mio corpo e del mio animo, che ci sia, un futuro. Anche un solo giorno, una sola sera, una sola camminata al tuo fianco in riva alla Senna sarebbe un pezzettino di futuro bellissimo.

Ma non sarà stasera, purtroppo. Auguro a te e a tua madre il meglio, e che tutto possa sistemarsi in fretta.

Sono venuta a Parigi con le stesse amiche di quella volta, alla fine. Ma mi hanno accompagnato per stare con te: forse è il loro modo per farsi perdonare. In realtà il 15 novembre è il compleanno di Maria, per cui abbiamo deciso di unire gli eventi e fare qualche giorno lontane da casa e da sole.

A proposito di Maria e delle mie amiche, vorrebbero conoscerti anche loro, sono curiosissime! 

Non ti dispiace, vero, se ho parlato di te a loro? Però stai tranquillo, ne ho parlato benissimo. 

Ci vedremo un altro giorno, Bastien. Stai vicino alla tua famiglia. Sei un bravissimo ragazzo. 

A proposito, dato che tu stasera non ci sarai, con le mie amiche andremo al Bataclan. Mi hanno detto che è un locale molto carino, che potrebbe piacermi. Tu ci sei mai stato? Se non ci sei mai stato, ci andremo insieme la prossima volta. 

Te lo prometto. 

Parigi è affascinante, proprio come te. 


Con affetto, 

Chiara


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Davide Marchese ha votato il racconto

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rheya ha votato il racconto

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Tella ha votato il racconto

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Gabriella Pilotti ha votato il racconto

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Anonimo ha votato il racconto

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