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Romance

Lettera ad un amore idealizzato

Pubblicato il 10/12/2017

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Caro G,

ti scrivo e lo faccio quando la tua mancanza mi rende nervosa, irrequieta: tutti aggettivi che non mi si addicono.

Mi guardo intorno e vedo soltanto occhi vuoti, discorsi sterili.

Spesso mi sento come il fuoco di un faló, tanti mi si avvicinano in cerca della mia luce e del mio calore, ma nessuno può toccarmi senza bruciarsi.

Soltanto tu sei fuoco, come me, e soltanto noi sappiamo sfiorarci senza farci del male.

Mi manchi come al fuoco manca l'aria che lo alimenta, e le stelle che rendono la mezzanotte limpida, e le onde che suonano una canzone insieme allo scricchiolio del legno.

Mi sembra di trovare la mia pace in te, nel tuo pensiero, nella tua voce, nelle tue mani ruvide e nei tuoi occhi grandi che scaldano la mia anima vagabonda.

Sei la mia casa, il mio porto sicuro, l'odore buono del pane, il caldo di un camino, lo sguardo pulito di un bambino.

Non smetterò di pensarlo, anche se la vita corre veloce e prova ad allontanarci in ogni modo, anche se aumenta il numero delle nostre cicatrici, anche se non crediamo più in nulla. Io avrò sempre e solo una certezza, e sarai tu.

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di Giulia Grimaldi

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